NAOMI NOVIK.
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SCHOLOMANCE 1. LEZIONI PERICOLOSE.
Parte 2.
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Titolo originale: Scholomance: A Deadly Education.
Traduzione di: Simona Brogli.
2021. Mondadori Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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8. STRISCIANTE.
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Andammo insieme nei bagni a prepararci, poi ci trovammo con
Nkoyo e Orion per avviarci a fare colazione. Oh cavolo! esclam
Nkoyo quando le mostrai il libro: me lo tenevo addosso, forse l'avrei
fatto per il resto della vita; avevo improvvisato una specie di tracolla
per portarlo sul petto, separato dagli altri miei libri. Sei disponibile
a fare degli scambi? Conosco un paio di ragazze somale che studiano sanscrito.
Ero cos contenta che quando Chloe schizz fuori dal bagno delle
femmine, con i capelli ancora un po' sconvolti perch doveva essersi
affrettata a raggiungerci, e grid Aspettatemi, arrivo tra un attimo,
io, che mi sentivo generosa, le risposi perfino Certo come in genere
fa qualunque persona civile, e le mostrai anche il libro mentre camminavamo.
Lei lo ammir debitamente, ma poi rovin i miei cinque secondi
di sentimenti amichevoli scoccando a Orion un'occhiata che non
faticai a interpretare: pensava che l'avesse preso lui per me. Non potevo
cacciarla via dal nostro tavolo ormai, non pi di quanto Chloe aveva
potuto rifilare uno spintone a me quando camminavo con Orion, non  bello, per mi sarebbe piaciuto.
Aspettavo con impazienza di arrivare a far colazione. Una volta
che io e Aadhya avessimo sparso la voce in mensa che avevo qualcosa
di molto valido da offrire, la gente si sarebbe fermata al tavolo anche
solo per dare un'occhiata veloce. Sarebbe stato un ottimo modo
per prendere altri contatti, specie con chi faceva sanscrito; quel "qualcosa
di molto valido" mi avrebbe permesso di fare anche pi scambi,
in futuro. Solo che a quel punto arrivammo in mensa e io capii subito
che il mio libro non sarebbe stato la notiziona della mattinata: al centro
di un tavolo eccellente sedeva un ragazzo dell'ultimo anno, solo.
Completamente solo, curvo sul suo vassoio.
Gli studenti dell'ultimo anno non siedono mai da soli, a prescindere
da quanto li detestino i loro compagni di corso. I giovani del primo
anno e anche quelli del secondo riempiono gli spazi vuoti ai loro
tavoli per coprirli. Gli anziani hanno accesso a una magia molto pi
avanzata e, poco prima del diploma, traboccano anche di potere, specie
in confronto ai comuni quattordicenni. Il genere di nefasti che va
a caccia di studenti del primo e del secondo anno li evita. Ma questo
ragazzo era stato isolato al punto che non c'erano altri anziani neppure
ai tavoli intorno a lui, affollati invece di matricole chine e inguaribilmente sfigate.
Io non lo riconoscevo, ma Orion e Chloe si erano immobilizzati e lo
fissavano. Non  uno di... New York? chiese Aadhya a bassa voce, e
con voce inespressiva Chloe le rispose:  Todd. Todd Quayle. Questo
rendeva la situazione ancor pi incomprensibile. Evitare un ragazzo
che apparteneva a una cerchia? E Todd non era diventato uno stregone
oscuro fino in fondo o roba del genere; sembrava del tutto normale.
Uno studente del primo anno si stava allontanando di corsa dal punto
di sgombero dopo essere riuscito a mettere il vassoio sul nastro trasportatore
senza problemi. Orion tese il braccio per afferrarlo. Cos'ha
fatto? chiese, attirando bruscamente a s la testa del ragazzino.
Ha usurpato rispose lui, senza neppure sollevare il viso; scocc
un'occhiata circospetta a Orion e Chloe da sotto la frangia troppo
lunga e scapp via in fretta. Orion aveva lasciato ricadere il braccio e
sembrava schifato. Chloe scuoteva la testa, incapace di accettare quelle
parole. Non esiste disse. Non esiste, cazzo. Sta di fatto che era
praticamente l'unica cosa abbastanza grossa da spiegare la situazione.
Le stanze in cui dormiamo ce le assegnano il giorno in cui ci finiamo
dentro, e non c' la possibilit di cambiarle, neanche se qualcuno
muore. Quelle vuote vengono sgomberate a fine anno, quando il dormitorio
ruota al piano inferiore, e la Scholomance decide come riorganizzare
i muri per distribuire lo spazio in pi. Il solo modo di cambiare
intenzionalmente stanza  prendersela, ma senza uccidere. Devi
entrare nella stanza di qualcuno e spingerlo nel vuoto.
Nessuno sa cosa voglia dire, in realt. Il vuoto non  un aspirapolvere,
non significa morte immediata, niente del genere. Di tanto in
tanto qualcuno impazzisce e prova a camminare nel vuoto di sua iniziativa...
perch in effetti ci puoi proprio camminare. Il fatto che vi si
possa far cadere anche altro non sembra importare. Funziona un po'
come quella melma che si strizza e filtra in mezzo alle dita oppure si
schiaccia sino a formare una palla dall'apparenza solida: dipende dalla
pressione che si esercita, solo che va fatto con la forza di volont, non con le mani.
Comunque quei tizi non arrivano mai molto lontano. Si fanno prendere
dal panico e tornano indietro, ma nessuno di loro  mai stato capace
di descrivere com' l dentro. Se uno  proprio molto deciso e
comincia a correre, pu succedere che lo slancio lo porti un po' pi lontano
prima che sia in grado di fare dietrofront, e quando poi riemerge,
non riesce pi a parlare, o almeno a parlare in modo comprensibile.
Produce dei rumori come se stesse parlando, ma non in una lingua
che qualcun altro conosca o possa capire. Di solito queste persone finiscono
per morire in qualche altro modo, ma alcuni ce l'hanno fatta
a uscire vivi dalla scuola. Hanno ancora i loro poteri magici. Ma nessuno
riesce a capire i loro incantesimi e, se sono artefici e alchimisti,
quello che creano non funziona per nessun altro. Come se fossero sfasati, in un certo senso.
Quello  il massimo della profondit che ognuno di noi  in grado di
raggiungere nel vuoto, di sua volont. Per ci si pu sempre spingere
dentro, e completamente, qualcun altro... con la magia, che permette
di far arrivare la propria vittima cos lontano da scomparire del tutto,
anche se la vittima in questione non vuole. Se fai questo, se entri nella
stanza di qualcuno dopo il coprifuoco e lo spingi dritto nell'oscurit
tipo un libro di magia che non vuoi pi, per quanto lui gridi e implori
e cerchi di tornare indietro, una volta che  sparito, tu puoi passare la
notte nella sua stanza senza nemmeno venir assalito, dato che l dentro
c' una sola persona. E a quel punto la stanza  tua.
Certo non  che una cosa del genere ti renda molto popolare, per
esempio tra tutti quelli che hanno una stanza. E non puoi neanche insabbiare
la faccenda. La mattina dopo, la gente capisce cos'hai fatto
nel momento stesso in cui ti vede uscire dal nuovo alloggio. Era chiaro
che Orion avrebbe voluto affrontare Todd immediatamente, e infatti
dovetti spingerlo verso la fila in attesa di procurarsi da mangiare.
Abbiamo gi saltato il pranzo ieri. Se vuoi saperne di pi, vai a sederti
con lui dopo che avremo finito di fare colazione; di spazio ce n'.
Io non mi siedo con un usurpatore disse Orion.
Allora sopporta la tua bruciante curiosit replicai. Per l'ora di
pranzo chiunque in questa scuola potr raccontarti tutti i dettagli pi raccapriccianti.
 un errore insist Chloe con voce rotta e acuta. Non esiste che
Todd abbia usurpato. Non ne ha bisogno! Ha scelto Annabel, River e
Jessamy come alleati, e sono in lizza per il discorso di fine anno. Perch
diavolo dovrebbe usurpare?
Non resteremo qui con lui a lungo. La campana dell'ultimo anno
suoner cinque minuti dopo esserci seduti sugger Aadhya, pi pratica.
Orion strinse le mani a pugno e part a razzo verso la fila.
Avevo sottovalutato la potenza della catena di pettegolezzi: ottenemmo
quasi tutti i dettagli pi sanguinosi ancor prima di andarcene con i
nostri vassoi. Todd aveva fatto fuori un tizio di nome Mika, uno degli
ultimi sbandati rimasti, uno di quei ragazzi solitari che non erano riusciti
a stringere nessuna alleanza per il diploma. Se non sono stregoni
oscuri,  difficile che gli sbandati ce la facciano a uscirne vivi, e Mika
non era uno stregone oscuro; era solo un goffo sfigato, privo di capacit
relazionali accettabili e di un talento sufficiente a far s che almeno
gli altri sfigati come lui sorvolassero sulle sue carenze. Se pensate
che questo non sia un crimine che meriti una sentenza di morte, sono
d'accordo con voi, visto che l'anno prossimo sar anch'io sulla stessa
barca se non mi rimetto in sesto per tempo. Ma le cose stavano cos,
pi o meno. Il che significava che Mika era stato il bersaglio perfetto.
Orion usc dalla fila per primo e punt dritto su Todd, sbatt il vassoio
sul tavolo di fronte a lui e non si mise a sedere. Perch? spar secco.
Hai un gruppo, uno scudo da cintura, uno spartisci-potere, mana
in abbondanza... lo scorso trimestre hai creato persino una spada dello
spirito! Non ti bastava? Dovevi avere anche una stanza migliore?
Posai il vassoio accanto a quello di Orion, mi sedetti e cominciai a
mangiare finch ne avevo la possibilit. Aadhya si piazz vicino a me
e fece la stessa cosa. Chloe non era venuta con noi, alla fine. Dopo aver
sentito le voci che giravano per la fila, ci aveva lasciati per un diverso
tavolo newyorchese; tutti gli altri ragazzi della cerchia si erano seduti
il pi lontano possibile da Todd e si trovavano ancora in mensa.
Lei aveva preso la decisione giusta; avevo gi capito che Orion avrebbe
ottenuto una risposta che non gli sarebbe piaciuta granch, sempre
ammesso che ne ottenesse una. Todd non aveva mostrato la minima
reazione alla domanda. Se ne stava curvo sul vassoio, mangiando
con metodo, ma aveva le mani tremanti e si sforzava di mandare gi
il cibo. Non era uno stregone oscuro; e non era nemmeno cos sociopatico
da fregarsene di aver ucciso qualcuno. Non sapevo perch lo
avesse fatto, ma di sicuro non era stato per ricavarne potere. Lo aveva
fatto in preda alla disperazione.
La sua vecchia stanza dov'era? chiesi.
Vicino alle scale rispose Orion, continuando a fissare Todd dall'alto
come se potesse scavargli un buco nel cranio ed estrarne risposte.
Quella  proprio una collocazione di merda. Le scale ci servono per
spostarci nella scuola, e i nefasti possono usarle quanto noi, ragion per
cui trovarsi vicini alle rampe che danno sul dormitorio degli anziani
equivale a essere il piatto piazzato all'inizio del bancone della mensa.
Ma non  neppure una minaccia insormontabile. Nessuno di noi prende
il primo piatto sul bancone se  nascosto da un coperchio, non finch
c' un'alternativa pi semplice nella teglia successiva. Nel caso di Todd,
un'alternativa ci sarebbe stata senz'altro, perch lui fa parte di una cerchia,
dispone di mana pi che sufficiente per costruirsi una buona protezione
ogni notte, e gli altri ragazzi della cerchia avrebbero evitato di
reclutare qualcuno dei vicini, per solidariet. Non mi sembrava qualcosa
per cui valesse la pena di mandare a puttane la sua alleanza e magari la
sua vita: le cerchie non danno apertamente rifugio ad assassini e stregoni
oscuri, e tutti - letteralmente - qui a scuola sapevano cos'aveva fatto.
Rispondimi sibil Orion, e allung il braccio per prendere il vassoio
di Todd, forse con l'intenzione di spostarlo o di gettarglielo in faccia,
ma Todd lo afferr per primo e lo sollev, tirandosi dietro il vassoio
di Orion e scaraventandogli addosso l'intero guazzabuglio prima
di sporgersi sul tavolo e rifilargli un bello spintone. Qui dentro non abbiamo
spesso scontri fisici, tutti li ritengono roba da profani, ma non
ti serve molta pratica se sei un tizio alto un metro e ottanta che negli
ultimi quattro anni non si  fatto problemi a lasciare che altre persone
gli fornissero potere supplementare e il tuo avversario  un moscerino
al terzo anno. Orion barcoll all'indietro, gocciolando latte e uova
strapazzate, e per poco non and a sbattere contro il tavolo vicino.
Vaffanculo, Orion ringhi Todd, la voce spezzata in un acuto stravolto
che comprometteva il suo stile da duro. Vuoi prendermi a pugni?
Il grande eroe della scuola che fa piazza pulita di nefasti per tutti.
Indovina... la vera folla di quegli esseri schifosi non l'hai neanche
intaccata. Sono ancora tutti l sotto, e grazie a te muoiono di fame.
Niente spuntini a base di creature pi piccole. Perci non aspetteranno
che gli sia servita la cena, quest'anno.  una settimana che li sento
darsi da fare intorno alle scale ogni notte, e fanno tanto rumore che
non riesco a dormire. Alcuni di loro stanno gi passando. Si premette
i pugni stretti contro le tempie, l'intero viso che si accartocciava tra le
lacrime come quello di un neonato che vagisce. Davanti alla mia camera
 passato un fauciomaco, ieri. Andava al piano di sopra. Quello
non l'hai preso, vero, eroe?
Quando gli studenti dei tavoli vicini sentirono le sue parole, tutto
intorno si levarono mormorii e rantoli terrorizzati, simili a un'increspatura
che si allarga. L'intera sala fremeva nell'assistere agli sviluppi
del dramma, alcuni si alzarono addirittura in piedi sulle panche per
sbirciare oltre le teste degli altri e vedere cosa succedeva. Todd si mise
a ridere un po' istericamente. Gi, mi chiedo dove abbia intenzione
di sistemarsi. Tenete d'occhio il magazzino della cancelleria, gente!
grid, girandosi in direzione della sala con le braccia spalancate verso
l'alto a comprendere i ragazzi che si sporgevano dal soppalco, in una
parodia di avvertimento amichevole. Per s, Orion, siamo cos fortunati
ad averti qui a proteggerci. Cosa faremmo senza di te...
Erano quasi alla lettera i miei stessi pensieri riguardo all'eroica campagna
di Orion, e persino pi precisi dopo l'ultima settimana: un mangia-anime
nel dormitorio degli studenti del terzo anno, imitazioni e
ragnisirena nel laboratorio tecnico, spiriti e fauciomachi in biblioteca.
Todd aveva ragione, da qualche parte doveva esserci un pertugio che
permetteva loro di entrare, un buco attraverso il quale penetravano
fin qui in preda alla disperazione della fame.
Orion non replic. Si limit a restarsene l, con le uova spiaccicate
sulla faccia e grumi di porridge attaccati ai capelli, pallido e frastornato.
Tutti quelli che aveva intorno gli stavano lanciando occhiate incerte.
Io mi alzai e apostrofai Todd: Tu te ne andresti al volo, newyorchese.
E permetteresti ai nefasti di divorare il ragazzo della camera vicina al
posto tuo. Ecco cosa faresti tu. Per s, prenditela pure con Orion. Scusa,
ma devo essermi persa un passaggio: perch avresti diritto di vivere
pi di chiunque sia stato salvato da lui? Pi di Mika? Quanto tempo
ci ha messo a smettere di urlare quando l'hai spinto nelle tenebre?
Lo sai, o ti sei semplicemente tappato le orecchie e voltato dall'altra
parte finch non  finita?.
L'intera sala era piombata in un silenzio mortale, tanto che sentii
Todd ansimare mentre mi fissava con gli occhi iniettati di sangue. Era
probabile che tutti gli altri stessero trattenendo il respiro per non perdersi
neanche una sfumatura di questa recrudescenza di pettegolezzi.
Raccolsi il mio vassoio e mi girai verso Orion, che mi guard a sua
volta, ancora incapace di reagire. Gli dissi: Vieni, troviamoci un altro
tavolo. Rivolsi un brusco cenno della testa anche a Aadhya, che
mi stava fissando a bocca aperta, e lei si alz a fatica, agguant il proprio
vassoio e mi affianc, scoccando occhiate di sbieco alla mia faccia.
Orion ci segu con una certa lentezza.
Gli unici tavoli liberi rimasti erano i peggiori, negli angoli pi lontani
o sotto i condotti di aerazione - chiaramente nessuno era uscito
dalla mensa un attimo prima del dovuto, con l'agitazione in corso -
tuttavia, mentre lo superavamo, Ibrahim parl d'impulso nel silenzio
ancora completo. El, qui c' posto e fece cenno ai ragazzi del suo tavolo
di spostarsi per lasciarci spazio. La campana dell'ultimo anno suon
proprio allora, e noi ci mettemmo a sedere attorniati dall'improvvisa
esplosione di energia e rumori prodotti dagli anziani che scattavano
tutti insieme, ingozzandosi con i rimasugli di cibo e raccogliendo in
fretta le loro cose per precipitarsi fuori. Anche Todd usc in quel momento,
stranamente isolato dagli altri, circondato da uno spazio vuoto.
Orion si sedette all'estremit della panca, a mani vuote. Yaakov,
dall'altra parte del tavolo di fronte a lui, sollev esitante il tovagliolo.
Mi allungai a prenderlo e lo cacciai in mano a Orion. Sei uno schifo,
Lake dissi. Orion inizi a ripulirsi. Qualcuno pu fare a meno di
qualcosa? Gli misi davanti uno dei miei panini, e poi, uno dopo l'altro,
ogni ragazzo presente cominci a offrire quello che aveva, anche
se solo met di un minimuffin o uno spicchio di arancia; uno studente
del tavolo dietro di noi allung la mano, mi batt sulla spalla e mi
pass un cartone di latte per lui.
All'inizio la conversazione fu nulla; con Orion proprio l, nessuno
aveva voglia di parlare dell'unica cosa di cui tutti avevano voglia di
parlare. Fu Aadhya a sbloccare la situazione; dopo aver finito di bere il
latte dal fondo della scodella di cereali - qui dentro  normale, non maleducato
- si pul la bocca e disse: Qualcuno di voi fa sanscrito? Non
crederete mai a quello che ha trovato El. El, devi proprio mostrarglielo.
Fui ancora pi contenta di aver coccolato il mio libro mettendolo
nella tracolla speciale, perch per alcuni istanti me ne ero dimenticata
del tutto, e se lo avessi avuto nello zaino, sono assolutamente sicura
che mi sarebbe sparito.
La cerchia di Baghdad! strillarono all'istante Ibrahim e altri due
nel momento stesso in cui lo tirai fuori - tutti i ragazzi che conoscono
l'arabo sono in grado di riconoscere i libri provenienti dalla cerchia di
Baghdad a tre scaffali di distanza - e visto che non potevano parlare
della vera notizia, la mia fece da seconda scelta.
Dopo colazione io avevo Lingue e Orion Alchimia. Lui mise i rifiuti
della sua colazione frammentaria sul mio vassoio e lo port via per
me, poi, proprio mentre stavamo uscendo dalla porta, disse sottovoce:
Grazie. Ma so che non lo pensavi.
Certo che lo pensavo replicai, infastidita perch ora mi toccava
anche capire perch l'avevo fatto. C' sempre qualcuno che deve pagare,
ma perch Todd-1'omicida dovrebbe avere un vantaggio rispetto
agli altri? Tu sei stato sciocco a comportarti in un modo che ha messo
in imbarazzo il tuo gruppo, per sei anche l'unico a volere che il tuo
gruppo sia corretto. Adesso vattene a lezione e smettila di cercare un
posto dove nasconderti. L'occhiata riconoscente che mi lanci prima
di dirigersi verso le scale mi infastid ancora di pi.
Com'era prevedibile, nell'attimo stesso in cui mi sedetti, sul mio
banco apparve un foglio di esercizi in arabo. Senza una sola parola di
inglese: la scuola non mi aveva dato nemmeno un dizionario. E a giudicare
dalle allegre illustrazioni in stile fumettistico accanto alle righe
- in particolare un uomo alla guida di un'auto in procinto di falciare
un paio di sventurati pedoni - avevo il forte sospetto che si trattasse
anche di arabo moderno. Avrei dovuto prelevare dalla biblioteca un
libro sull'arabo classico prima di andare a lezione. Quando sei stato
esposto a una lingua che non hai davvero intenzione di cominciare a
studiare,  meglio arrendersi e stabilire subito qualche limite. Solo che
il giorno prima ero stata un tantino impegnata.
Tuttavia mi ero gi rassegnata al mio destino, e una ragazza saudita
che quella mattina era al tavolo di Ibrahim aveva una cabina accanto
a me; mi prest un dizionario in cambio della promessa di correggerle
il compito finale di inglese. Per prima cosa trascrissi l'alfabeto nel
mio taccuino, poi cominciai a sgobbare sugli esercizi, ricopiando ogni
parola che andavo a cercare. E tanto per avere un motivo di speranza,
non riuscivo a capire una sola sillaba dell'astiosa filippica che la voce
della cabina mi riversava nelle orecchie tra una riluttante spiegazione
e l'altra della pronuncia di  oj e Immagino fosse ricca di atrocit
particolarmente succose.
Per il resto della giornata, intorno a me ci fu un gran sussurrare extra
magia tra gli altri ragazzi. Mi venne in mente, a scoppio anche troppo
ritardato, che ero appena stata promossa da stronza patologicamente
maleducata a odia-cerchie. Lo sappiamo tutti che la faccenda delle cerchie
 un'ingiustizia, ma nessuno lo dice perch, se lo fa, i membri delle
cerchie non lo invitano a unirsi a loro dalla parte migliore dell'ingiustizia.
Era possibile che anche la stella di Orion fosse tramontata, nel
caso in cui un numero sufficiente dei suoi compagni di cerchia avesse
deciso che Todd aveva ragione. Forse noi due avremmo finito per ritrovarci
soli. Sarebbe stato da urlo. Che la mia impopolarit fosse cos
rilevante da infangare persino Orion Lake.
Fu un inizio pessimo quando entrai in mensa all'ora di pranzo. Nessuno
degli appartenenti alle cerchie che di recente mi avevano fatto
una corte spietata apr bocca; niente inviti al gruppo di studio da parte
di Sarah, oggi. Ma proprio mentre uscivo dalla coda per il cibo,
Aadhya arriv dal laboratorio tecnico in compagnia di altri tre ragazzi del
corso di Artifici e mi salut andando a mettersi in fila. Ci tieni il posto,
El? grid dall'altra parte della sala. Nkoyo e i suoi amici, che erano
pochi studenti dietro di me, la sentirono; non so se l'atteggiamento
di Aadhya fu determinante o no, sta di fatto che Nkoyo mi disse:
Io prendo l'acqua se pensi tu al perimetro. E pur scambiandosi uno
sguardo leggermente ansioso, Jowani e Cora seguirono il suo esempio.
Prima che finissi di predisporre il perimetro e che ci accomodassimo,
Aadhya e il suo gruppo ci raggiunsero, portandomi addirittura una
fetta aggiuntiva di torta per ringraziarmi, come si fa di solito quando
si chiede a qualcuno di tenerti il posto. Non che finora ne avessi avuto
esperienza diretta, dato che in precedenza i miei compagni trovavano
ogni genere di pretesti se ero io a chiederglielo. Si present anche Liu,
che in silenzio si mise seduta nell'altro posto vicino a me. Aveva ancora
un'espressione lievemente traumatizzata, contraddittoria rispetto
all'effettivo colorito del suo viso, che sullo spettro luminoso era variato
di almeno dieci gradi kelvin, passando dal non-morto al solo-pallido;
persino i suoi capelli mostravano qualche traccia di castano sotto
la lampada abbronzante. Hai preso una pozione UV, Liu? chiese
un'amica di Aadhya. Hai un aspetto fantastico.
Grazie disse lei, e si chin sul suo piatto.
Non c'era quasi pi spazio quando Orion e Ibrahim arrivarono dal
laboratorio. Senza una parola, alcuni ragazzi si spostarono per permettere
a Orion di sedersi di fianco a me. Ero in gran parte rassegnata
anche a questo. Dopo la mia esibizione di quella mattina, la gente
avrebbe dato ormai per scontato che stavamo insieme anche se gli
avessi rovesciato in testa la scodella della zuppa. Se davvero avesse
cominciato a frequentare qualcuna, chiunque avrebbe creduto per tutto
l'anno che il nostro fosse un triangolo amoroso.
Anche Todd era in mensa. Non lo stavano gi pi tagliando fuori
del tutto: un gruppo di matricole sfigate aveva preso posto in fondo
al suo tavolo. Forse avrebbe stabilito una nuova alleanza in tempo per
il diploma, se quella vecchia non si fosse limitata a incassare, riprenderselo,
e lasciare che fossero gli adulti a vedersela con lui all'uscita.
Magari non ne avrebbero fatto niente. I genitori di Todd dovevano essere
potenti e importanti se i suoi compagni di alleanza avevano il diritto
di offrire ammissione garantita alla cerchia, cosa di cui avrebbero
avuto bisogno per arrivare a tenere il discorso di fine anno. Lui avrebbe
raccontato a mamma e pap del fauciomaco che era passato davanti
alla sua stanza e loro avrebbero capito; certo, doveva proteggere se
stesso, e in fin dei conti non aveva commesso un vero e proprio omicidio.
Mika sarebbe morto comunque nel giro di una settimana. Era
logico scambiarlo con un ragazzo che apparteneva a una cerchia, uno
che aveva un futuro. Soltanto pensarci mi faceva inferocire al punto
che avrei voluto spingere Todd nel buio con le mie mani.
Non avevo progetti concreti per la sessione di studio, ma senza nemmeno
dirlo, avevo dato pi o meno per scontato che io e Orion saremmo
tornati in biblioteca insieme. Ma mentre stavamo sgombrando i
nostri vassoi, di punto in bianco mi disse: Va' pure avanti, vengo a cercarti io.
Come preferisci replicai brevemente. Non servivano grandi colpi
di genio per indovinare cos'aveva in mente di fare, ma evitai di dirgli
che non avrebbe trovato nessun fauciomaco nascosto da qualche parte,
o che era un idiota a provarci. Mi limitai a proseguire da sola per la biblioteca.
Pensavo di andare alla mia scrivania, ma quando entrai dalla sala
di lettura, vidi che era mezza vuota. Gran parte dei tavoli e delle morbide
poltrone era malamente bruciacchiata, e nell'aria aleggiava un
tanfo di fumo misto a qualcosa che odorava un po' come i cavoletti di
Bruxelles della mensa. Vale a dire l'unico piatto che non  mai avvelenato.
Ma anche tenendo conto di tutto questo, la biblioteca era insolitamente
deserta. C'erano addirittura degli studenti del primo anno
che usufruivano di veri posti a sedere invece di starsene sul pavimento.
Un attimo dopo capii: era probabile che tutti ritenessero - correttamente,
tra l'altro - che per un fauciomaco affamato la biblioteca sarebbe
stata il territorio di caccia perfetto. Ed era altrettanto probabile
che chiunque non fosse alla disperazione avrebbe evitato anche il magazzino,
proprio come aveva suggerito Todd.
Era un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Sloggia
intimai a un'ambiziosa matricola che aveva osato rubare una delle combinazioni
poltrona-scrivania pi ambite nell'angolo di solito affollato
dai ragazzi della cerchia di Dubai, al momento tutti assenti.
Il giovincello si arrese senza combattere; sapeva di essersi allargato
troppo. Posso sedermi accanto a te? chiese. Questa era una novit.
Doveva essere convinto che prima o poi Orion si sarebbe fatto vivo.
Fa' come vuoi risposi, e lui si spost verso la parte di pavimento
libera vicino alla poltrona.
La fodera dello schienale aveva un brutto strappo che andava da un
angolo all'altro, ma era il motivo per cui avevo voluto quella poltrona.
Ripescai i resti di una coperta mezza bruciata da sotto un divano
e cominciai a lavorarci con il mio uncinetto. Impiegai la maggior parte
della sessione di studio e ci rimisi alcuni strati di smalto dei molari,
ma riportai il fondo della coperta alle sfilacciature originali. Poi la
piegai a mo' di cuscinetto, la legai sullo strappo con qualche pezzetto
di filo sciolto e sacrificai il tutto e il mana che avevo accumulato per
eseguire un ripara-e-rifai sullo schienale della poltrona.
Mi assicurai anche di scarabocchiare "El" sulla parte risistemata. La
regola non scritta  che, se aggiusti un oggetto d'arredamento rotto della
scuola, ottieni un diritto di prelazione su quell'oggetto per il resto
dell'anno. La regola per va a farsi friggere abbastanza spesso quando
dall'altra parte c' qualcuno di pi potente, ma sospettavo che nemmeno
i membri di una cerchia avrebbero voluto scontrarsi con la ragazza
di Orion Lake, anche se lei era una sciroccata odia-cerchie e lui
si era dimostrato uno che salvava gli sfigati a spese dei suoi compagni.
A riparazione conclusa, tirai fuori i sutra della Pietra Dorata, accarezzai
il libro con affetto per un po', dopodich trascorsi quanto restava
della sessione di studio alla ricerca di un dizionario di arabo classico
per poter cominciare a tradurre le prime pagine. Poi risult che
si trattava della solita prefazione in cui si nominavano e ringraziavano
vari mecenati importanti - in questo caso i maghi pi esperti della
cerchia - e si parlava di quanto fosse stato difficile realizzare una copia
esatta. Non fu un esercizio che si definirebbe eccezionalmente produttivo,
ma almeno feci un po' di pratica di arabo, il che era un bene
visto che avevo la certezza assoluta che un quarto del mio esame finale
di Lingue sarebbe stato in arabo.
Orion non si present. Anzi, salt anche il laboratorio, quel pomeriggio.
Non lo rividi finch non arrivai in mensa per la cena, e lui era
gi l, seduto da solo a un tavolo, che mangiava come un lupo da un
vassoio traboccante di cibo: era chiaro che doveva essere stato il primo
della fila, sistema fantastico per procurarsi da mangiare in abbondanza,
nonch farsi mangiare. Per la maggior parte della gente.
Non gli chiesi dove fosse stato, non ne ebbi bisogno. Ibrahim non
era nemmeno nella nostra sezione di laboratorio, eppure aveva sentito
anche lui che Orion aveva saltato la lezione; stava gi chiedendone
il motivo ancor prima di sedersi al suo posto.
Non l'ho trovato disse Orion a bassa voce, dopo che tutti gli altri
ebbero finito di esprimere in modo adeguato il loro shock quando
confess di essere andato a caccia del fauciomaco. Era un'idiozia totale,
anche per il nostro eroe. Lui minimizz. Ho controllato il magazzino
della cancelleria, il laboratorio tecnico, tutta la biblioteca...
Continuai a mangiare, ignorando con fermezza il suo elenco, ma
Liu, che era accanto a me e mangiava quasi altrettanto meccanicamente,
cominci a sollevare pian piano la testa dalla sua cena mentre
lui parlava. Non lo troverai. Orion si volt a guardarla. Un fauciomaco
non si nasconderebbe. Se fosse dentro la scuola, starebbe mangiando.
E ormai sapremmo tutti dove si trova. Ragion per cui non c'
nessun fauciomaco nella scuola. O Todd se T inventato, o ha avuto
un'allucinazione.
Quell'idea piaceva un sacco a tutti, naturalmente. Ha detto che
non dormiva da un po' rifer uno degli amici di Nkoyo, e per la fine
del pasto l'intera mensa si era persuasa che il fauciomaco non esistesse
e che Todd fosse stato vittima di una temporanea infermit mentale,
con grande sollievo generale.
Anche mio: perlomeno adesso avrebbero smesso di parlarne. E con
l'eliminazione del fauciomaco, il mio ritrovamento divenne finalmente
la vera notizia. Prima che la cena si concludesse, quattordici studenti -
otto dei quali erano all'ultimo anno e facevano sanscrito - erano passati
a dare un'occhiata ai sutra e si erano tanto entusiasmati che alcuni
altri anziani che non facevano sanscrito si erano avvicinati per esprimere
il loro interesse: si trattava soprattutto di ragazzi provenienti da
gruppi di maghi grossomodo simili alla famiglia di Liu, solo un po' pi
numerosi, prossimi ad avere le risorse per costruire una cerchia. L'acquisto
relativamente a buon mercato dell'incantesimo che permetteva
di modificare gli stati di aggregazione della materia avrebbe comportato
risparmi consistenti.
Dopo cena tornai in biblioteca soddisfatta nonostante la valanga di
lavoro sull'arabo che avevo ancora da fare. Ibrahim si offr persino di
darmi una mano con le traduzioni in cambio di un aiuto in inglese di
cui non aveva davvero bisogno, il che era chiaramente un tentativo di
farsi perdonare per essersi comportato da stronzo in precedenza. Accettai,
per quanto un po' riluttante; ero stata ospite al suo tavolo, in fondo.
Lui e la sua amica Nadia, la tipa che in mattinata mi aveva prestato
il dizionario, vennero in biblioteca con me dopo cena. La sala di lettura
si stava gi riempiendo di nuovo, e i ragazzi di Dubai non sembrarono
affatto contenti quando mi avvicinai a loro e dissi La mia poltrona,
grazie al tizio seduto l. Era evidente che anche il mio, di fulgore,
si era a dir poco dissolto. Ma avevo ragione, non si misero a litigare
per quello, o per il fatto che Ibrahim e Nadia si stavano appropriando
degli spazi sul pavimento proprio l a fianco. Si limitarono a spostarsi
in modo che il ragazzo spodestato trovasse un altro posto a sedere
nel corretto ordine gerarchico e ci ignorarono apertamente. Non mi
dispiacque per niente, perch tra loro continuavano a parlare in arabo.
Non riuscivo ancora a distinguere le parole, ma capire il ritmo di
una lingua aiuta, e avere la possibilit di origliare i discorsi di un buon
numero di persone che la parlano  molto meglio che ascoltare quello
che la Scholomance mi avrebbe riversato nelle orecchie.
Sia pure a fatica, riuscii a portare avanti il compito di arabo e preparai
alcune schede di appunti sulla grammatica, poi cominciai a tradurre
le note a pi di pagina corrispondenti all'incantesimo di controllo
degli stati di aggregazione. Avevo sperato in qualcosa di utile,
preferibilmente qualche suggerimento sulla sua esecuzione: pi  antico
un incantesimo, pi  probabile che le tue ipotesi inconsce riguardo
a postura e intonazione siano sbagliate, e pi  potente un incantesimo,
pi  probabile che per questo motivo accadano cose terribili.
Invece le note erano un insieme di sciocchezze sul fatto che l'incantesimo
di controllo degli stati di aggregazione era incluso nel libro solo
a titolo di completezza, posto che naturalmente quel particolare incantesimo
era stato appena soppiantato da una nuova formula magica in
lingua araba. D'accordo. Per quanto ne so, nessuno ha mai creato una
formula per il controllo degli stati di aggregazione della materia che
funzioni bene anche solo la met di quella di Purochana; ecco perch
risulta ancora relativamente diffusa anche se  in sanscrito, lingua senza
dubbio arcaica. Avevo il forte sospetto che questa nuova versione
araba fosse stata scritta da un mago anziano di Baghdad che il traduttore
aveva cercato di ingraziarsi.
Tradussi ogni parola della sviolinata, sperando che magari ci sarebbe
stato almeno un elemento utile in mezzo al resto, ma non fu cos.
Se non altro, svolgere quel lavoro contribu a tranquillizzare definitivamente
il libro: continuai ad accarezzarne la copertina e a borbottare
ad alta voce ogni parola che traducevo e, verso la fine, il volumetto
cominciava a sentirsi a suo agio tra le mie mani, quasi fosse davvero
mio e non solo una cosa in cui mi ero imbattuta.
Pi o meno in quel momento, Orion torn dalla sua sessione di laboratorio.
I ragazzi di Dubai lo guardarono un po' esitanti, scambiandosi
occhiate che riuscivo a interpretare alla perfezione. Anche se Orion sottraeva
qualche vantaggio a te come membro di una cerchia nello schema
pi ampio delle cose, nello schema pi ridotto delle cose, tu come
individuo desideravi ancora averlo dalla tua parte casomai un assortimento
di nefasti fosse esploso di nuovo in biblioteca, per esempio. Un
attimo dopo, una dell'ultimo anno rivolse un rapido cenno del mento
a uno del secondo, che si alz e con disinvoltura disse Io vado a letto.
Prendi pure il mio posto, Orion. Buonanotte a tutti e poi se ne and.
In un lampo, anche gli altri passarono all'inglese e diedero il via al
solito giro di ringraziamenti a Orion per aver salvato loro la vita in
biblioteca il giorno prima. Andarono avanti finch non fui io a interromperli,
dicendo: Dateci un taglio, non c' bisogno che lo aduliate.
Oggi sei riuscito a fare qualche compito, Lake, o stai tentando di essere
il primo a farsi cacciare dalla Scholomance?.
Lui alz gli occhi al cielo mentre si lasciava cadere in poltrona - non
aveva notato niente di speciale in quel posto improvvisamente libero,
doveva succedergli in continuazione - e replic: Grazie per l'interessamento,
me la sono cavata. In laboratorio nessuno ha cercato di bruciarmi
la faccia, stavolta.
Tutti quelli che si trovavano a portata d'orecchio - compresi Ibrahim
e Nadia - mi guardarono con un'espressione seccata e perplessa al tempo
stesso. Un paio di ragazze di Dubai si dissero qualcosa in arabo che
praticamente non aveva bisogno di traduzione. Certo, si vedeva che
Orion era una specie di svitato masochista per stare con me. Dovetti
farmi violenza per non ringhiare a tutti loro che lui non stava con me,
grazie, e che nel caso avrebbe dovuto dirsi fortunato.
Rimasi un'altra ora, principalmente per dispetto. Mi ero imbottita di
tutto l'arabo che sarei riuscita ad assorbire per quel giorno, e la maggior
parte del lavoro ancora da fare richiedeva cose che erano in camera
mia, senza contare che in qualche modo dovevo accumulare un
altro po' di mana. Ma persi tempo a venerare il mio libro bellissimo e
a ricevere o lanciare frecciatine con Orion. Vorrei poter sostenere che
proprio non ce la facevo ad andarmene, ma possiedo una forza di volont
piuttosto sviluppata quando si tratta di svolgere un lavoro necessario.
 solo che ho pochissima forza di volont quando si tratta di
concedersi un po' di meschino rancore: volevo restare finch i ragazzi
di Dubai non fossero andati a letto in numero sufficiente da lasciare
libera una poltrona diversa, cos non avrei regalato niente a nessuno
di loro.
Tuttavia mi imbarazza di pi confessare che non mi era mai passato
per la mente di riflettere sull'impressione che poteva fare quella situazione
di intimit a chi ci stava osservando, per esempio dall'angolo di
New York sul lato opposto della sala di lettura. Per quanto potevano
capirne i newyorchesi, io avevo finalmente ricevuto uno di quei tanti e
tanto sbandierati inviti a entrare in una cerchia, Orion mi aveva seguita
trotterellando, e adesso eravamo sistemati comodamente nell'angolo
di Dubai insieme ad alcuni degli sfigati che mi tiravo dietro.
Dubai non sarebbe stata una scelta folle, tra l'altro. L la cerchia  relativamente
nuova e decisamente internazionale. Ha una reputazione
di prim'ordine per gli incantesimi in inglese e hindi, e in pi assume
un sacco di artefici e alchimisti. Anche Ibrahim aveva una sua logica
come punto di collegamento: il fratellastro, pi grande, era gi negli
Emirati Arabi Uniti a lavorare per la cerchia, ed era probabile che
avrebbero invitato a bordo anche lui se Ibrahim li avesse aiutati ad accaparrarsi
Orion. Quindi era una conclusione ovvia da trarre per i ragazzi
di New York, e se ci avessi pensato, la loro reazione sarebbe stata
altrettanto ovvia. Ma siccome non ci avevo pensato, me ne restai l
come una scema al bar con gli amici e non prestai la minima attenzione
a Magnus, che ci pass davanti per recarsi nella corsia dei testi alchemici
vicina a noi anche se non aveva alcun motivo per andare tra
gli scaffali, quando poteva mandare uno qualunque dei suoi sei leccapiedi
a prendergli qualunque libro volesse.
Dubito che l'avrebbe fatto solo di sua iniziativa. Avevano senz'altro
discusso tra loro delle possibili opzioni sul tema: "Come si risolve un
problema come Galadriel?". E scommetto che c'entrava anche Todd.
Un conto era che fossero i newyorchesi a isolarlo, e un altro che una
sfigata come me lo facesse a pezzi in mensa, davanti a tutti. E si portasse
Orion a Dubai nello stesso giorno, dopo che aveva gi condiviso
potere con me e - come evidentemente pensava Chloe - mi aveva
procurato un formidabile libro di magia.
Devo riconoscerlo a Magnus: lo strisciante era davvero perfetto. E
mi avrebbe colpita senz'altro, non posso fingere che non sia cos. Era
fatto di carta, un foglietto attorcigliato e spiegazzato, coperto da quelle
che a prima vista sembravano equazioni matematiche invece di un'iscrizione
che gli dava vita. Nei giorni migliori la biblioteca era piena
di carta straccia, figurarsi subito dopo un attacco imponente che aveva
distrutto decine di libri e scaraventato gli scritti degli studenti in
ogni direzione. In realt vidi che si muoveva appena verso di me, poi
non ci pensai pi. Non avevo con me nemmeno il mio solito scudo di
protezione, perch mi trovavo nella sala di lettura della biblioteca con
una buona visuale e molti altri occhi attenti, e oltretutto avevo bisogno
di risparmiare ogni goccia di mana che potevo. Se fossi stata su
una normalissima sedia, o concentrata sui compiti, e avessi avuto i
piedi poggiati a terra, lo strisciante sarebbe stato in grado di arrivare
alla pelle nuda della mia caviglia, e un attimo dopo mi avrebbe iniettato
una quantit di fibre stregate che sarebbero avanzate come cavatappi
nella mia carne, e io non avrei potuto fare niente per impedirgli
di succhiarmi la vita.
Ma dal momento che ero ostentatamente raggomitolata nel mio comodo
posticino con i piedi sollevati e infilati sotto di me, fu costretto
a risalire lungo la gamba della poltrona e a scavalcare il bracciolo. Per
puro caso, Orion mi guard giusto in tempo per strapparmi via da l
e farmi finire lunga distesa sul pavimento, sotto gli occhi dell'intera
platea di Dubai, appena prima di disintegrare lo strisciante, tra parentesi
insieme a tre quarti della bellissima poltrona che avevo riparato.
Capii cos'era successo quasi all'istante, specie vedendo Magnus
che si stava rimettendo a sedere nell'angolo di New York. Tutti si erano
voltati a guardare me e Orion come si fa quando qualcosa prende
fuoco all'improvviso, ma lui e molti altri newyorchesi erano stati un
po' troppo lenti a girarsi. E sembravano piuttosto abbattuti per la mia
evidente sopravvivenza. Non avevo alcuna prova, certo, e in pi c'era
Orion che mi guardava con aria compiaciuta, ostentando un'esultanza
volutamente odiosa - E fanno otto, giusto? - che chiedeva solo
di essere contraddetta e informata del fatto che erano stati i suoi stessi
amici teste di cazzo a cercare di uccidermi.
Tante grazie sibilai tra i denti. E detto questo, me ne vado a letto.
Mi strinsi i sutra al petto - per fortuna li tenevo sulle ginocchia -
e agguantai il mio zaino per l'unica cinghia che gli era rimasta, uscendo
difilato e a grandi passi dalla sala di lettura.
Non avevo l'abitudine di ringraziare o di essere sgarbata, era una
cosa oppure l'altra. Solo che dovevo uscire dalla biblioteca. Ero inferocita
con me stessa per essere stata sciocca e aver avuto bisogno di
farmi salvare, ed ero inferocita con i ragazzi di Dubai e anche con tutti
gli altri per aver pensato che Orion fosse un maniaco pervertito perch
gli piaceva l'inquietante sottoscritta, ma pi di ogni altra cosa ero
inferocita con Magnus e Todd e tutti quelli di New York, dal primo
all'ultimo, perch mi avevano offerto un pretesto, e che pretesto!, per
far loro qualcosa. Avevano cercato di uccidermi deliberatamente. Secondo
le regole della Scholomance, questo dava a me il diritto di far
loro qualcosa. E se invece non avessi fatto niente, avrebbero immaginato
che fosse perch mi facevano paura. Avrebbero pensato che fossi
d'accordo con loro, che in pratica gli stessi dicendo che avevano ragione
a guardarmi e a vedere soltanto spazzatura da togliere di mezzo
a calci. Una che non valeva quanto loro.
Dai miei occhi uscivano gi lacrime di rabbia quando arrivai alla
scala. Fu una fortuna che ci fossero altri studenti che scendevano ai
dormitori; lungo il tragitto riuscii a non perderne di vista almeno uno
- per quanto mi apparisse parecchio sfocato - finch non raggiunsi la
mia stanza e mi sbattei fragorosamente la porta alle spalle. Cominciai
a camminare avanti e indietro con i sutra ancora stretti al petto. Erano
solo cinque passi da una parte all'altra, dopodich mi giravo e tornavo
indietro, senza fine. Non potevo meditare, e nemmeno tentare di
lavorare. Se avessi messo le mani su carta e penna in quel momento,
sapevo cosa sarebbe successo: mi sarebbe uscito un incantesimo, un
incantesimo tipo supervulcano.
Il brutto di avere la mamma come madre  che so come smettere di
essere in collera. Lei mi ha insegnato un'infinit di modi per gestire
la rabbia, e funzionano sul serio. Quello che non  mai stata in grado
di insegnarmi, per,  come aver voglia di gestirla. Quindi continuo a
schiumare e a inveire, con la consapevolezza per tutto il tempo che 
solo colpa mia, perch in effetti saprei come smettere.
E stavolta era anche peggio, perch non potevo trovare alcuna giustificazione
per loro. In tutti quegli anni, ogni volta che qualcuno si approfittava
di me, mi respingeva, mi lasciava in una posizione di vulnerabilit
a suo beneficio, se non altro ero sempre riuscita a scusarlo.
A dirmi che quel qualcuno stava facendo soltanto quello che avrebbe
fatto chiunque altro. Tutti volevamo vivere, e tutti facevamo del nostro
meglio per uscire da qui, per ritrovarci al sicuro, a prescindere da
quanto dovevamo essere meschini e cattivi lungo la strada. Lo facevo
anch'io. Avevo scacciato una matricola da una poltrona e dedicato
mana ad aggiustarla in modo da potermici mettere io, in compagnia
di un branco di tizi che non mi volevano, e siccome ero rimasta l
comportandomi da maleducata e meschina con loro, avevo spaventato
i newyorchesi. Avevano bisogno di Orion: di quella specie di piccolo
segnalatore che aveva al polso e che lo portava in loro soccorso se mai
si trovavano in difficolt, del potere che lui stesso riversava nel contenitore
di energia comune. Che diritto avevo di portarglielo via, per
otto volte e forse anche di pi? Perch meritavo di vivere pi di loro?
Adesso, per, avevo una risposta: non avevo usato la stregoneria
neanche con un coltello piantato nello stomaco, mi ero scagliata su un
fauciomaco per salvare met dei ragazzi del primo anno invece di scappare,
e nel frattempo Magnus aveva tentato di uccidermi perch piacevo
a Orion, e Todd aveva eliminato Mika per paura, e sempre grazie
a quella risposta, non potevo fare a meno di pensare che davvero meritavo
di vivere pi di loro. E so che nessuno vive o non vive perch
se lo merita, meritarselo non conta niente, ma il punto era che adesso
sentivo nel profondo del cuore di essere effettivamente una persona
migliore di Magnus o Todd, e urr, tutti i premi a me, per questo
non mi era d'aiuto quando ci di cui avevo bisogno in realt era trovare
dei motivi per cui non sterminarli tutti.
Continuai a camminare su e gi per quella che mi sembr un'ora. Mi
faceva male lo stomaco e stavo sprecando tempo e fatica che avrebbero
potuto essere destinati a qualcosa di utile tipo i compiti che dovevo ancora
fare, o il mana che dovevo ancora procurarmi. Invece sviluppai una
complessa storia di fantasia in cui Magnus avrebbe implorato il mio perdono
davanti a tutti, singhiozzando e supplicandomi di non scuoiarlo
vivo, specie dopo che gli avevo gi strappato una striscia o due di pelle
tanto per cominciare, e Orion si sarebbe limitato a restarsene in attesa,
con le braccia conserte e un'espressione infuriata e delusa sul viso, senza
fare niente per aiutarlo, respingendo i suoi amici e il suo Paese per
me. Di tanto in tanto invertivo bruscamente la rotta fino a sentirmi disgustata
da me stessa e dire ad alta voce D'accordo, vado avanti e indietro
ancora tre volte e poi comincio a meditare nel tentativo di impegnarmi
a fare altro, dopodich andavo avanti e indietro altre due volte
e ricominciavo dall'inizio con le mie fantasticherie, rielaborandole nella
mia testa. Pronunciai addirittura alcune battute sottovoce.
Non sono cretina, sapevo che era pericoloso: ero sul punto di esplodere.
La magia era tutta l, in fondo. Si inizia con un intento ben definito,
una meta, si raccoglie il potere, poi lo si mette in strada dandogli
indicazioni il pi possibile precise, con le parole, con un intruglio
o con un metallo. Migliori sono le indicazioni, pi facile  la strada, e
pi semplice  per il potere arrivare dove si vuole che vada;  per questo
che quasi tutti i maghi non riescono semplicemente a inventare i
loro incantesimi e le loro formule. Ma io sono in grado di aprire una
strada per Mordor in qualunque momento desideri, e avevo ancora
nove cristalli pieni nel baule, quindi cosa importava se si fossero esauriti?
C'era tantissimo potere da ricavare. Dopotutto, se Magnus meritava
di morire, perch non avrei dovuto fare buon uso della sua vita?
E quel pensiero era esattamente il motivo per cui sapevo di dover
smettere. Sapevo di dovermi lasciare tutto alle spalle, altrimenti sarei
diventata una persona molto peggiore di Magnus, Todd e Jack messi
insieme, e a quel punto niente pi premi a me. Ma lo sapevo come sai
che il sesto biscotto di fila non ti fa bene, che poi te ne pentirai e che in
realt non sono poi cos buoni, eppure continui a mangiarlo comunque.
Ecco perch aprii la porta quando Aadhya buss. Verificai che fosse
lei e stavolta mi tenni a debita distanza, non mi sarei fatta beccare
due volte allo stesso modo, poi la feci entrare anche se non mi andava
affatto di avere compagnia. Perlomeno averla l mi avrebbe reso pi
difficile continuare a riempirmi la bocca di biscotti al gusto di fantasie
di vendetta. S? chiesi in tono brusco ma non apertamente scortese,
la mia idea attuale di autocontrollo.
Aadhya entr per lasciarmi il tempo di chiudere la porta, ma per un
attimo non rispose, il che era strano per lei, che di solito non tergiversa.
Si guard intorno: era la prima volta che passava a trovarmi. Anzi,
era la prima volta - escludendo Jack e Orion - che veniva qualcuno.
Devono essersi presentate al massimo un paio di persone per scambiare
qualcosa con me, e in quelle occasioni non si spingevano cos avanti
da permettere che la porta si chiudesse dietro di loro. La mia camera
 piuttosto spartana. Ho trascorso il primo anno a trasformare l'armadietto
in una serie di scaffali a muro, decisamente pi sicuri di qualsiasi
mobile dotato di spazi chiusi e di una parte inferiore buia; ho avuto
un credito in Tecnica per quel lavoro. Per lo stesso motivo ho tolto
i cassetti della scrivania, li ho barattati con del metallo e ho rinforzato
le gambe e il piano del tavolo, il che spiega perch sia sopravvissuto
alla visita della fiamma incarnata. Sopra ci ho messo un contenitore
metallico traballante e arrugginito, anche quello fatto da me con il
materiale pi economico che sono riuscita a trovare. Nient'altro, a parte
il letto e, in fondo, il baule nel quale conservo le cose pi importanti,
cos importanti che quasi certamente sparirebbero se le lasciassi in
giro. La maggior parte degli studenti ha almeno qualche oggetto decorativo
qua e l, una foto o dei biglietti in bella mostra; a Capodanno
la gente regala ceramiche e disegni. A me non hanno mai regalato
niente, e non spreco il mio tempo a fabbricare quella roba.
A me non sembrava spoglia, per sono cresciuta in una iurta di una
sola stanza, con un paio di scatole sotto il letto e il tavolo da lavoro della
mamma sotto l'unica finestra circolare. Solo che l avevo un intero
mondo verde appena fuori dalla porta, e qui una camera che chiaramente
apparteneva a una patetica sfigata, una come Mika, che non poteva
permettersi nemmeno il rischio di avere degli armadietti. Mi rendeva
ancor pi rabbiosa guardare la mia stanza attraverso gli occhi di
un'altra persona. Era probabile che Magnus avesse un piumone e un
cuscino in pi, procurati negli ultimi trent'anni da un altro studente
di New York che li aveva tramandati ai posteri il giorno del diploma.
Forse le pareti della sua stanza erano coperte di biglietti e fotografie
che altri avevano fatto per lui, o addirittura di carta da parati, se l'aveva
desiderata abbastanza intensamente. I suoi mobili dovevano essere
di legno caldo e lucido, con cassetti e scomparti dalle serrature ben
difese. Magari aveva anche un contenitore che gli faceva da dispensa
per tenere fresca la roba da mangiare; di sicuro aveva una lampada da
tavolo come si deve. E a lui non sparivano le penne.
Potevo andare a vedere. Magnus sarebbe stato in camera sua a
quell'ora; non mancava molto al coprifuoco. Potevo entrare a forza,
dirgli che sapevo cosa aveva tentato di farmi, poi spingerlo nel vuoto...
non come Todd aveva fatto a Mika, non l'avrei spinto nel vuoto
del tutto, solo quel tanto perch fosse chiaro che avrei potuto farlo;
che avrei potuto scaraventarcelo quando mi pareva, e prendere la
sua bella camera lussuosa e comoda tutta per me, visto che lui e i suoi
soci di cerchia ritenevano che fosse legittimo fare una cosa del genere
a un altro essere umano.
Avevo di nuovo i pugni stretti e mi ero quasi dimenticata che Aadhya
era l, quando lei d'un tratto disse: Sei... El, sei stata tu a eliminare il
fauciomaco?.
Fu come se mi avessero lanciato addosso un secchio di ghiaccio appena
sciolto. In effetti la vista mi si appann un tantino, facendosi confusa:
per un attimo tornai dentro il fauciomaco, dentro la sua spaventosa
fame bagnata e pulsante, e mi precipitai verso il centro della stanza
per vomitare nello scarico a pavimento, buttando fuori grossi grumi
di cena digerita solo a met, gocciolanti di acidi gastrici. Sentirmeli
in bocca mi fece rimettere ancora, i miei singhiozzi che si intercalavano
ai conati. Continuai a piangere fino a svuotarmi del tutto, e andai
avanti per un bel po' anche dopo. Mi resi conto solo vagamente che
Aadhya mi stava tenendo i capelli scostati dalla faccia: la mia treccia
si era sciolta da un pezzo. Quando smisi, mi diede una tazza d'acqua
con cui mi risciacquai la bocca, sputando ancora e ancora finch non
mi disse Questa  l'ultima nella brocca e allora mi sforzai di berne un
po', nel tentativo di lavarmi via gli ultimi strascichi di bile dalla gola.
Indietreggiai carponi dallo scarico e mi appoggiai contro la parete
con le ginocchia tirate su e la bocca spalancata, cercando di non sentire
l'odore del mio alito.
Scusa disse Aadhya, e io alzai la testa e la fissai. Se ne stava seduta
sul pavimento, a poca distanza da me, le gambe incrociate e la
brocca tra le mani. Era gi in pigiama, o quello che qui dentro passa
da pigiama, un paio di logori calzoncini troppo piccoli e una maglietta
a maniche lunghe allargati con rattoppi alla buona, come se si fosse
preparata per andare a dormire, fosse stata sul punto di mettersi a
letto, poi avesse preferito venire a chiedermi - chiedermi - "Sei stata
tu", aveva detto.
Non ero nelle condizioni di riflettere su quale fosse la risposta giusta,
o su cosa avrebbe significato dirle la verit. Feci segno di s e basta.
Restammo l per un po', senza dire nulla. Mi sembrava che fosse
passato un sacco di tempo, ma la campana del coprifuoco non era
suonata, quindi non poteva essere. Non riuscivo ancora a rimettere in
moto il cervello. Mi limitavo a starmene l ed esistere.
Alla fine Aadhya disse: Ho cominciato a lavorare a uno specchio
per il prossimo trimestre. Ho chiesto a Orion cos'avesse fatto alla colata
per farla venire tanto bene, e lui mi ha risposto di non aver fatto
niente di particolare. Comunque non  un grande alchimista. Lo fa
e basta, capisci? Poi mi sono ricordata che tu avevi usato un sortilegio
di qualche genere dopo l'incantesimo. Cos ho provato a cercarlo,
ma nel mio manuale sui metalli ho trovato solo una pagina dove
era scritto che usare dei sortilegi per rendere liscia la colata  una
stupidaggine, perch equivale a tentare di imporre la propria volont
sulla materia contro la sua natura, e quasi nessuno  in grado di
farlo, a meno che non sia davvero potente, perci non  nemmeno
il caso di provarci. Non aveva alcun senso. Tu sei al terzo anno del
corso di Incanti, e ti hanno dato da fare uno specchio magico? Non
sono cose che succedono.
Mi usc una risatina che era soprattutto rumore di moccio: mi colava
il naso. Sono cose che succedono a me.
Aadhya prosegu, parlando pi in fretta; sembrava quasi arrabbiata.
Quell'incantesimo di controllo degli stati di aggregazione della materia...
hai detto di essertelo bruciato via in un paio d'ore dopo cena.
E nello stesso intervallo di tempo quelli dell'ultimo anno che hanno
pensato di fare un'offerta stanno discutendo se riusciranno a impararlo
in tempo per il diploma. Comunque  un'occasione da paura, quel
libro. Una fortuna come questa non capita per caso. Dovevi aver fatto
qualcosa di veramente orribile per averlo, o di veramente sbalorditivo.
E domenica tu eri distrutta... e Todd non aveva le allucinazioni,
neanche per sogno. Un fauciomaco era l'unica cosa che poteva terrorizzarlo
fino a quel punto. A tutto il resto sarebbe sopravvissuto. Poi
chiese: Dove hai preso il mana?.
Non avevo voglia di parlare. La gola mi faceva molto male. Mi allungai
verso la mia scatolina e la aprii per mostrarle i cristalli; i due incrinati,
quelli opachi e svuotati vicino agli altri pronti per essere riempiti,
e gli ultimi nove cristalli pieni. Flessioni spiegai brevemente,
poi richiusi e la misi via.
Flessioni ripet Aadhya. Certo, perch no, flessioni. Si lasci sfuggire
una risata che risuon alta e rauca, poi distolse lo sguardo. Perch
non lo dici a nessuno? Ogni cerchia del mondo ti sbaver dietro.
La mezza accusa contenuta nelle sue parole mi fece arrabbiare e venir
voglia di piangere al tempo stesso. Mi alzai in piedi e presi dallo
scaffale un vasetto di miele pieno a met. Lo porto con me a ogni pasto
del fine settimana, dovessi avere la possibilit di fare un rabbocco,
ma procurarselo  difficile, quindi lo uso con moderazione. Ma la
situazione lo richiedeva. Bisbigliai l'incantesimo della mamma lenitivo
per la gola su una piccola cucchiaiata e la mandai gi con l'ultimo
sorso d'acqua ormai tiepida contenuto nel bicchiere. Poi tornai a
girarmi verso Aadhya, allungai le mani e gliele misi sotto il naso con aria di scherno.
Ciao, sono El. Posso spostare le montagne, letteralmente dissi.
Tu mi credi?
Aadhya si alz. Allora fa' una dimostrazione! Avresti dovuto farne
una gi il primo anno, e chiedere a qualche membro delle cerchie di prestarti
il mana. Si sarebbero presi a pugni per averti nei loro gruppi...
Io non voglio entrare nei loro gruppi! gridai con voce roca. Non voglio affatto entrare nei loro gruppi!
...
.
...
9. SCONOSCIUTO.
...
.
...
Adoro avere crisi esistenziali all'ora di andare a letto,  cos riposante.
Rimasi sveglia almeno un'ora dopo l'ultima campana, fissando rabbiosa
lo sfarfallio azzurro della lampada a gas vicino alla porta. Pi o
meno ogni cinque minuti mi dicevo di rilassare le mani e mettermi a
dormire, ma senza successo. Provai ad alzarmi per bere un sorso d'acqua
- Aadhya si sentiva in colpa perch ero andata fuori di testa, immagino,
cos mi aveva accompagnata in bagno a riempire di nuovo la
brocca - e tentai persino di fare alcuni compiti di Matematica, e ciononostante
non riuscii a addormentarmi.
Avevo sbraitato contro la mamma riguardo al fatto di entrare in una
cerchia sin da quando ero stata abbastanza grande da capire che quando
alcuni maghi di una cerchia lontanissima come quella giapponese
si presentano alla tua iurta per avere un consiglio, significa che forse
sarebbero contenti di averti in loco. Dopo l'attacco del grattatore,
la mamma and anche a visitarne una. Senza prendere in esame quella
di Londra, prov un certo posto in Bretagna, antico e specializzato
in pratiche curative. Quel pomeriggio, quando venne a prendermi a
scuola, disse "Mi dispiace, tesoro, non ce la faccio proprio" e si limit
a scuotere la testa quando le chiesi il motivo. Io dichiarai a chiare lettere
che dopo il diploma sarei entrata in una cerchia, se ne avessi trovato
una disposta a prendermi, e lei, con aria triste, replic: "Ma certo,
devi fare quello che  giusto per te, cara". Una volta - avevo dodici
anni e ripensarci mi fa stare ancora un po' male - le urlai tra le lacrime
che se mi avesse voluto bene davvero avrebbe dovuto farci entrare
in una cerchia, e che lei voleva solo che qualche creatura mi prendesse
cos nessuno avrebbe potuto accusarla di nulla e la sua reputazione
sarebbe rimasta immacolata. I nefasti che solo quel pomeriggio avevano
tentato di farmi fuori erano stati tre.
Con me riusc a mantenere un'espressione calma, ma poi si addentr
di nuovo tra gli alberi e pianse fino a star male dove io non potevo
vederla, o meglio, dove non avrei potuto vederla se non l'avessi
seguita per urlarle contro ancora di pi. Quando la vidi singhiozzare,
tornai alla iurta e mi buttai sul letto piangendo, decisa a lasciare che il
prossimo nefasto mi prendesse, visto che razza di pessima figlia ero.
Per non lo feci. Volevo vivere.
E lo voglio ancora. Voglio che la mamma viva. Ma non vivr se cerco
di fare tutto da sola. Perci  il caso che mi esibisca per chiarire a
quelli delle cerchie che la sottoscritta  in palio, che la sottoscritta  un
favoloso premio a disposizione del miglior offerente, un'arma nucleare
che qualsiasi cerchia potrebbe usare per distruggere nefasti - per
distruggere un'altra cerchia - e rendersi pi potente. Rendersi sicura.
Era quello che voleva Todd. Quello che voleva Magnus. Volevano
essere al sicuro. Non  chiedere molto, mi pare. Ma noi che non facciamo
parte delle cerchie quella sicurezza non l'abbiamo fin dall'inizio,
mentre loro, per averla e tenersela, erano e sarebbero stati disposti a
spingere un altro ragazzo nel vuoto. In effetti, una cerchia sarebbe stata
disposta a spingerne un'altra nel vuoto per lo stesso motivo. E non
si sarebbe fermata alla sicurezza. Avrebbe voluto comodit, poi lusso,
infine eccesso, e in ogni fase del percorso avrebbe comunque voluto essere
al sicuro, pur non facendo altro che rendersi un bersaglio sempre
pi allettante, e l'unico modo in cui poteva mantenersi sicura era avere
cos tanto potere da tenere lontano chiunque volesse ci che aveva.
All'inizio, quando le cerchie costruirono la Scholomance, l'incantesimo
dell'Iniziazione non prelevava ragazzi "esterni". Quando invece lo
modificarono per portarci qui tutti, lo fecero sembrare un grande atto
di generosit, ma naturalmente non  mai stato cos. Noi siamo carne
da cannone, scudi umani, utilissimo sangue nuovo, tirapiedi, custodi,
cameriere, e grazie a tutto il lavoro che gli sfigati qui presenti svolgono
nel tentativo di trovare prima un'alleanza e poi una cerchia, gli altri,
i privilegiati, ricevono sonno supplementare, cibo supplementare
e aiuto supplementare, pi di quanto succederebbe se fossero da soli
qui dentro. Per tutti noi, invece, c' la parvenza di un'occasione. Ma
l'unica occasione che ci offrono realmente le cerchie  quella di essere
utili a loro.
D'altra parte, perch dovrebbero comportarsi in modo diverso? Non
hanno alcun motivo di interessarsi a noi. Non siamo i loro figli. Siamo
le "altre" gazzelle che cercano di staccare lo stesso branco di leoni.
E se succede che siamo pi veloci dei loro figli, pi potenti, i loro
figli vengono mangiati. Se non mentre siamo in questa scuola, quando
ne usciamo, e decidiamo di volere per noi un po' del lusso che si
sono messi in casa. Se siamo troppo forti, potremmo addirittura minacciare
la loro vita. Perci non  il caso che si interessino a noi. Non
finch non firmiamo sulla linea tratteggiata.  solo buonsenso. Non
si possono biasimare se vogliono che i loro figli vivano. Lo capisco, lo
capisco benissimo.
E volevo essere dei loro. Voglio avere una figlia, un giorno, una figlia
che vivr, che non dovr mai urlare da sola nella notte quando i mostri
verranno a cercarla. Non voglio stare da sola nella notte nemmeno
io. Voglio essere al sicuro, e non mi dispiacerebbe affatto un pizzico di
comodit, e persino un assaggio di lusso, di tanto in tanto. E una vita
che lo desidero. Volevo fingere che tutto il sistema fosse giusto e corretto,
come Orion, che belava di come avessimo le stesse opportunit.
Ma non posso, perch non sono cresciuta in quella bugia, perci non
voglio essere dei loro, in realt. Non voglio la sicurezza, la comodit
e il lusso a prezzo della morte di altri ragazzi di questa scuola. E certo,
non  proprio cos, non  una semplice equazione tipo sottoscritta
in una cerchia uguale ragazzi che muoiono; quelli continueranno a
morire comunque, che io faccia parte di una cerchia o meno. Ma solo
perch  un'equazione derivata di quarantaseiesimo grado o gi di
l non vuol dire che non riesca a calcolare quale parte della suddetta
equazione  colpevole.
Ed  probabile che lo sapessi fin dall'inizio, forse ancor prima di arrivare
qui, perch altrimenti ha ragione Aadhya: avrei dovuto semplicemente
far saltare in aria le stramaledette porte al primo anno e
mettermi in luce allora. Invece ho passato tre anni a rimandare e a elaborare
contorti piani di rivelazioni eclatanti e contemporaneamente,
alla prima occasione che mi  capitata, ho cominciato a comportarmi
il pi possibile da maleducata con tutti gli appartenenti a una cerchia
che incrociavano il mio cammino. Di sicuro avevo fatto del mio meglio
per allontanare Orion. Se lui non fosse stato un grandissimo sciroccato
al quale piacevano certi modi in una persona, ci sarei riuscita.
E a Aadhya, che ora mi dice Non lo racconter a nessuno come se
mi stesse facendo una promessa, ho risposto Grazie invece di gridare:
"No, no, raccontalo a tutti!".
Ma se non mi unisco a una cerchia, sul serio non mi va che qualcuno
lo sappia. Se gli altri scoprissero che ho eliminato un fauciomaco,
alcuni di loro consulterebbero lo stesso articolo che ho letto io e capirebbero
cosa sono, cosa posso fare. A quel punto potrei senz'altro smettere
di essere arrabbiata con Magnus, perch almeno met dei ragazzi
delle cerchie comincerebbe a tentare di farmi fuori. Soprattutto se
qualcuno venisse a sapere della profezia della mia bisnonna. E io voglio
ancora vivere.
Colma di tutti questi allegri e rilassanti pensieri, passai una serena
notte nel corso della quale dormii forse tre ore, inframmezzate da
splendidi incubi in cui ero di nuovo all'interno del fauciomaco e da
sveglissime esplosioni di inquietudine durante le quali meditai sulle
probabilit che avevo di uscire viva da qui per conto mio, con i nove
cristalli rimasti, contro un intero salone dei diplomi zeppo di nefasti.
C'era anche una componente di vera e propria fame, per; avevo vomitato
quasi tutto quello che avevo mangiato in giornata. Il mattino dopo
mi sentivo la gola ancora irritata e dolorante, e gli occhi appiccicosi.
In genere Aadhya veniva a bussare alla mia porta mentre andava
alla toilette. Credevo quasi che quella mattina non lo avrebbe fatto, invece
pass, dopodich Liu mise fuori la testa e grid: Potete aspettare
un attimo?. Ci fermammo davanti alla sua stanza mentre lei agguantava
lo spazzolino da denti, l'asciugamano e il pettine, cos non
ebbi nemmeno il pensiero di dover parlare delle cose di cui non avevo
voglia di parlare. Mentre camminavamo, io e Liu discutemmo invece
dei nostri saggi di Storia e, una volta in bagno, io e Aadhya facemmo
il primo turno di guardia mentre Liu attaccava con aria cupa i grovigli
misteriosamente apparsi nella sua capigliatura lunga fino alla vita.
Stava pagando tutto in una volta lo scotto di tre anni di capelli meravigliosi.
La stregoneria  fantastica per la bellezza, fino a quando non
lo  pi per niente.
Devo tagliarla, questa chioma disse a voce alta e a denti stretti. Era
una scelta ragionevole, e non solo per risparmiare tempo nella cura
dei capelli: non si dovrebbe mai offrire un comodo appiglio ai nefasti.
Qui dentro la pettinatura pi alla moda vede i capelli ricresciuti a
met dopo essere stati tagliati il pi possibile, il pi in fretta possibile,
l'ultima volta che se ne  avuta l'occasione. L'unica ragione per cui
i miei arrivano appena oltre le spalle  perch non riesco quasi mai a
mettere le mani su un paio di buone forbici. Avvicinare tanto delle forbici
scadenti a parti vitali tipo occhi e gola non  la migliore delle idee.
Nel caso voleste conoscere la regola inviolabile che fa capire se quegli
arnesi hanno preso una brutta strada, sappiate che vorremmo conoscerla
anche noi. Uno studente anziano che si chiama Okot e viene
dal Sudan, uno dei ragazzi che si occupano di manutenzione e difesa,
si  bruciato la maggior parte del peso consentito durante il ritiro con
un rasoio elettrico a pile e un caricabatteria a manovella. Negli anni
ha fatto una fortuna prestandolo alla gente, e all'inizio di quest'anno
lo ha promesso a un gruppo di cinque matricole, che da allora hanno
trascorso tutto il loro tempo libero ad accumulare mana per lui, per il
suo diploma. Adesso fa parte di un'alleanza con tre tizi della cerchia
di Johannesburg.
Non sono in molti a potersi permettere una rasatura completa come
quella, ma anche i capelli lunghi costano cari a modo loro, solo che di
solito li si paga in un'unica soluzione, quando si sta scappando a tutta
velocit e ti scendono nel momento peggiore. Per questo motivo,
anche la maggior parte dei ragazzi delle cerchie non si fa crescere i capelli.
La chioma di Liu era una manifestazione di potere, la dichiarazione
della forza crescente della sua famiglia per chiunque la incrociasse.
Ma senza stregoneria, forse sarebbe diventata un peso troppo
grande da sostenere.
Aadhya mi lanci una rapida occhiata per accertarsi che ci fossi ancora
con la testa, poi spezz il silenzio del bagno. Dici sul serio?
Comincio a pensarlo! esclam Liu, affaticata, lasciando ricadere
le braccia per riposarle.
Te li compro io, i tuoi capelli disse Aadhya. Potrei costruirti quello
che preferisci per il primo trimestre dell'anno prossimo.
Davvero? chiese Liu.
S rispose Aadhya. Sono abbastanza lunghi da incordarci il liuto
di ragnosirena che sto fabbricando.
Ci rifletter disse Liu, e torn a districarsi i capelli con pi entusiasmo.
Aadhya riprese la guardia. Non aveva diritto a una risposta
immediata: avere compagnia in bagno o a tavola  importante, ma non
 un'alleanza. E se Aadhya voleva i capelli di Liu, anche altri li avrebbero
voluti. Per esempio quelli delle cerchie che seguivano il corso di
Artifici e che si fabbricavano armi di prima qualit per il diploma, alcuni
con oggetti superflui o magari un posto in un'alleanza da offrire
in cambio.
Ci rimuginai sopra durante il mio turno nella doccia. Con evidenza
sempre maggiore, a quel punto Aadhya era la mia occasione migliore
per un'alleanza. Era l'unica a sapere quello che avevo fatto, e se non
altro le servivo per farle compagnia in bagno. Ma ero ancora molto,
molto lontana dall'essere un buon affare per lei. Io non mi sarei scelta
di sicuro, al posto suo: se avesse realizzato un liuto di ragnosirena nella
prima met dell'anno seguente, avrebbe senz'altro ricevuto almeno
una decina di offerte di alleanza da parte dei ragazzi delle cerchie.
Nessun altro qui avrebbe avuto uno strumento di ragnosirena, sono
troppo voluminosi da portare dentro, se si esclude forse un flauto minuscolo
o roba simile, e gli strumenti a fiato non sono l'ideale per il diploma.
Ti serve fiato per lanciare incantesimi, per correre e, volendo,
per urlare. Con un oggetto del genere in palio, Aadhya avrebbe potuto
addirittura ricevere una di quelle offerte di sistemazione garantite,
come quella che Todd e il suo gruppo avevano fatto balenare per ottenere
il discorso di commiato. Le cerchie favoriscono le domande di
chi  stato alleato dei loro figli, ma non prendono proprio tutti.
Ero sempre pi sicura che avrei avuto zero offerte di alleanza da
parte di quelli delle cerchie e, a quanto pareva, non le avrei accettate
neanche se fossero arrivate. Non potevo nemmeno suggerire a
Aadhya la strategia di creare una squadra piccola ma affidabile che
uno tra gli studenti pi schiappa delle cerchie avrebbe scelto per fuggire
di qui. Se volevo che prendesse almeno in considerazione la possibilit
di stare con me, avrei dovuto guadagnare un bel po' di punti
da qui al nuovo anno.
Cos, quando fummo pronte e ci recammo al punto d'incontro ad
aspettare altre due ragazze per andare in mensa, con aria indifferente
dissi: Liu, pensavo una cosa. A te serve l'incantesimo di controllo
degli stati di aggregazione?.
Mi guardarono entrambe. Parlando lentamente, Liu rispose: Ai miei
potrebbe essere molto utile, ma.... Ma non erano abbastanza ricchi da
farla entrare in lizza. Qui dentro era da sola quasi quanto noi; aveva ricevuto
uno scatolone di vestiti smessi da una cugina pi grande che si
era diplomata sei anni prima, nient'altro, e anche quello le era arrivato
attraverso una ragazza che si era diplomata al nostro primo anno e
che aveva accettato di fare da tramite in cambio del permesso di usare
i vestiti finch Liu non fosse entrata a scuola.
Potresti offrire i tuoi capelli dissi. Aadhya sta organizzando l'asta
per mio conto, prende una percentuale.
Significava rimetterci una delle cinque offerte, e per giunta avrei
reso Aadhya un obiettivo ancora pi allettante da reclutare per quelli
delle cerchie e le loro alleanze. Un liuto di ragnosirena dotato di corde
fatte con capelli di mago sarebbe stato estremamente potente. Ma
era anche un'occasione che non potevo lasciarmi sfuggire; Aadhya sarebbe
stata in debito con me per questo, e...
Oppure potresti darli a me disse inaspettatamente Aadhya. Ed
El potrebbe darti l'incantesimo. E tutte e tre avremmo il liuto per il diploma.
Tu potresti scrivere qualche formula magica che lo riguardi e
che El possa cantare.
Restai a fissarla immobile, senza parlare. Liu sembrava ben pi che sorpresa,
e ne aveva tutto il diritto. Quella era davvero un'alleanza, un'offerta
di alleanza. Qui non si danno cose agli altri e basta. Quando presti
una penna a qualcuno per una lezione, quello  inchiostro perso, inchiostro
che ti toccher rimpiazzare andando al magazzino della cancelleria.
Devono rimborsartelo.  per questo che sai di stare insieme a una
persona: perch non devi ripagare l'inchiostro. Ma con quella persona
puoi sempre rompere. Invece non puoi rompere con i tuoi alleati a meno
che non facciano qualcosa di straordinariamente orribile, come Todd, o
che non siate tutti d'accordo di separarvi. Se scarichi un alleato, anche
una sfigata stramba che chiunque detesta, nessun altro ti offrir un posto.
Non puoi contare sul fatto che una persona ti guardi le spalle nel salone
dei diplomi se non puoi contare che ti resti vicina durante l'anno.
Liu mi guard, aveva una domanda negli occhi: le avrei offerto la
stessa cosa? Non riuscivo nemmeno a fare segno di s con la testa. Ero
sul punto di rimettermi a piangere, o magari a vomitare, ma proprio in
quel momento uno stridio spaventoso mi esplose accanto all'orecchio
destro, togliendo l'audio a mezzo mondo, e il rimasuglio carbonizzato
di un qualche nefasto che immagino stesse per mordere mi sorvol
disegnando una deliziosa curva nell'aria per poi andare a schiantarsi
contro un cumulo indefinito di cenere e scorie sul pavimento.
Non fai pi attenzione di proposito, adesso? volle sapere Orion,
sbucando alle mie spalle. Gli mostrai il medio della mano che non stringeva
protettiva il mio orecchio maltrattato.
L'accaduto lasci in sospeso l'offerta per tutta la colazione. Non potevamo
nemmeno parlarne, non davanti ad altri. Sarebbe stato come
sbaciucchiarsi a tavola: c' chi lo farebbe, io no. Per non riuscivo a
smettere di pensarci, soprattutto perch vedevo che anche Liu ci stava
pensando. Osservava quelli che passavano a dare un'occhiata con
uno sguardo diverso. Non solo per frivola curiosit, o per farsi un'idea
del mercato, ma come se stesse valutando cosa potessero valere le offerte
per lei, cosa sarebbe stata in grado di usare di quello che il libro
ci avrebbe fruttato. Era stato astuto da parte di Aadhya fare la proposta
adesso, prima che iniziasse l'asta: se ci fossimo entrate insieme e
lo avessimo fatto sapere in giro, alcune offerte sarebbero state personalizzate
in modo da fornire cose utili a loro due, alla nostra alleanza
nel suo complesso, non solo a me personalmente.
O perlomeno era stato astuto da parte di Aadhya farlo adesso se
mai ne aveva avuto l'intenzione, cosa alla quale non riuscivo ancora a
credere del tutto. Ma lei non mostrava alcun segno di ripensamento;
fece una colazione abbondante, attacc bottone con quelli che venivano
per l'asta - molto meglio di me - e parl del suo progetto di porta-scudo
e dei pezzi di ricambio che aveva realizzato, il che naturalmente
indusse Liu a rizzare le orecchie ancora di pi.
Eppure non riuscivo a indovinare che direzione avrebbe preso, e
l'offerta riguardava chiaramente un'alleanza a tre. Ma se Liu non l'avesse
accolta prima che finissimo la colazione, decisi all'improvviso,
avrei chiesto a Aadhya di fare il tentativo di trovare un altro terzo che
si unisse a noi, o che accettasse di puntare a un'alleanza ma senza chiudere
subito l'accordo, in via provvisoria. Era il contrario di una mossa
di potere da parte mia, per lei sapeva gi che non avevo molte altre
possibilit, perci vaffanculo.
Mi sembrava strano avere quel pensiero, quasi non appartenesse al
mio cervello. Per me aveva sempre avuto molta importanza alzare un
muro intorno alla mia dignit, anche se la dignit non conta un cazzo
quando i mostri sotto il tuo letto sono reali. La dignit era ci che
avevo al posto degli amici. Al primo anno avevo rinunciato a tentare
di farmene qualcuno pi o meno dopo un mese. Nessuno cui chiedevo
di farmi compagnia rispondeva mai di s a meno che non fosse alla
disperazione, e nessuno lo chiedeva mai a me. Mi  capitato lo stesso
in ogni scuola che io abbia mai frequentato, ogni associazione, corso
o attivit cui abbia mai partecipato.
Prima dell'Iniziazione, avevo avuto una vaga speranza che qui dentro
le cose sarebbero state diverse; forse non sarebbe successo con altri
maghi. Era una speranza stupida, dato che non sono affatto l'unica
ad aver frequentato scuole profane: se non fai parte di una cerchia,
la scelta pi ragionevole  mandare tuo figlio nella scuola profana pi
grande che riesci a trovare, perch i nefasti evitano i profani. Non 
che i profani siano proprio invulnerabili ai nefasti - un grattatore pu
infilzarti la pancia con un artiglio di trenta centimetri che tu abbia del
mana oppure no - solo che dispongono di una protezione potentissima:
non credono alla magia.
Direte che una marea di persone crede a fesserie di ogni genere, dalla
Dea dei serpenti ad angeli controversi sul piano teologico fino all'astrologia,
ma da persona che ha trascorso i suoi anni formativi tra la gente
pi risolutamente credulona del mondo, posso garantirvi che non 
affatto la stessa cosa. I maghi non hanno fiducia nella magia. Noi crediamo
proprio nella magia, allo stesso modo in cui i profani credono
alle automobili. Nessuno intavola discussioni profonde intorno a un
fal riguardo al fatto che un'automobile sia reale o meno, a meno che
non sia drogato pi del solito, condizione nella quale, non a caso, si
trovano quasi tutti i profani che effettivamente si imbattono nei nefasti.
Praticare la magia davanti a chi non ci crede  molto pi difficile.
Peggio ancora, se l'incredulit del profano supera la tua convinzione
o il tuo mana, e l'incantesimo non riesce,  probabile che incontrerai
serie difficolt la prossima volta che proverai a eseguirlo, con o senza
la presenza dell'incredulo. Fallo ancora qualche volta e non sarai
mai pi in grado di praticare la magia. In realt,  possibilissimo che
l fuori ci siano valanghe di maghi potenziali e inconsapevoli, persone
come Luisa, che era in grado di immagazzinare abbastanza mana da
lanciare incantesimi, solo che queste persone sono state allevate come
profani e quindi non riescono a farlo perch non sanno che la magia
funziona, e quindi non funziona.
E se sei un nefasto, ragion per cui fin dall'inizio esisti soltanto grazie
alla magia, di fatto, prima di mangiare un profano, ti tocca convincerlo
che, contrariamente alle sue previsioni, esisti e funzioni nel mondo
reale. In effetti, verso la fine delle scuole medie, una volta un
panzanelfo dalle ambizioni eccessive tent di venirmi a cercare durante l'ora
di ginnastica; l'insegnante lo avvist e, del tutto convinta che fosse
un ratto, lo massacr con una mazza da cricket. Quando smise di
sferrargli colpi, il panzanelfo era effettivamente indistinguibile da un
ratto spiaccicato, ma io non avrei potuto ucciderlo con una mazza da
cricket nemmeno se lo avessi preso a martellate tutto il giorno. Il gioco
non vale la candela, se si tiene conto che i profani non hanno sapore
n valore nutritivo dal punto di vista dei nefasti, cos questi ultimi
si tengono lontani. Motivo per cui un sacco di figli di maghi vengono
mandati a scuola insieme ai profani.
Ciononostante, la mamma vive davvero in mezzo al nulla secondo
gli standard dei maghi - troppo lontano da qualsiasi cerchia per
collaborarci o farci affari comodamente - perci io ero l'unica figlia di
maghi che conoscessi, e all'epoca provavo a dirmi che la ragione per
cui non piacevo ai profani era che percepivano il mana o roba del genere.
Invece no. I bambini dei maghi sono solo bambini, e non piaccio
neanche a loro.
E d'accordo, da cinque giorni avevo Orion come amico, ma Orion
era troppo sballato, non contava. Ero abbastanza sicura che il mio ben
collaudato sistema di comportarmi da maleducata aggressiva non fosse
esattamente il modo in cui la gente normale stringeva amicizie. Ma
forse ora potevo considerare amiche Aadhya e Liu. Non lo sapevo per
certo, ma in caso affermativo cosa significava? Non era neanche lontanamente
accompagnato dalla calda, esultante aureola della conquista
che avevo sempre immaginato come parte dell'esperienza. Suppongo
stessi ancora aspettando che qualcuno mi regalasse lo squallido braccialetto
dell'amicizia che non avevo mai avuto nelle Giovani Esploratrici.
Ma qualcuno che ti offriva nientemeno che un'alleanza, che prometteva
di guardarti le spalle e fare di tutto per salvarti la vita, be',
quello era su una scala cos diversa che evidentemente dovevo essermi
persa qualche gradino intermedio.
La cosa mi port a riflettere anche su Nkoyo, mentre mi incamminavo
verso l'aula di Lingue con lei e i suoi amici. Non avevo alcun dubbio
su Cora e Jowani: a nessuno dei due piacevo pi di quanto fossi
mai piaciuta. Ma era proprio quella disparit a farmi pensare che forse
potevo definire Nkoyo bendisposta, se non proprio amica. Presi il
coraggio a due mani e le chiesi, con la maggiore noncuranza possibile,
come se la risposta non mi interessasse poi tanto: Conosci qualche
gruppo di ripasso per l'esame finale di latino?.
S rispose lei, noncurante per davvero; a vederla, sembrava che
non avesse nemmeno pensato alla risposta. Alcuni di noi si trovano
in laboratorio durante la sessione di lavoro di gioved. L'ingresso costa
due copie di un incantesimo accettabile.
Andrebbe bene quello del muro di fiamme che ci siamo scambiate
io e te? dissi, sforzandomi di uguagliare il suo tono leggero, come se
fossi senz'altro la benvenuta, se potevo sostenere il prezzo del biglietto...
Oh, ti basta molto meno replic. Un incantesimo che sia utile,
pi che altro. Io ne porto uno per restaurare i papiri.
Ne ho uno medievale per conciare le pelli dissi. In realt, era la sezione
di un incantesimo pi grosso fatto per rilegare un grimorio maledetto
che risucchiava un po' di mana da ogni mago che lanciava uno
degli incantesimi contenuti nel libro: tecnica molto astuta per creare
un ladro di mana che sarebbe passato inosservato. Ma la concia delle
pelli funzionava alla perfezione anche per conto suo.
Nkoyo fece un'alzata di spalle e un cenno di assenso, "certo, perch
no", e ci ritrovammo davanti alla porta dell'aula linguistica. Ci alternammo
tutti e quattro per infilare i compiti del giorno prima nella
fessura di correzione, una sottile feritoia tipo cassetta postale situata
nella parete metallica accanto alla porta. Avevamo scelto il momento
adatto: non conviene essere l a consegnare i compiti quando si crea
la calca, perch in quei frangenti si pu finire bloccati se qualcosa salta
fuori dalla fessura. E non conviene nemmeno consegnare prestissimo,
perch  molto pi probabile che qualcosa salti fuori dalla fessura
in quell'occasione. Se per si presenta un compito anche solo dieci
secondi dopo l'inizio della lezione,  troppo tardi, e si riceve una nota.
Ricevere una nota in Lingue significa che ti viene assegnato del lavoro
di recupero - che  la stessa identica roba che hai gi fatto - per
giorni o anche per settimane, a volte. Magari non sembra una gran punizione,
ma dal momento che il nostro studio delle lingue ha lo scopo
di imparare incantesimi, in realt  un castigo estremamente crudele.
La prossima volta che chiedi un incantesimo, infatti, ne ricevi uno
basato su contenuti ai quali dovresti essere gi arrivato, in teoria, ma
che in effetti non conosci per niente, e non puoi andare avanti finch
non ti rimetti in pari con i compiti di recupero accumulati e non torni
finalmente alla lezione di prima.
Consegnai il foglio degli esercizi in arabo e poi mi sedetti in una cabina
per aprire la cartellina che mi aspettava e scoprire il mio destino,
che risult consistere di tre, e dico tre, fogli di esercizi in arabo, pi un
velenoso test di sanscrito classificato "da venti minuti", che in realt
richiedeva tutta l'ora. Avevo a malapena finito di rispondere a un numero
di domande che bastava giusto per la sufficienza quando suon
la prima campana. Fui costretta a scarabocchiare il mio nome sul foglio,
ammassare le mie cose nello zaino e portarlo goffamente con un
braccio intorno come se fosse un cesto solo per arrivare a mettermi in
fila e cacciare il test nella fessura prima dell'ultima campana. I tre fogli
di esercizi avrei dovuto finirli la sera, mangiandomi il tempo - mai
abbastanza - che avrei impiegato ad accumulare mana.
Anche questo, per, non riusc a rovinare il mio umore, che di recente
era andato su e gi in modo tanto violento che cominciavo a sentirmi
uno yo-yo. Ormai mi ero abituata al solito livello di leggera amarezza
e infelicit, ad abbassare la testa e tenere duro. Essere contenta
mi confondeva quasi quanto essere inferocita. Ma non fui minimamente
tentata di declinare l'invito quando arrivai al seminario di Scrittura
e vidi Liu che si guardava intorno: aveva tenuto il banco vicino per
me! Occupai il posto e posai lo zaino tra le nostre sedie. Se la persona
sull'altro lato non avesse protestato, sarei riuscita a rubare qualche
istante qua e l per chiarire la situazione.
Mi sedetti e tirai fuori il progetto a cui stavo lavorando, una bruttissima
villanella nella quale evitavo con cura il termine "pestilenza",
che invece si sforzava con tanta energia di farsi largo in ogni strofa e,
se l'avessi scritto davvero, l'intero brano si sarebbe trasformato nella
precisa evocazione di una nuova epidemia. Devo essere l'unica studentessa
che tenta di impedire ai suoi compiti scritti di trasformarsi
in nuovi incantesimi.
Mi ci impegnai per i primi cinque minuti prima di pensare a scoppio
ritardato che potevo anche aver voglia di parlare con Liu, se adesso
eravamo amiche. A cosa stai lavorando? le chiesi con l'indolenza
tipica di una chiacchierata, ma perlomeno con il vantaggio di richiedere
una risposta esplicita.
Lei mi lanci uno sguardo con la coda dell'occhio, poi disse: Ho
un incantesimo in musica tramandato dalla mia bisnonna. Sto cercando
di scrivere un testo in inglese per quella melodia.
Tradurre incantesimi  sostanzialmente impossibile. Non  una garanzia
di sicurezza nemmeno fare qualcosa tipo prendere una formula
magica in hindi, riscriverla in caratteri urdu e passarla a qualcun altro
perch la impari. Funzionerebbe tre volte su quattro, ma la quarta
la pagheresti con gli interessi. Gli incantesimi cantati sono l'unica eccezione.
Per non  che proprio li traduci; pi che altro scrivi un nuovo
incantesimo in una nuova lingua, ma con la stessa musica e sullo
stesso argomento. Spesso  pi difficile fare cos che scrivere da zero
un altro incantesimo, e quasi sempre non funziona, allo stesso modo
in cui gran parte dei compiti scritti non si trasforma con successo in
un incantesimo. A volte ottieni solo una pallida imitazione della formula
originale. Ma di tanto in tanto, se il nuovo incantesimo  valido
di per s, ne ricavi un effetto quasi raddoppiato, vale a dire quello che
fa la tua nuova formula pi una parte significativa di quello che faceva
l'originale. Incantesimi cos sono davvero potenti.
Ma pi importante per me era il fatto che un lavoro di quel genere
fosse in linea con l'alleanza che Aadhya aveva proposto quella mattina.
Liu aggiunse Vuoi sentire? e mi tese un minuscolo lettore musicale,
del tipo senza schermo che suona per un milione di ore prima
di scaricarsi. Ciononostante, qui dentro l'unico modo per caricare una
batteria  a manovella, e visto che quello stesso sforzo potrebbe essere
usato per generare mana, piuttosto, non si sacrifica batteria per niente.
Misi le cuffie e ascoltai la musica. Niente testo, il che era un bene,
perch in questo momento non avevo proprio tempo di cominciare a
studiare cinese mandarino.
La canticchiai sottovoce, battendomi le dita sulla gamba per cercare
di farmi entrare in testa il motivo. Delicato ma sempre pi intenso,
anche senza le parole dava comunque la sensazione dell'incantesimo.
Non so come descrivere una melodia di questo genere rispetto a una
melodia normale; il massimo che mi riesce  dire che  come tenere in
mano una tazza invece di qualcosa di interamente solido. Hai la sensazione
di poterci versare dentro potere, e un'idea di quanto. Questo
era profondo, non una tazza ma un pozzo che scendeva ancora e ancora,
qualcosa in cui potresti lasciar cadere una moneta o un sassolino
e sentire l'eco risponderti da molto lontano. Tolsi le cuffie e chiesi:
 un amplificatore di mana?.
Fino a quel momento Liu era rimasta a osservarmi attentamente.
Ebbe un sussulto ed esclam: Non puoi averlo gi sentito!. Questo
significava che era un incantesimo di famiglia che non avevano ancora
scambiato con nessuno; forse lo stavano tenendo da parte per poi
barattarlo con qualcos'altro che gli sarebbe servito per creare una cerchia
tutta loro.
Infatti replicai. Per dava quella sensazione.
Fece un leggero cenno di assenso, gli occhi fissi sul mio viso e l'aria
pensierosa.
Dopo andammo a Storia insieme e ci sedemmo vicine ai banchi
scomodi. Le aule di Storia sono tutte sparse sul piano della mensa,
quindi abbastanza in alto. La parte peggiore di Storia  che i libri di
testo che ci vengono assegnati sono incredibilmente noiosi, e non ci
sono cabine come nei laboratori linguistici, perci senti ogni singolo
rumore prodotto dagli altri, bisbigli, colpi di tosse e scoregge, oltre
all'incessante scricchiolio dei banchi e delle sedie. Sul davanti c'
sempre questa monotona e sfarfallante videoconferenza che fai una
gran fatica a sentire, il novantanove per cento della quale  del tutto
inutile e non c'entra niente con i nostri corsi, se si escludono alcuni
brani a caso che compaiono nei test e valgono una marea di punti.
Tutte le lezioni si svolgono prima di pranzo, quando muori di fame
e concentrarsi  difficile, o dopo pranzo, quando sei pronto ad addormentarti.
Io scelgo sempre quelle prima di pranzo perch  pi
sicuro, ma  una faticaccia.
Avere qualcuno vicino a me, anzi, con me, rendeva la lezione almeno
cento volte pi tollerabile. Ci alternammo per assistere alla conferenza
e prendere appunti a intervalli di quindici minuti, e in mezzo
lavorammo ai nostri saggi finali. Ci eravamo gi scambiate alcune traduzioni
delle rispettive fonti, e la vidi usare quelle che le avevo dato,
segno che le erano state utili. Anche le traduzioni di Liu erano buone.
Non dovevo sforzarmi di pensare bene di lei solo perch forse mi
sopportava.
Liu fa Storia in inglese, cos pu servirsene per soddisfare i requisiti
linguistici e ottenere una maggiore flessibilit sulla scelta dei corsi,
quindi avevamo molte lezioni in comune. Per non ci eravamo sedute
vicine praticamente mai fino a quel momento. Solo un paio di volte,
se aveva dovuto procurarsi della cancelleria ed era arrivata un po' pi
tardi, e l'alternativa era stata tra me e qualcuno che non stava bene e
tossiva, o tra me e il tizio che si infila la mano nei pantaloni per tutta
la lezione - aveva provato a sedersi vicino a me una volta e una volta
sola; lo avevo fissato dritto in faccia con un'espressione omicida che
mi veniva dal cuore e lui si era fermato e aveva tolto la mano - aveva
scelto me. Ma quasi sempre passava oltre insieme a chiunque le fosse
stato seduto vicino nell'ora precedente: ci sono decine di studenti che
parlano cinese mandarino e fanno Storia in inglese, e a tutti stava benissimo
lasciare che si sedesse accanto loro, anche se percepivano un
vago sentore di stregoneria.
Oggi, per, non c'erano sentori da percepire. Non aveva ricominciato
a usare le stregoneria, ne ero sicura. Aveva ancora un bel colorito
e uno scintillio negli occhi, ma c'era pi di questo: sembrava pi
tranquilla, pi riservata, una lumaca quasi del tutto rintanata nel suo
guscio. Mi chiesi se fosse una conseguenza o se fosse proprio lei: forse
era lei,  cos che agisce l'incantesimo di meditazione della mamma.
Non si accordava granch all'uso della stregoneria. Era possibile
che i suoi stessi familiari l'avessero spinta in quella direzione: da
un punto di vista strategico aveva perfettamente senso, e una volta
entrata qui con una cesta piena di sacrifici, forse impegnando in questo
modo l'intera quota di peso consentita, le sarebbe riuscito molto
difficile fare altro.
Non le chiesi quale fosse il suo nuovo piano, sempre che ne avesse
uno. Liu non aveva usato la stregoneria apertamente, e noi non eravamo
ancora alleate, quindi una domanda del genere avrebbe potuto suscitare
paura, soprattutto se veniva dalla presunta ragazza del locale
eroe ammazza-stregoni-oscuri. Se non fosse tornata a quello che faceva
prima, peraltro, avrebbe potuto trovarsi in una posizione scomoda
rispetto al diploma. Non doveva aver immagazzinato mana mentre
era qui, se fin dall'inizio aveva programmato di ricavare una notevole
quantit di stregoneria dai sacrifici che le rimanevano.
Ci non la rendeva la scelta ideale come mia alleata, ma non me ne
fregava niente. Volevo lei, volevo Aadhya, e non solo perch non avevo
alternative. Volevo questa cosa tra di noi, andare a pranzo insieme
dopo una mattina passata a lavorare sodo fianco a fianco, la calda
sensazione che facessimo parte della stessa squadra. Non volevo semplicemente
che mi aiutassero a sopravvivere. Volevo che loro sopravvivessero.
A me piacerebbe le dissi all'improvviso mentre ci dirigevamo
verso la mensa. Se  lo stesso per te. Non avevo bisogno di
dirle di cosa stavo parlando. Sapevo che ci stava pensando anche lei.
Per un istante non rispose, poi disse sottovoce: Sono piuttosto indietro
con il mana.
Allora avevo ragione: aveva deciso di non tornare alla stregoneria
e adesso, logicamente, era in grande difficolt. Per... l'aveva detto.
Non aveva intenzione di permettere che ci unissimo a lei con l'inganno.
Anch'io. Ma non ce ne servir molto, con il tuo incantesimo
e quello di controllo degli stati di aggregazione replicai. Io non ho
problemi, se non ne ha Aadhya.
Non riesco ancora a lanciare l'incantesimo da sola disse Liu. Mia
nonna... Mio padre e mia madre sgobbano tantissimo, fanno un sacco
di lavoro per le cerchie. Perci  mia nonna ad avermi cresciuta. Ed
 sempre lei ad avermi dato l'incantesimo da portare qui, anche se in
realt non avrebbe dovuto.  magia avanzata, l'hanno fatta funzionare
solo alcuni maghi davvero forti della nostra famiglia. Per ho pensato
che... se fossi riuscita a tradurlo, magari sarebbe stato pi semplice.
Se non sarai in grado di far funzionare una traduzione entro la fine
del prossimo trimestre, lascer perdere qualcuna delle mie lingue e
prender cinese mandarino la rassicurai.
Mi guard. So che sai cantare, ma  molto difficile.
Vedrai che riuscir a lanciarlo dissi in tono ottimista. Tanto per
cominciare, l'amplificazione del mana  pi o meno un requisito indispensabile
per tutti gli incantesimi smisurati che ho, nonostante le valanghe
di potere che richiedono. Non ho mai messo le mani su qualcosa
che fosse pi utile di una magia che separa la fase di amplificazione,
permettendomi di sciogliere quella porzione dell'incantesimo dalle
parti intrise di urla e di morte, ma il processo avviene in corso d'opera.
Liu inspir a fondo e annu. Allora... se  d'accordo anche Aadhya...
Non prosegu. Per le feci un segno affermativo, e per un istante ci
guardammo, camminando lungo il corridoio, e Liu mi sorrise, solo un
piccolo tremolio esitante agli angoli della bocca, e io le restituii il sorriso.
Era strano, sulla mia faccia.
Vuoi lavorare al saggio di Storia dopo pranzo? chiesi. Ho una postazione
singola in biblioteca, nella sezione linguistica.
Certo rispose. Ma Orion non viene con te? E con quella frase
non intendeva affatto informarsi se avrebbe potuto passare del tempo
con Orion; intendeva solo informarsi se ci sarebbe stato spazio a sufficienza
per tutti e tre.
 una scrivania gigantesca spiegai. Andr benissimo, dobbiamo
solo prendere una sedia pieghevole mentre andiamo. Ma in realt
dopo pranzo Orion venne a dirmi frettolosamente: Io vado gi, ho
ancora delle cose da fare.
Lo dici perch hai delle cose da fare o perch preferisci nasconderti
di sotto piuttosto che subire una quantit anche modesta di interazione
umana? chiesi. Liu non far la stronza con te. Evitai risolutamente
di offrirmi di scaricare lei per amor suo: noi non stavamo
davvero insieme.
No, lei  a posto disse Orion. Mi piace,  a posto. No, ho da fare.
Non suon molto convincente, ma non glielo avrei fatto notare. Non
mi doveva nessuna scusa. Alzai le spalle. Cerca di non finire dissolto
nell'acido o roba cos.
Io e Liu lavorammo alla grande: ci sparammo a raffica quasi met
dei saggi di Storia. Stasera dopo cena ho un progetto di gruppo gi
in laboratorio, ma domani farei un altro po' di lavoro mi disse mentre
uscivamo. Io annuii, entusiasta al pensiero che magari avrei chiesto
a Aadhya o anche a Nkoyo di salire con me dopo cena. Avevo delle
persone, al plurale, cui potevo chiedere di unirsi a me in biblioteca, e
se anche avessero detto di no, non lo avrebbero detto sul serio, avrebbero
detto soltanto: "Non questa volta". Quando glielo chiesi a pranzo,
fui quasi felice che Aadhya declinasse l'invito dicendo che voleva
fare un po' di lavoro per Artifici in camera sua. Potevo crederle; non
era solo una scusa.
Passate prima di andare a dormire, per aggiunse. Potremmo
fare una corsa allo snack bar, se avete gettoni. Io e Liu accettammo
con un cenno della testa: tutte e tre avevamo avuto la possibilit di
pensarci su, era ora che ne parlassimo per decidere se andare avanti.
Mi tenni stretta quella sensazione durante tutte le lezioni del pomeriggio,
e non me la feci rovinare nemmeno dalla vista di Magnus
e Chloe che la sera parlavano con Orion fuori dalla mensa e gli chiedevano
di andare in biblioteca con il gruppo di New York dopo cena.
Porta El stava persino dicendo lei, in pratica chiedendogli di servirmi
su un vassoio d'argento per il prossimo attentato.
Non posso, io... vado in laboratorio replic Orion.
In laboratorio, eh? ripet Magnus. Non in una camera?
In effetti sembrava che Orion si stesse inventando una scusa, ma
l'occhiata che Magnus mi lanci rese chiarissimo quello che secondo
lui si tentava di coprire. Orion, inconsapevole, disse soltanto Eh? No,
non in una camera suonando convincente pi o meno come prima.
S, d'accordo lo liquid Magnus. Galadriel viene con te in
laboratorio?
Temo di no intervenni io all'improvviso; se proprio doveva chiedere
di me, sentivo di avere tutto il diritto di intromettermi nella conversazione.
Lavoro a un saggio.
Ti va di unirti a noi in biblioteca, El? mi chiese subito Chloe.
C' spazio al nostro tavolo. Era un segno inequivocabile della portata
della loro ansia: quelli delle cerchie non ti chiedevano di unirti
a loro. Al massimo ti dicevano che eri il benvenuto, con grandissima
degnazione. Magnus stesso sembrava molto infastidito da quello
stato di necessit.
No risposi. Dopodich entrai in mensa senza salutarli, e Orion li
moll l per raggiungermi in fila.
Non mi dirai che Chloe cercava di farsi leccare i piedi da te, poco
fa esord.
No, era una candida e generosa offerta che le veniva dritta dal cuore
replicai. Fatta per arrivare dritta anche al mio. Non  un caso che
lo strisciante di ieri sera abbia assalito proprio me.
Oh per... d'accordo, si dimostrano gentili, quindi adesso cercano
di assassinarti, senza un motivo disse Orion. Ebbe la faccia tosta di
suonare esasperato. Mi prendi in giro? Vuoi che alla fine venga con
te per proteggerti dai perfidi intrighi di Chloe Rasmussen?
Voglio che tu ficchi tutta la testa nel pur scattai, e per vendetta
presi per me entrambe le salsicce rimaste nella teglia riscaldata. Per
poi gliene diedi una quando ci sedemmo al tavolo. Non era colpa sua se
era cresciuto in mezzo a una congrega di vermi privilegiati e assassini.
Fui abbastanza sbalordita quando, nonostante tutto, Chloe fece un
altro tentativo con me in biblioteca: mi intercett nella sala di lettura
mentre andavo verso gli scaffali. Continuo a non essere interessata
le dissi in tono glaciale.
No, El, ascolta replic. Mi allontanai ed entrai nella corsia degli
incantesimi, ma lei mi segu anche l dentro e mi afferr un braccio.
Senti, puoi smettere di fare la stronza per cinque-secondi-cinque?
sibil, il che era spassoso, detto da lei, e poi aggiunse: Non ... non
andare alla tua scrivania.
Mi fermai nel corridoio e la fissai. Non mi guardava in faccia. Aveva
un'espressione vagamente allarmata e quasi colpevole, in effetti, mentre
voltava la testa per lanciare occhiate verso la sala di lettura. Eravamo
in penombra, ma forse visibili almeno in parte dall'angolo di New
York. Io stessa riuscivo a vedere Magnus su uno dei divani.
Solo... vieni a sederti con noi, va bene? continu Chloe. Oppure
va' nella tua stanza o roba cos.
Per quanto rimarr sicura la mia camera? Quella sar di certo la
prossima brillante idea di Magnus. Mi stavo costruendo una fantasticheria
molto dettagliata nella quale mi avvicinavo a lui a passo di
carica e gli appiattivo il naso: sarebbe bastato un bel pugno sferrato
dall'alto, e lo scricchiolio che ne sarebbe derivato mi avrebbe dato una
grandissima soddisfazione. O forse no. Immagino che avrebbe paura
di prendere anche Orion. Sarebbe un bell'autogol, eliminarlo voi
stessi mentre vi state dando tanta pena per impedirmi di soffiarvelo.
Chloe trasal. Hai detto di s a Dubai?
Quelli di Dubai non me l'hanno neanche chiesto! Ho aggiustato una
poltrona nel loro angolo perch sto cercando di imparare qualche misera
parola di arabo. E se anche me l'avessero chiesto e io avessi detto
di s, questo non giustificherebbe il vostro tentativo di uccidermi con
degli striscianti! aggiunsi tra i denti, visto che Chloe aveva avuto il
coraggio di sembrare sollevata.
Cosa? No! Noi non... A met della frase, evidentemente Chloe si
rese conto che negare non avrebbe funzionato, quindi cambi tattica.
Senti, Magnus pensava che fossi una strega oscura. Lo strisciante
aveva solo un incantesimo ruba-stregoneria. Se tu non fossi stata una
strega oscura molto resistente, il peggio che avrebbe fatto sarebbe stato
darti un po' di nausea.
La faceva sembrare una nobile difesa. La fissai. Io sono interamente
mana. Chloe si interruppe guardandomi a bocca aperta, sconvolta
come se la possibilit non le fosse nemmeno passata per la testa.
Ero certa che fosse cos, per tutti loro. Quello strisciante era stato sul
punto di trasformarsi in un nefasto nuovo di zecca. Quando crei una
forma in grado di mettere insieme potere per conto suo in qualunque
modo,  proprio quella trasformazione che stai chiedendo. Puoi
agitarle il dito sotto il naso e dirle di fare la brava, ma se non riesce a
estrarre potere da fonti approvate, c' almeno un cinquanta per cento
di probabilit che comincer a prenderlo ovunque possa ottenerlo.
E dal momento che Magnus aveva creato lo strisciante con la segreta
speranza che avrebbe prosciugato la sottoscritta malvagia, ero abbastanza
certa che le sue probabilit fossero molto pi alte. E allora mi
avrebbe uccisa sul serio.
Chloe la pensava come me, peraltro. Era impallidita visibilmente, e
per un ottimo motivo personale: quando una forma diventa pericolosa,
una delle prime persone che va a cercare  il suo creatore, e chiunque
intorno a lui possa aver contribuito alla sua creazione. Ci produce
una notevole fragilit che aiuta la forma a succhiare via il loro mana.
Non che mi sentissi molto dispiaciuta per lei. Che regalo mi aspetta
alla mia scrivania, una scatola di acari tintinnanti? chiesi.
Lei deglut e, con voce un po' tremula, rispose: No, ...  una magia
del sonno impenetrabile. Magnus e Jennifer avevano intenzione di
lanciarti un incantesimo ipnotico e farti delle domande....
Partendo dal presupposto che qualcosa non mi mangiasse prima
del loro arrivo.
Chloe ebbe la decenza di mostrarsi a disagio. Mi dispiace, davvero.
Ne abbiamo discusso tutta la settimana: la maggior parte di noi non lo
pensava, eravamo solo preoccupati che... Per... se tu sei interamente
mana...  fantastico, straordinario mi inform con entusiasmo - ah
s, era proprio straordinario che il suo amico mi avesse quasi uccisa
per errore! - e prosegu senza problemi. Sinceramente, anche senza
saperlo, volevamo gi ingaggiarti quasi tutti. Sapendo che sei interamente
mana, penso di poter dire che cinque di noi voteranno senz'altro
a tuo favore, e con Orion siamo gi a sei.  la maggioranza. Puoi
avere uno dei posti garantiti, e...
Ma grazie infinite! esclamai, incredula. Dopo aver cercato di uccidermi
due volte?
Smise di parlare e si morse un labbro. Magnus ti far le sue scuse,
te lo prometto disse un istante dopo, come se pensasse che stavamo
trattando, come se pensasse...
Be', come se pensasse che mi avrebbe fatto piacere avere un posto
garantito nella cerchia di New York, la qual cosa era grossomodo tutto
ci che avevo sempre desiderato disperatamente, in effetti, nonch
il risultato cui avevo pianificato di arrivare per gran parte degli ultimi
sei anni, e ora eccola l che me lo elargiva senza condizioni.
E quello che provavo io, perch sono io, era un fastidio violento,
non verso di lei ma verso la mamma, che non era neanche qui a guardarmi
con quel radioso sorriso pieno di calore che fa molto raramente
quando la rendo davvero felice. Come la volta in cui - avevo dodici
anni - litigammo furiosamente a proposito dell'imbrogliare, perch
io non vedevo per quale motivo non dovessi estrarre l'ultimo barlume
di vita dall'uccellino che avevo trovato comunque moribondo nel bosco,
e mi allontanai come una furia per poi tornare riluttante alla iurta
un'ora dopo e, ancor pi riluttante, dire alla mamma che ero rimasta
seduta in mezzo agli alberi con l'uccellino finch non era morto,
dopodich l'avevo seppellito. Odiai doverglielo dire, odiai quanto mi
fece contenta vedere la sua espressione raggiante. Mi sembr di essermi
arresa, e io odiavo arrendermi pi di ogni altra cosa.
E lo odiavo altrettanto ora che la mamma non era qui, eppure vedevo
il suo viso, la sua felicit per il fatto che non avrei accettato quanto
Chloe mi stava offrendo, l'inestimabile, inarrivabile accordo al quale
con grandissima fermezza avevo dichiarato di voler arrivare. Solo
che non potevo accettarlo. Era una schifezza palese dopo aver sentito
Liu ammettere sottovoce: "Sono indietro con il mana". E non era
nemmeno perch lei e Aadhya mi volevano mentre a Chloe interessava
solo tenersi stretto Orion. Semplicemente, loro erano l'accordo migliore.
Nell'offrire un'alleanza, offrivano la vita. Si offrivano di giocarsi
anche le mutande e chiedevano a me di fare lo stesso. Al confronto,
Chloe non aveva niente sul tavolo.
Non voglio delle scuse dissi in tono risentito. Io non verr a New York.
Chloe assunse un'espressione addolorata. Se... Andrai a Londra?
chiese, un tremito nella voce. ...  per via di Todd? Lo sbatteranno
fuori, naturalmente, nessuno a New York vorrebbe...
Todd non c'entra! la interruppi, ancor pi infastidita, perch non
aveva il bench minimo diritto a una risposta, ma dalla sua voce sembrava
che la stessi pugnalando. Non andr in nessuna cerchia.
Chloe cominciava a essere disorientata. Ma... tu e Orion avete appena...
Non riusc nemmeno a inventarsi qualcosa per finire la frase.
Noi, e sottolineo noi, non facciamo niente. Non capisco neanche
perch stiate dando cos di matto, tutti quanti. Non che siano affari
vostri, ma io non sto con Orion, e anche se ci stessi, due settimane fa
non sapeva neppure il mio nome. E voi siete pronti a offrirmi un posto
garantito? Cosa farete se tra un mese dovesse mettersi con una ragazza di Berlino?
Pensavo che questo l'avrebbe indotta a mollarmi, almeno, ma Chloe
non sembrava affatto sollevata. Aveva una strana espressione confusa
e titubante, poi di colpo disse: Tu sei l'unica persona con cui Orion
abbia mai davvero passato un po' di tempo.
Giusto, scusa, dimenticavo che quelli come voi non sono autorizzati a frequentare i plebei.
Non era quello che intendevo! esclam. Lui non frequenta nemmeno
noi. Era una cosa stramba da dire, dato che lo avevo visto in
giro con lei praticamente di continuo negli ultimi tre anni, e la mia
faccia doveva averlo mostrato, perch Chloe scosse la testa. Ci conosce,
sua madre gli ha detto di prendersi cura di noi, ma non... parla con
nessuno di noi. Deve pur sedersi da qualche parte ai pasti e alle lezioni,
perci si siede con noi, ma non apre bocca a meno che non sia tu
a fargli una domanda. Non viene mai a passare anche solo un po' di
tempo con qualcuno... non qui in biblioteca, non nelle nostre camere;
non studia neanche con qualcuno! Tranne che con te.
La fissai. E Luisa?
Luisa lo implorava sempre di permetterle di seguirlo dappertutto,
e lui non la mandava al diavolo perch la compativa rispose Chloe.
E comunque la evitava ogni volta che poteva. Noi due ci conosciamo
fin dalla nascita, e l'unico motivo per cui sa il mio nome  che sua madre
gli ha fatto fare esercizio con delle schede di memorizzazione in
seconda elementare. Anche quando eravamo piccoli, tutto quello che
voleva era dare la caccia ai nefasti.
Eh certo, come fa il Paese dei Balocchi a reggere il confronto con la
caccia ai nefasti? replicai, incredula.
Credi che sia uno scherzo? Quando eravamo all'asilo, un vermaspiratore
entr nella nostra aula. La maestra lo scopr perch Orion era in un angolo
e rideva, e lei gli chiese cosa ci fosse di tanto buffo, e lui sollev
quella... cosa, tenendola con tutte e due le mani per mostrarcela.
Si dibatteva con la bocca che si apriva e si chiudeva nel tentativo di
mordere. Noi ci mettemmo a gridare, lui balz in piedi e per errore lo
strapp in due. Le interiora schizzarono addosso a tutti. Senza volerlo,
i miei lineamenti si contrassero per lo schifo. Lei fece una smorfia
a quel ricordo. A dieci anni faceva gi i turni di sorveglianza ai cancelli.
Non penso che avesse ricevuto l'incarico, era solo la sua idea di
divertimento. Magistra Rhys - Orion  il suo unico figlio - ha passato
la vita a trascinarlo alle festicciole che organizzavamo nelle nostre
case perch si facesse degli amici, e lui non mostrava mai il minimo
interesse, cercava soltanto un modo per sgattaiolare fuori e andare gi
ai cancelli, cos poteva saltare addosso a tutti i nefasti che entravano.
Orion non ... normale.
Scoppiai a ridere, non riuscii a evitarlo. Quello, o prenderla a schiaffi.
Vorresti dire che  un cinico? la derisi.
Non voglio essere cattiva! ribatt in tono teso. Credi che noi non
volessimo provare simpatia per lui? Io sono viva grazie a lui. L'estate
in cui avevo nove anni, in citt ci fu un'invasione di mosche corrosive.
Niente di che, giusto? aggiunse con una certa autoironia, quasi
si vergognasse di lamentarsi per qualcosa di tanto banale. I ragazzi
pi grandi dovettero restare in casa mentre il consiglio escogitava il
da farsi, ma le mosche corrosive non davano fastidio a nessuno che
avesse meno di undici anni. Fu nel parco giochi dall'altra parte della
strada rispetto alle mura della cerchia che ebbi un'eruzione di mana.
Avevo letto delle eruzioni nell'allegro opuscolo Come cresce il tuo mana
che la mamma mi aveva spinta a sfogliare, ma non ne avevo mai sperimentato
uno di persona. In effetti, la capacit di trattenere mana aumenta
con impennate improvvise per la maggior parte di noi, ma non
vai in sovraccarico quando non hai ancora abbastanza mana dentro di
te. Evidentemente la situazione di Chloe era stata diversa.
Stavo giocando... disegn uno spazio circoscritto con le mani ... sotto
lo scivolo con alcuni amici. Niente profani. E le mosche corrosive, l'intero
sciame, vennero a cercarmi tutte insieme. Cominciarono a rodere e
a perforare pian piano la protezione che mia madre mi aveva fatto indossare.
Ce n'erano cos tante... Si interruppe e deglut. I miei amici
si misero a urlare e corsero via. Non riuscivo a fare niente. Avevo l'impressione
che il mana mi uscisse dal naso, dalla bocca, dalle orecchie.
Non ricordavo un solo incantesimo. A volte rivedo ancora la scena nei
miei incubi aggiunse. Le credevo. Senza nemmeno pensarci, si era stretta
le braccia intorno al corpo, le spalle curve in avanti. Orion stava gironzolando
fuori, intorno al parco, scalciava semplicemente i sassolini
e non giocava con nessuno. Corse dentro e me le tolse tutte di dosso
bruciandole. Pensai che fosse la persona pi straordinaria del mondo.
Stavo tentando con tutte le mie forze, e anche di pi, di tenermi
stretta la mia rabbia, ma era difficile. Non volevo offrirle neanche un
briciolo della mia comprensione. L'unica volta che uno sciame di mosche
corrosive arriv alla comune, quando ero piccola, la mamma fu
costretta a stare seduta tutto il giorno e tutta la notte con me stretta in
grembo, cantando per creare una protezione sopra di noi e fermandosi
solo nel momento in cui gli insetti ci lasciarono perdere e volarono oltre,
perch se avesse perso la voce, saremmo morte tutte e due. Chloe
aveva una cerchia per nascondersi e una protezione sostenuta dal potere
della cerchia e, se Orion non fosse corso a salvarla, di sicuro una
delle bambinaie adulte si sarebbe fiondata l per darle una mano. Era
l'unica cosa che le fosse successa, l'unica cosa brutta, non la prima di
mille cose brutte. Per... non potevo fare a meno di capirla: nove anni
con il mana che ti esplode dentro, sommersa da un nugolo di mosche
corrosive, sentire che si fanno strada a morsi verso la tua carne... Mi
ero raggomitolata anch'io, sentendo un grattatore che prendeva a unghiate
le barriere di protezione a un passo da me.
Ma fortunatamente per la mia rabbia, Chloe prosegu dicendo: Dopo
quella faccenda passai mesi a seguirlo ovunque, a cercare di essere sua
amica, a chiedergli di fare cose insieme. Rispondeva sempre di no, a
meno che sua madre non lo obbligasse. E non era solo che non gli piacessi
io. Tutti noi, ma proprio tutti, ci abbiamo provato. Alcuni genitori
ce l'hanno addirittura chiesto, ma non  per questo, non lo facevamo
per leccare i piedi alla futura Domina o roba del genere. Lo facevamo
per lui. Sapevamo che era speciale, gli eravamo riconoscenti. Ma non
lo capiva nemmeno. La sua non era presunzione o altro, non  mai stato
meschino o scortese, semplicemente... non gliene importava niente
di me. Non gli  mai importato di nessuno fino a ora.
Agit la mano su e gi verso di me e riprese a parlare in un tono sinceramente
sconcertato. Poi parla con te una volta, e di punto in bianco
comincia a trovare scuse per seguirti dappertutto. Un giorno deve
aiutarti ad aggiustare una porta, il giorno dopo ritiene che tu sia una
strega oscura, poi deve darti una mano perch sei ferita. Siede con te a
pranzo, viene addirittura in biblioteca quando glielo chiedi. Sai quante
volte io ho cercato di convincerlo a venire in biblioteca? Lo ha fatto
due volte la prima settimana del primo anno, e da allora non credo
che sia pi salito qui. Abbiamo sentito dire che ha fatto persino il
turno di manutenzione e difesa insieme a te! Quindi s, stiamo dando
di matto tutti quanti. Non abbiamo discusso se valesse o meno la
pena di offrirti un posto garantito. Se a Orion piacesse davvero qualcuno,
nessuno di noi ci penserebbe due volte, nessuno in tutta la cerchia.
Abbiamo solo discusso se tu fossi o meno una strega oscura che
sta facendo qualcosa a lui.
Conclusa questa litania, rimase in silenzio con aria di sfida, come se
fosse in attesa di sentirsi urlare contro, ma io restai dov'ero e basta, deludente
come al solito. Ero troppo... troppo qualcosa per parlare. Non
proprio arrabbiata. Mi ero inferocita con Magnus quando pensavo che
stesse tentando di uccidermi per tenersi stretto Orion con tutto il suo
valore strategico, da bravo egoista vigliacco e spietato. O come mi ero
goduta quella dolce, frizzante, legittima rabbia, la mia droga preferita:
mi ci ero sballata fin quasi ad arrivare dritta all'omicidio. La sensazione
che provavo ora, invece, era torbida come fango al confronto,
vischiosa di stanchezza.
Avevo gi intuito che Orion cercava una persona che non lo trattasse
come un fulgido cavaliere; solo che non avevo capito perch. E adesso
lo capivo cos bene da sentirmi dolere lo stomaco. Chloe, Magnus,
tutti loro, e forse anche tutti quelli della loro cerchia, avevano messo
insieme la storiella per cui Orion era una specie di ammazza-mostri
dall'eroismo disumano, che pi di ogni altra cosa amava passare
giorno e notte a salvare le loro vite e che non si preoccupava della sua
felicit personale. Si erano inventati quella balla perch ovviamente
era ci che volevano da lui. Oh, sarebbero stati ben lieti di coccolarlo,
adularlo e offrirgli il meglio di tutto in cambio... perch no, avevano
di che offrire in abbondanza, non gli costava nulla. Avrebbero dato
con piacere quel preziosissimo posto nella loro cerchia a me, o a qualunque
ragazza cui Orion avesse anche solo sorriso; forse avrebbero
accettato Luisa semplicemente perch provava compassione per lei.
Ne valeva la pena.
Tentavano disperatamente di tenerselo, allo stesso identico modo
in cui tutti alla comune volevano sbarazzarsi di me. Lui viveva la mia
stessa storia schifosa, solo in modo speculare. Cercando in ogni modo
di dare loro ci che volevano, cercando di rientrare nella bella menzogna
che si erano inventati su di lui, fissando ubbidiente le carte di
memorizzazione che creava sua madre perch fosse gentile con loro.
Ma naturalmente non poteva essere loro amico. Capiva, e di sicuro,
che quei ragazzi volevano essere suoi amici solo finch fosse rimasto
aderente alla bugia. E Chloe, con i suoi occhioni, che veniva a dire a
me quanto fosse meraviglioso, quanto tutti loro si fossero sforzati...
Ma non riuscivo a essere arrabbiata con lei. Certo, avrei voluto gridarle
contro e dare fuoco alla sua cerchia, ma quella era solo un'abitudine.
Ci che avrei voluto davvero, ci che avrei voluto con tutta la smania e
la frenesia della disperazione era farle cambiare idea, nello stesso modo
in cui avrei voluto far cambiare idea a tutti su di me. Avrei voluto afferrarla,
scuoterla e costringerla a vedere Orion - a vedere me - come una
persona per cinque secondi. Ma sapevo che non avrei ottenuto quello che
volevo, perch le sarebbe costato caro. Come persona, Orion non avrebbe
avuto il dovere nei suoi confronti di continuare a portare quell'utile
cicalino al polso, nel caso Chloe o uno qualunque dei suoi veri amici
avessero bisogno d'aiuto, senza ricevere niente in cambio. Come persona,
aveva diritto quanto lei di essere spaventato ed egoista, e lei avrebbe
dovuto ripagare ogni cosa che le avesse dato. Un accordo del genere
non le interessava, vero? Be', Chloe non sarebbe arrivata di corsa se
lui avesse avuto bisogno d'aiuto. Sarebbe scappata dalla parte opposta.
La sua espressione sfum nell'incertezza mentre io continuavo a
starmene l senza aprire bocca: chiss, forse sentivo il debole rombo
di nuvoloni neri in lontananza. Giusto dissi, con un sapore acido in
gola. Ovvio che io debba essere una strega oscura. Non pu esserci
nessun altro motivo perch preferisca la mia compagnia a quella di
voialtri cazzoni. Chloe indietreggi. Conservate il posto della cerchia
per qualcuno che lo desidera. Ma grazie per avermi risparmiato
il piacere di avere i tuoi amici a ficcare il naso nella mia testa. In cambio
ti riveler la mia tecnica segreta di manipolazione. Io tratto Orion
come un normalissimo essere umano. Potreste provarci anche voi e vedere
come va, prima di preoccuparvi ancora per me.
...
.
...
10. GORGOCRINE.
...
.
...
Non provai nemmeno a cercare un altro posto per lavorare. Sapevo
che non avrei concluso niente. Oltrepassai Chloe con una spallata, mi
diressi verso la scala e scesi di corsa fino al nostro dormitorio, anche
se avrei dovuto immaginarlo. Nel fine settimana, ogni cosa aveva cominciato
a scaldarsi in previsione del diploma, e l'olio scorreva nell'impianto
di pompaggio per lubrificare i grossi ingranaggi del nucleo, che
si stavano allentando anche grazie al contributo di qualche scossone
preliminare. Le scale si muovevano insieme a loro, come scale mobili di
lentezza glaciale che potevano invertire la direzione in qualunque momento.
E io la pagai per non aver fatto attenzione: a un paio di gradini
dal pianerottolo partiva una fetida chiazza opalescente e appiccicosa,
avanzo di qualche creatura uccisa da poco, e io la calpestai troppo velocemente,
scivolai e fui costretta a lanciarmi sul pianerottolo con un
ruzzolone violento per evitare di precipitare a capofitto lungo la scala.
Percorrevo zoppicando il corridoio verso la mia camera quando mi
accorsi che stavo superando la porta di Aadhya. Esitai, ma un istante
dopo bussai. Sono El dissi, e lei socchiuse il battente, si accert che
fossi proprio io, poi vide il sangue.
Cos' successo? chiese. Vuoi della garza?
Mi sentivo la gola stretta. Ero quasi contenta di essere caduta per le
scale. A chi interessava far cambiare idea a Chloe? No, non ne vale la
pena,  solo un graffio risposi. Sono stata una sciocca, ho inciampato
mentre scendevo dalle scale. Vieni in bagno con me?
Certo disse Aadhya, che mi accompagn e fece la guardia mentre
mi sciacquavo il gomito insanguinato e il ginocchio pi insanguinato.
Lo stomaco aveva ricominciato a farmi male. Non m'importava.
Liu torn poco dopo la nostra spedizione, e tutte e tre salimmo le
scale - con maggiore prudenza - fino alla mensa. La linea di distribuzione
del cibo e i tavoli erano sottochiave dietro la parete mobile, e noi
sentivamo l'odore del fumo prodotto dai fuochi sgrassanti in funzione
- i forni autopulenti non sono niente in confronto alle fiamme letali
- ma c'erano alcune decine di ragazzi in giro che aspettavano il loro
turno allo snack bar. Nome altisonante per quello che  in realt, una
fila di distributori automatici che accettano gettoni. Ognuno di noi ne
riceve tre alla settimana. Io ne avevo quasi venti da parte: il rischio di
venire qui senza altre persone non vale la botta calorica, a meno che
tu non abbia avuto una gran sfortuna ai pasti per qualche giorno di
seguito e stia cominciando a sentirti stordito o fiacco.
Non puoi scegliere quello che esce, naturalmente.  raro che i prodotti
siano contaminati, visto che sono tutti confezionati, ma di solito
hanno una notevole stagionatura, e capita che siano cos vecchi
da essere immangiabili. Una volta ho avuto una razione militare della
Prima guerra mondiale. Allora ero venuta perch mi sentivo davvero
stordita, perci avevo abbastanza fame da aprire il pacchetto,
ma neppure in quel caso riuscii a impormi di rischiare qualcosa di
pi del biscotto, e per biscotto intendo il tipo di galletta che davano
per i viaggi in mare che duravano almeno un anno. Quel giorno
ottenni un sacchetto di patatine di marca sconosciuta, un pacchetto
di cracker al burro di arachidi in gran parte sbriciolati, e poi il trofeo,
un Mars scaduto solo da tre anni. Liu ricevette un sacchetto di
liquirizia salata, disgustosa oltre ogni dire, che per puoi scambiare
quasi gratis con gli scandinavi, un altro sacchetto di patatine, e una
piuttosto discutibile scatola di carne salata. Aadhya ebbe un pacchettino
di halva, un freschissimo onigiri al salmone con la data di quella
mattina - stupefacente! - e un'intera lattina di crema di castagne,
cos grossa che quando scese produsse un rumore metallico tale da
far risuonare tutta la macchinetta.
Fatemi provare a procurarmi qualcosa su cui spalmare quella crema
dissi, e infilai un altro gettone: quando si usa un gettone messo
da parte gi da un po', di solito quello che si ottiene  molto buono o
molto cattivo. Stavolta fui fortunata: usc la gloriosa plastica rossa di
un pacchetto di Hobnobs.
Prendemmo i nostri bicchierini di carta con il t e il caff dai grossi
bollitori appena tiepidi e tornammo nella stanza di Aadhya a spartirci
il tutto. Aadhya aveva creato una derivazione per il tubo del gas della
sua lampada e si era fatta un piccolo becco di Bunsen, che usammo
per lessare la carne in un becher da alchimia mentre trangugiavamo
l'onigiri, facendolo seguire dagli Hobnobs spalmati di crema di castagne,
con una copertura di halva e cracker al burro di arachidi sminuzzati.
Quando la carne fu cotta, la mangiammo con le patatine, e il
banchetto si concluse con pezzetti di Mars per festeggiare. Aadhya si
sedette alla scrivania a lavorare alla cassa armonica del suo liuto; io e
Liu ci mettemmo sul letto e sgobbammo sui nostri saggi.
Non parlammo granch: nessuna di noi aveva tempo da perdere.
Ma avevamo gi detto abbastanza e ci eravamo strette la mano.
Prima, mentre la carne cuoceva, ero andata in camera mia ed ero
tornata con un cristallo per ciascuna di loro. Dopo aver spazzolato
tutto il cibo e quando ormai si stava facendo un po' tardi, io ripresi
il mio uncinetto accumula-mana, e Liu si sedette sul pavimento a
fare yoga. Aadhya, invece, si dedic ai sudoku. Alla prima campana,
andammo in bagno insieme e, dopo esserci lavate, ci spostammo
verso il tratto di parete che divideva i bagni femminili da quelli
maschili e riportammo l i nostri tre nomi insieme: Liu li scrisse in
caratteri cinesi, io lo feci in hindi e in inglese. Non eravamo proprio
il primo gruppo ma ci andavamo vicine: c'erano solo altre tre alleanze
gi scritte, nessuno che conoscessi. Al ritorno, Liu attese davanti
alla sua porta che io arrivassi alla mia, e tutte e due aspettammo
che anche Aadhya raggiungesse la sua, poi ci salutammo prima di
entrare e andare a letto.
Dormii benissimo. Di solito non ricordo i miei sogni, e forse  meglio
cos, tutto considerato, ma quella mattina mi svegliai appena prima
della campana e, mentre me ne stavo distesa l, feci un mezzo sogno
vago in cui c'era la mamma, seduta nel bosco, che mi guardava con
aria preoccupata. "Va tutto bene, io sto bene, mamma, non mi unir a
una cerchia. Avevi ragione tu" e non mi pesava dirlo, perch non volevo
che si preoccupasse, ma lei era ancora preoccupata, tendeva la
mano verso di me, la bocca che si muoveva senza produrre alcun suono
e tentava di dire qualcosa. "Mamma. Ho degli amici. Aadhya, Liu
e Orion. Ho degli amici" e nel sogno avevo gli occhi annebbiati e sorridevo,
e mi svegliai sorridendo ancora. Dovrebbe essere impossibile
comunicare con chiunque all'interno della Scholomance, perch se gli
incantesimi comunicatori riuscissero a passare, ci riuscirebbero anche
alcuni tipi di nefasti, quindi non ero sicurissima di aver visto davvero
la mamma, per ci speravo. Volevo che sapesse.
Non che all'improvviso fossi diventata benevola verso il mondo
intero o roba del genere. Vidi Chloe che usciva dalla sua stanza mentre
io tornavo alla mia dopo le abluzioni mattutine e riuscii ad arrabbiarmi
di nuovo. Orion non era al punto di ritrovo, e Ibrahim disse
che quella mattina non lo aveva visto neanche nel bagno dei maschi.
Ero stata assolutamente decisa nel dirmi che non lo avrei mai aspettato,
ma con l'indignazione che mi bruciava nello stomaco, dissi Teneteci
due posti, d'accordo? a Aadhya e Liu, e andai a battere forte
alla sua porta. Lo feci un'altra volta prima di ricevere in risposta alcuni
tonfi sordi, poi Orion apr senza la minima precauzione, a torso
nudo e con i capelli ritti in testa, e mi guard battendo le palpebre,
torpido e sfatto.
Forza, Lake, la colazione non si mangia da sola gli dissi. Lui bofonchi
qualcosa di sconclusionato, poi torn dentro, ficc i piedi nelle
scarpe da ginnastica, prese una maglietta dal pavimento, la lasci
cadere di nuovo - aveva una enorme macchia azzurra sul davanti -
prese un'altra maglietta dal pavimento, se la infil dalla testa e si allontan
caracollante, diretto al bagno.
Ieri sera ti sei sballato o cosa? chiesi, incuriosita, quando finalmente
riuscimmo a salire le scale: avevo dovuto acchiapparlo al volo
e dargli uno spintone per farlo arrivare al pianerottolo della mensa,
dopo che in precedenza aveva tentato di svoltare sia sul pianerottolo
dei laboratori di Alchimia sia su quello del dormitorio dei ragazzi
del secondo anno.
In effetti, prepararsi sostanze ricreative  un passatempo alquanto
diffuso tra gli studenti del corso di Alchimia, ma Orion rispose No!
con un tono ferito come se lo avessi insultato. Non ho dormito molto.
E sottoline il concetto con uno sbadiglio cos largo che sembr
sul punto di scardinarsi la mascella.
Va bene dissi, scettica. Entro la fine del primo anno, tutti noi siamo
in grado di sopportare un'ordinaria deprivazione di sonno, perch
a quel punto chi non ci riesce  stato gi scartato. Troppo occupato
a salvare il mondo? Vai a sederti con Aadhya e Liu, ti porto io
un vassoio.
Non avevo poi cos fame, grazie alla nostra orgia di snack bar della
sera prima, cos tenni il porridge per me e feci avere a lui le uova
e il panino con la pancetta che ero riuscita a sgraffignare. Ma dovetti
dargli una gomitata, e a quel punto mangi con gli occhi che quasi
gli si chiudevano, senza rispondere neppure quando Ibrahim gli fece
una domanda diretta. E dopo aver trangugiato il panino, si rimise subito
a dormire.
Io e Aadhya avevamo continuato a parlare della dimostrazione che
avrei fatto quel giorno durante l'ora di Tecnica. Poi lei si interruppe,
lo guard e chiese:  strafatto o cosa?. Stavolta Orion non avanz
alcuna protesta.
Alzai le spalle. Ha detto di no. Solo mancanza di sonno.
Per fortuna la sua prima lezione della mattina era nel laboratorio
di Lingue, cos ebbi la possibilit di fargli strada e infilarlo nella cabina
accanto alla mia. Lui pos subito la testa sul banco e si addorment,
cullato dal dolce mormorio di voci che cantavano di morti
violente in francese. Nella sua cartellina c'era un solo foglio di esercizi,
per di pi facilissimi, cos lo completai per lui. Sembr un tantino
pi reattivo quando lo scossi per svegliarlo alla fine della lezione.
Grazie? disse incerto quando vide il foglio, ma poi lo consegn
insieme al mio, riuscendo persino a non farsi amputarsi le dita o altro
nella fessura.
Prego replicai. Sicuro di farcela ad arrivare alla tua prossima
lezione?
S? rispose, ancora pi dubbioso di prima.
Vuoi che ti accompagni? chiesi, osservandolo.
No, io non... cosa stai facendo? sbott.
Eh?
Perch sei cos gentile? chiese. Sei arrabbiata con me per qualcosa?
No! esclamai, e stavo quasi per informarlo del fatto che anch'io
potevo essere una persona corretta e gentile con una certa regolarit,
o almeno di tanto in tanto, e che non era necessariamente segno che
fossi arrabbiata, per poi mi resi conto che aveva proprio ragione, solo
che era con i suoi inutili compagnucci di cerchia che ero arrabbiata; per
lui provavo dispiacere. Ma se glielo avessi detto, mi sarei detestata, e
la mia collera sarebbe stata anche pi intensa. Mi  permesso sentirmi
di buonumore ogni tanto, o devo prima registrarmi come idrofoba
presso le autorit? scattai. Accomodati, precipita pure nello scivolo
per la spazzatura. Io me ne vado al laboratorio tecnico. Parve sollevato
mentre mi allontanavo, indignatissima.
Il laboratorio tecnico non  mai divertente in periodi cos vicini
al diploma, e quel giorno non faceva eccezione: il pavimento vibrava
ogni quindici minuti circa, e nell'aula c'era un caldo che alcuni
ragazzi si stavano togliendo le camicie. Quasi tutti quelli che erano
riusciti a completare i loro progetti finali saltavano la lezione, quindi
il gruppo dei presenti sarebbe stato molto ridotto, in condizioni
normali, e invece per la mia dimostrazione era arrivata una discreta
folla. Aadhya sistem tutti in modo che avessero un'ottima visuale,
dando la precedenza agli studenti dell'ultimo anno: quello che voleva
in realt era accaparrarsi cinque anziani con le migliori offerte e
poi aprire una seconda asta una volta finito l'anno scolastico e usciti
i compratori originali.
Nel frattempo, io mi feci una serie accurata e leggermente dolorosa
di esercizi di stretching per accumulare un po' di mana - il leggero
dolore aiutava - quindi presi l'asse di legno con cui avrei lavorato.
Non volevo che gli sforzi andassero sprecati, perci avrei usato la dimostrazione
per costruire il bauletto che, come avevo promesso, avrebbe
custodito i sutra. Sarebbe stato di dimensioni appena sufficienti per
contenere quell'unico libro: a parte esprimere quanto i sutra fossero
speciali per me, mi serviva che il bauletto fosse abbastanza leggero da
permettermi di portarlo fuori dal salone dei diplomi l'anno seguente.
Io e Aadhya avevamo elaborato un progetto secondo il quale, una volta
terminato, sarebbe stato una versione appena un po' pi larga del
libro stesso, solo intagliata nel legno, e lei mi aveva regalato un bellissimo
pezzo di amaranto per fare il dorso.
User l'incantesimo per liquefare la lignina contenuta nell'asse, in
modo che possiamo piegarla e incurvarla dissi a tutti i presenti, poi
la feci girare perch si accertassero che si trattava proprio dell'asse
di legno massiccio che sembrava perfettamente diritta e spessa pi
di un centimetro. Quando torn a me, la tenni tra le mani, visualizzai
e recitai l'incantesimo. Aadhya mi aveva detto che la lignina era
la componente delle pareti cellulari del legno che d loro rigidezza,
e immagino che alla fine non ci fosse poi molta roba da trasformare,
ma nonostante questo, la scarsissima quantit di mana richiesta
dall'incantesimo fu una cosa straordinaria. Non consum nemmeno
met di quello che avevo accumulato, e il legno divenne letteralmente
malleabile tra le mie mani. Lo piegai sopra il grosso tubo
d'acciaio che usavamo per modellarlo, e Aadhya mi aiut a fissarlo
in posizione, poi mi servii dell'incantesimo per solidificare nuovamente
la lignina. Rimuovemmo l'asse dal tubo ed ecco che ora la
sua forma seguiva una precisa linea curva. L'intera operazione richiese
solo pochi minuti.
Ci furono brusii entusiasti quando facemmo circolare l'asse in mezzo
al pubblico. Per la seconda dimostrazione, Aadhya us un utensile
da incisione per intagliare un piccolo disegno proprio in cima all'asse,
poi prepar un minuscolo imbuto con una striscia d'argento presa
dalle sue scorte di materiali. Io sciolsi l'argento e lei vers il liquido nel
disegno. Tentai addirittura un piccolo esperimento: far tornare solido
l'argento in un processo continuo, proprio mentre penetrava nell'intaglio,
in modo che non fuoriuscisse dai bordi. Funzion alla grande.
Gli spettatori cominciarono a chiedermi di mostrargli qualcos'altro,
e non vidi motivo di deluderli: mi era rimasto ancora un po' di mana.
Io e Aadhya stavamo cercando di decidere il da farsi quando una studentessa
di Alchimia dell'ultimo anno se ne usc di colpo con l'idea di
provare a liquefare dell'azoto, estraendolo direttamente dall'aria che ci
circondava. Certo, poteva dimostrarsi una cosa utilissima, per quanto
non sapessimo bene cosa sarebbe successo all'azoto dopo averlo fatto:
non sarebbe semplicemente rievaporato all'istante? Ma erano tutti
cos entusiasti dell'idea che due maturandi si offrirono di salire su
una panca per prendere un barattolo di metallo dagli scaffali pi alti
che correvano lungo la parete, se a esperimento concluso gli avessimo
permesso di tenere quello che c'era rimasto dentro. Accettai; era corretto,
visto che sarebbero stati loro ad avere la testa cos vicina al soffitto,
e senza neanche sapere se ne avrebbero ottenuto un vero tornaconto.
Il primo sal, e a quel punto si produsse un'altra serie di vibrazioni
cigolanti, solo che stavolta non si fermarono, anzi, aumentarono, e di
parecchio, quasi a livelli da giorno del diploma. Oggetti vari cominciarono
a staccarsi dalle pareti e a cadere dagli scaffali, e poi anche gli
sgabelli presero a rovesciarsi. Il ragazzo sulla panca si era gi accovacciato
per non cadere, ma alla fine fu costretto a saltare gi, aggrappandosi
alla mano dell'amico appena in tempo, mentre tre barattoli si
schiantavano sul tavolo con gran fracasso. Uno si apr e un ammasso
attorcigliato di piccoli masticarame si rivers sul pavimento, simile al
premio indesiderato di una sfida al gioco dei tre bussolotti.
Ma ormai stavamo tutti correndo alla porta. Per fortuna non mi ero
mai tolta la tracolla con il libro. Agguantai passando il dorso appena
intagliato del mio bauletto, poi io e Aadhya riuscimmo a raggiungere
il corridoio tra la massa di ragazzi in fuga. Ci precipitammo tutti
verso le scale. Spostarsi pi in alto  la cosa sensata da fare quando
c' del trambusto che viene da sotto, quindi vidi Orion volare lungo
la rampa, diretto verso il basso naturalmente. L'unico posto al di sotto
di questo era il dormitorio degli studenti dell'ultimo anno, e le scale
oltre quel piano erano quelle che tra non molto avrebbero dato accesso
al salone dei diplomi.
Lake, brutto coglione, vai su! urlai, ma era gi sparito; non aveva
nemmeno perso il ritmo. Serrai la mascella e guardai Aadhya, che mi
fiss di rimando, e in tono cupo le dissi Puoi tenermi questa? e sfilai
la testa dalla tracolla.
Se la caver! esclam Aadhya, ma stava gi afferrando la tracolla
mentre lo diceva, e prese anche il pezzo di legno di amaranto.
No, non se la caver, ho intenzione di sfondargli la testa con un
mattone dissi. Ci ritrovammo lungo le scale, dove io lottai per risalire
la corrente e seguire la mia futura vittima di sotto. Il cigolio mi sembr
molto peggio non appena uscii dalla folla; le pareti delle scale vibravano
tanto da produrre addirittura un ronzio. Orion! gridai di
nuovo, ma non c'era segno di lui, e forse non mi avrebbe sentito con
quel rumore.
Dal momento che non ero anch'io un nobile eroe con una riserva
illimitata di mana e il buonsenso di una sedia a sdraio, scesi adagio
e con prudenza. Nessuno mi pass davanti, diretto ai piani superiori;
eravamo nel bel mezzo di una giornata scolastica, e con la fine
dell'anno cos vicina, gli studenti anziani andavano nel loro dormitorio
solo dopo il coprifuoco, comunque. Una volta superato quel
pianerottolo, il cigolio si fece ancora pi forte: veniva chiaramente
dal fondo delle scale, e non avevo dubbi che avrei trovato Orion
proprio l sotto.
Ero scesa fin quasi alla svolta successiva delle scale quando lo vidi
tornare verso di me in volo, nel vero senso della parola: era stato fisicamente
scagliato in aria. And a sbattere contro la parete e ricadde
quasi con esattezza ai miei piedi, senza fiato. Mi fiss perplesso dal
pavimento e in quell'istante un gigantesco tentacolo semitrasparente
tipo medusa gir l'angolo a tentoni, cercandolo, al che lui si mise
seduto e gli sferr un colpo con la sottile asta metallica che stringeva
in pugno. Se volete farvi un'idea dei drammatici risultati, procuratevi
una ciotola molto ampia, riempitela di gelatina, prendete uno stuzzicadenti
e premetelo con estrema delicatezza sulla superficie, poi toglietelo.
Se la rientranza rimane pi a lungo di un secondo, siete stati
pi efficaci di lui.
Orion guard l'asta con un'espressione confusa e tradita: doveva essere
un qualche artefatto che si era disattivato. In compenso, il tentacolo
stava andando dritto a cercare il suo braccio. Dovetti allungare la
mano per toccarlo - usai solo la punta del mignolo sinistro - e dargli
la scossa con l'incantesimo per produrre scariche elettriche che avevo
avuto da Nkoyo. Il tentacolo si tir indietro e l rimase per il tempo
necessario a permettermi di afferrare Orion per il braccio, aiutarlo
a rimettersi faticosamente in piedi, e anche a trascinarlo su per qualche
gradino. Poi incontrai resistenza. No, devo... disse.
Farti spiaccicare il cervello sulle scale? gli ringhiai contro prima
di abbassargli la testa mentre il tentacolo tornava a sferzare sopra le
nostre teste.
Allumez! disse, e l'asta esplose in fiamme incandescenti tra di noi.
Per poco non mi port via le ciglia. Caddi sul sedere e scivolai gi
per le scale fino alla svolta seguente, dove ebbi una splendida visuale
dell'orrendo ammasso di tentacoli gelatinosi che si contorcevano proprio
sul fondo. Si erano avvolti intorno a tutto quello che poteva essere
afferrato, invadendo ogni centimetro della ringhiera e penetrando
nei condotti di aerazione. Si stavano sforzando allo spasimo di tirare
il nefasto, qualunque fosse, attraverso un minuscolo buco delle dimensioni
di uno scarafaggio che si apriva in un angolo del sottoscala.
Ci significava che la creatura stava davvero cercando di creare uno
squarcio nella rampa.
Non ricordavo di aver mai notato cosa ci fosse sull'altro lato della
parete della scala, guardando le planimetrie, ma in questo momento
sull'altro lato c'era nientemeno che un nefasto da diploma, ragion per
cui da qualche parte doveva esistere un varco che permetteva a quegli
esseri di arrivare fin qui dal salone nonostante tutte le protezioni
e le barriere disseminate lungo la strada, e la scala era la nostra ultima
linea di difesa. Se questo coso fosse riuscito a passare, tutti i suoi
amici lo avrebbero seguito. E di fatto avrebbe dato inizio prima al diploma.
Solo che, visto che il piano degli studenti dell'ultimo anno non
era stato ancora separato dal resto della scuola, i nefasti in attesa si sarebbero
immediatamente riversati ai piani superiori, a cercare anche
gli altri di noi.
Dopo un primo istante di puro "moriremo tutti!", mi accorsi delle
masse informi e sgonfie che ingombravano il fondo delle scale e urlai
No, aspetta! ma era troppo tardi. Orion aveva appena mozzato il
tentacolo che cercava ancora di colpire la sua testa. L'enorme estremit
recisa cadde sfrigolando, e il resto si ritrasse verso il groviglio sottostante,
al centro del quale premette il moncone. Questo prese un'incantevole
forma arcuata, dopodich si divise elegantemente in quattro
- quattro! - tentacoli, che cominciarono subito a gonfiarsi fino a raggiungere
le dimensioni di quello originale e tentarono di ghermire altre
cose cui dare strattoni.
Orion scese barcollando i gradini e mi tir in piedi. Vattene da qui!
disse, e si prepar ad attaccare di nuovo la creatura. Fui costretta ad
agguantarlo per i capelli e tirare. Forte. Ahi! strill, e quasi mi port
via un braccio con la spada fiammeggiante. Cosa stai...
 un gorgocrine, specie di idiota senza cervello! gli urlai.
No,  un... oh cazzo,  un gorgocrine disse Orion, e rest fermo l,
sbalordito e a bocca aperta, per un lungo istante. Che dovevamo sfruttare,
visto che al momento il gorgocrine ci stava ignorando a favore dei
suoi sforzi estenuanti di aprire lo squisito pacchetto extralarge di merendine
per s e per ogni altro nefasto presente nel salone dei diplomi.
Come fai a non essere gi morto? chiesi, pungente. Per essere giusta
con Orion, non che ne avessi voglia, il gorgocrine era cos grande
che non si vedevano i sottili cordoni rosa che attraversano il centro dei
tentacoli, n il grosso nodo rosso che dovrebbe trovarsi nel bel mezzo
di quella massa. Era probabile che si fosse strappato un milione di
tentacoli solo sbattendoli contro cose varie, molto prima che Orion arrivasse
qui sotto. I gorgocrini non sono noti per la pazienza o per le
strategie a lungo termine, ma a quanto pareva una fame adeguata era
stimolante a sufficienza. Be'?
Uhm rispose, sto pensando.
A cosa? dissi. Congelalo, no?
Il mio incantesimo di congelamento non  un granch!
Cosa intendi con "il mio incantesimo di congelamento non  un granch"?
chiesi, congelandolo io con lo sguardo. Tu vieni da New York.
Prese un'aria colpevole e borbott: Non posso estrarre mana dai
nefasti se li congelo.
L'intera tromba delle scale trem intorno a noi.
Chi se ne frega! esclamai. Estrai mana dal prossimo!
Di quegli incantesimi non ne ho imparato neanche uno! grid lui.
Oh, per amore della Grande Madre dissi con il pi sentito disgusto
che riuscii a esibire e che la frase stessa suscita in me fin dall'inizio.
Poi afferrai il mio cristallo e cominciai a comporre un'immagine nella
mia testa mentre attingevo alla mia gi impoverita riserva di mana:
nel laboratorio tecnico, la ragazza dell'ultimo anno mi aveva detto che
pi di met dell'aria era composta di azoto, cos lo visualizzai mentre
si condensava sulla pelle del gorgocrine in un guscio solido dello
spessore di alcuni millimetri.
Cosa stai facendo? chiese Orion. Lo ignorai completamente; lo
stomaco mi faceva un male cane per la caduta dalle scale, abbastanza
da riempirmi gli occhi di lacrime, e in pi mi bruciavano anche il
gomito graffiato e il ginocchio sbucciato, perci mantenere la concentrazione
mi costava uno sforzo immane. Lui mi abbandon come una
causa persa, corse gi per le scale e cominci ad agguantare tentacoli
uno dopo l'altro, allentando la loro presa, lanciandogli incantesimi
vincolanti, tentando di comprimere la creatura in un'unica palla mentre
quella tornava a sporgere da una parte e dall'altra come un'ameba
gigantesca e incazzata.
Sono pronta gracchiai.
Cosa? disse lui tra i denti, lottando per far entrare un altro tentacolo
nella massa.
Sta' indietro! dissi pi forte, anch'io a denti stretti. Orion si volt
a guardarmi, e il tentacolo, che si era quasi liberato, lo colp, catapultandolo
verso l'alto, a met delle scale. Bast a fargli sgombrare il
campo, e per di pi se lo era meritato. Salmodiai a voce alta l'incantesimo
di controllo degli stati di aggregazione della materia e cercai di
rendere liquido l'azoto della mia immagine mentale.
Sono piuttosto sicura di essere riuscita nel mio intento, visto che il
mana and di certo da qualche parte: met del mio cristallo faticosamente
ricaricato spar in un sorso. Credo che l'azoto sia subito rievaporato,
perch non si verific nessun effetto visivo; forse una leggera folata
d'aria un po' pi fredda, nient'altro. A parte un singolo dettaglio
marginale: la pelle del gorgocrine si copr di ghiaccio all'istante, poi si
incrin tutta in una volta come la superficie di uno stagno a primavera.
La creatura fran su se stessa, e le interiora quasi liquide si rovesciarono
fuori sino a formare un'unica pozza gigantesca che deflu attraverso
le grate poste in fondo alle scale, scendendo in un rapido mulinello con
un ultimo, rumoroso risucchio gorgogliante. Indietro rimase soltanto il
minuscolo tentacolo centrale che all'inizio era sgusciato fuori dall'angolo
del sottoscala, come un falangio che germoglia. Quello s che somigliava
alla solita illustrazione presente nel terzo capitolo del libro del
primo anno, gelatina iridescente intorno a una vena rosa fluo. Si ritir
immediatamente nel buco come uno spaghetto che viene risucchiato.
Orion si mise seduto. Ah ah! gracchi, neanche fosse stato lui a
fare tutto, e mi guard dal basso con aria trionfante.
Lake, ti odio pi di quanto le parole riusciranno mai a esprimere
gli dissi convinta, poi mi sedetti, appoggiai la schiena alla parete e mi
strinsi le braccia intorno allo stomaco dolorante. Lui si alz un po' imbarazzato,
tapp il buco con dello stucco che aveva in tasca, esegu un
rapido ripara-e-rifai, poi si avvicin a me, e credo che stesse per prendermi
in braccio. Gli rivolsi uno sguardo assassino e cos feci in modo
che mi aiutasse semplicemente a rimettermi in piedi.
Ma dopo tutto quello che era successo, ricominci a sbadigliare
ancor prima che arrivassimo al pianerottolo degli studenti anziani,
come se nel suo organismo non circolasse neanche una goccia di
adrenalina. Io stavo provando dolori tutt'altro che trascurabili, eppure
mi sentivo almeno dieci volte pi vigile di quanto non sembrasse
lui. Lo guardai mentre procedevamo zoppicando. Perch sei tanto
distrutto? Hai avuto degli incubi cos impressionanti o... Ma la soluzione
del mistero mi apparve gi mentre lanciava un'occhiata semicolpevole
verso di me. Sei rimasto alzato a pattugliare i corridoi,
vero, brutto deficiente? Per via di quel patetico sputacchio omicida
che piagnucolava contro di te?
Orion non voleva incrociare i miei occhi. Non si sbagliava disse
a bassa voce.
Cosa?
Riguardo ai nefasti nel salone dei diplomi specific. Non c'era
solo il gorgocrine. Devono essersi aperti un varco nelle protezioni
quaggi, e adesso stanno tutti tentando di attraversarlo per entrare
nella scuola. Di notte  peggio. Ho riparato quello stesso muro gi
sette volte, finora...
E non dormi da cinquantacinque ore, il che spiega perch hai passato
dieci minuti buoni a mozzare tentacoli a un gorgocrine conclusi.
Era grosso il doppio di quello che dovrebbe essere un gorgocrine!
esclam lui, sulla difensiva. Pensavo fosse un nefasto della categoria
idra!
Errore giustificabile finch non hai amputato il primo tentacolo replicai.
Quanti ne hai tagliati? E ci stavi ancora dando dentro quando
sono arrivata io. Se quella creatura avesse davvero aperto uno squarcio
nel sottoscala, ti saresti senza dubbio procurato un aiuto. La sua
bocca si trasform in una linea dura e sentii il suo corpo irrigidirsi per
la voglia di allontanarsi da me pieno di rabbia, cosa che forse avrebbe
fatto, se al momento non avesse comportato trascinarmi con s. Che
senso hanno queste grandi manovre, esattamente? Anche ammesso
che tu sia determinato ad andartene circonfuso di gloria, non otterrai
un bel niente se vai a fondo all'inizio dell'inondazione.
La smetti? A me non interessa la gloria! ribatt. Solo che...  colpa
mia! Me l'hai detto tu. Ho interferito con il principio di equilibrio e...
Ah, quindi adesso sei disposto ad accettare le leggi di base della
realt commentai. Chiudi il becco, Lake. Sappiamo tutti che gratis
non si ottiene niente. Nessuno si  mai lamentato quando gli hai salvato la vita, giusto?
Solo tu rispose seccamente.
Mi ricorder di mostrarmene molto compiaciuta mentre vengo divorata
dall'orda del diploma replicai. Hai fatto il paladino della situazione
con tutte le tue energie per tre anni. Non rimetterai a posto
le cose facendo il paladino un po' pi energicamente nell'arco di una
sola settimana. Il principio di equilibrio  anche questo.
Bene, mi hai convinto. Immagino che andr semplicemente a farmi
un pisolino, allora. Sar di grande aiuto disse con parecchio sarcasmo.
Lo fulminai con lo sguardo. Sempre meglio che aiutare un gorgocrine
a fare a pezzi la scuola. Mi guard male a sua volta. E poi sbadigli di nuovo.
...
.
...
11. STUDENTI DELL'ULTIMO ANNO.
...
.
...
Il pranzo era quasi al termine quando tornammo su. Tutti erano in mensa
come al solito, nonostante il panico scoppiato in precedenza nel laboratorio
tecnico: esistono pochissime cose in grado di interferire con
l'assunzione di cibo e, in ogni caso, gli spaventosi cigolii e le vibrazioni
erano cessati. Aadhya e Liu ci avevano tenuto il posto, e persino un po'
di roba da mangiare nei loro vassoi, anche se ci significava che, prima
della nostra comparsa, erano rimaste sedute a un tavolo praticamente
vuoto. Tenere due posti liberi per gente che non era neanche arrivata
in mensa entro la chiusura era tanta roba, specie quando di sotto era in
corso una potenziale catastrofe. Sia pur a malincuore, fui addirittura costretta
a essere contenta per la presenza di Ibrahim, che in effetti era rimasto
con loro anche dopo che quasi tutti i suoi amici si erano scusati e
sganciati per andare in cerca di altri tavoli. Ma lui mi dissuase in fretta.
Non poteva essere solo un normale gorgocrine dichiar con decisione
dopo il nostro aggiornamento. Deve essersi trattato di una
nuova forma di qualche tipo. Perch altrimenti il suo adorato Orion
avrebbe commesso uno stupido errore, il che era evidentemente inconcepibile.
Se avessi avuto del cibo o dell'energia in pi, glieli avrei
tirati in testa. Invece ero troppo indolenzita.
Per fortuna al tavolo c'erano anche persone di buonsenso, che si
concentrarono sulle parti pi importanti. Come hai aggiustato il
danno al sottoscala, di preciso? chiese Aadhya a Orion. Solo con un ripara-e-rifai?
S rispose stancamente lui. Con la formula riempitiva di mio
padre. Smise di trangugiare gli avanzi, tir fuori il pezzo di stucco e glielo mostr.
Aadhya se ne mise un po' sulle dita e lo tir sino a formare un quadrato.
Prima lo sollev alla luce e poi lo premette sul tavolo, lo ripieg
pi volte e lo lavor, lo stese e lo arrotol di nuovo, infine glielo
restitu. Non fraintendermi, questo materiale  fantastico, ma resta
comunque generico. E ci hai fatto molte riparazioni separate? Scosse
la testa.  impossibile che regga alla rotazione di fine anno. Sinceramente,
io avrei paura che andasse in pezzi gi all'innesto dell'ingranaggio
del primo piano, questa domenica.
Non sopravvivremo fino a domenica se i nefasti l sotto continuano
a batterci sopra borbottai mentre spianavo a malapena la superficie
del mio pur. Stavo seriamente considerando l'idea di leccarlo
tipo gelato invece di restare ancora in piedi per procurarmi un utensile
che poi mi avrebbe imposto l'uso dei muscoli per portarlo dal piatto
alla bocca. Dovremo trovare un modo per tenerli a bada abbastanza a
lungo da riparare il danno come si deve. E avremo bisogno di un numero
assurdo di persone che ci aiutino a raccogliere mana per farlo.
Ricordi quando  stato danneggiato il laboratorio di Alchimia?
chiese Ibrahim a Orion in tono entusiasta, parlando da sopra la mia
testa. Dobbiamo fare una comunicazione, e reclutare gente per raccogliere
abbastanza mana da riparare il danno.
Senza muovere un muscolo o modificare il volume della voce, dissi:
Ibrahim, io ti espianto gli organi interni mentre dormi. Vidi fremere
la mano che teneva sul tavolo.
Ma non possiamo obiett Liu. Al suo suggerimento s che sollevai
la testa, anche se a fatica. Non possiamo proprio permettere che
quelli dell'ultimo anno lo scoprano.
Eh? disse Orion, ma io appoggiai i gomiti sul tavolo e mi coprii
la faccia con le mani. Aveva ragione, eccome. Quelli dell'ultimo anno
non ci avrebbero aiutato. Se si fosse aperto un varco fino al salone dei
diplomi prima che il loro dormitorio venisse isolato, gli anziani sarebbero
passati dal costituire l'intero buffet all'essere gli antipasti pi duri
e raffermi del menu. Se avessero saputo che esisteva la possibilit che
le protezioni si fossero indebolite sino a quel punto, probabilmente sarebbero
scesi l sotto e avrebbero cominciato ad aggredire le pareti del
sottoscala loro stessi. E se anche avessero gettato noialtri in pasto ai
lupi? Si sarebbero dati la stessa giustificazione di Todd: era comprensibile,
non avevano altra scelta, la colpa era di Orion. Non serviva nemmeno
che lo facessero tutti. Solo quelli che bastavano.
Lo sapevamo bene. Per quanto completamente fuso, Orion ci arriv
un istante dopo e smise di mangiare, chino sul tavolo. Nessuno di noi
apr bocca per i dieci minuti seguenti, finch non suon la campana
per quelli dell'ultimo anno. Quando furono usciti tutti, dissi: Come lo
facciamo? Quanto sono poche le persone cui possiamo evitare di raccontarlo
per riuscire a sistemare le cose comunque?.
La migliore soluzione che ci venne in mente fu tentare di trasformare
in acciaio la parete di ferro del sottoscala, sul posto. Ammetto
che  un'idea folle, ma prendetela come uno spunto fu il modo incoraggiante
in cui Aadhya lo sugger. Potremmo andare l sotto con
un crogiolo portatile e un bel po' di carbonio. Accendiamo il crogiolo,
dopodich El usa l'incantesimo di controllo degli stati di aggregazione
della materia per scioglierci dentro un po' del ferro della parete
danneggiata, pi o meno un quarto, non troppo per non lasciar passare
qualcosa di molto pericoloso. Ho una serie di incantesimi per far
penetrare il carbonio nel ferro e trasformarlo in acciaio. Li user sul
ferro fuso, che poi lei torner a solidificare. Possiamo farlo a ciclo continuo,
come con l'argento durante la dimostrazione aggiunse, rivolta
a me. E se qualcosa riesce a infilarsi in uno dei buchi che facciamo
nella parete mentre lavoriamo, Orion la pu eliminare.
Quel piano sembrava di un'ambizione sfrenata, solo che, per quanto
ne capivamo, l'unica alternativa possibile era fabbricare pezzi di nuove
pareti nel laboratorio tecnico, portarli a braccia gi nel sottoscala, e
chiedere gentilmente ai nefasti di stare indietro mentre sostituivamo il
tutto. Dopo aver prima chiesto educatamente agli anziani di stare fuori
dal laboratorio nei tre giorni successivi mentre reclutavamo almeno
dieci studenti di Artifici per fabbricare le suddette pareti.
Quanto mana ci vorrebbe? chiese Ibrahim.
Vagonate risposi. Per quello che fa, l'incantesimo di controllo degli
stati di aggregazione  incredibilmente economico in questo senso,
ma non  gratis. Fondere un'intera parete di ferro pieno non sar come
farlo su un pezzetto minuscolo d'argento o come estrarre un singolo
elemento chimico da un'asse di legno. Per fortuna abbiamo una soluzione.
Mi voltai a guardare apertamente Orion.
Lui mi restitu lo sguardo battendo le palpebre. Non so se i nefasti
che attraverseranno mi saranno sufficienti per continuare a rifornirti
di mana tutto il tempo.
Prendilo dallo spartisci-potere della cerchia replicai. Gliene aggiungi
abbastanza tu, non potranno certo lamentarsi.
Be'... potrei chiedere a Magnus...
Aspetta, cosa? chiesi, sbalordita. Perch mai dovresti chiedere
a qualcuno?
Ebbe un attimo di strana esitazione, poi deglut e rispose: Io non...
ho qualche difficolt a calcolare, ecco... se ho libero accesso alla riserva
del potere, lo uso e basta. Quindi hanno messo un blocco al mio dispositivo.
Tentava di sembrare indifferente, ma aveva distolto lo sguardo.
Nessuno di noi apr bocca. Ibrahim aveva un'aria profondamente
inorridita. Per lui era un momento sconvolgente della serie
mi--crollato-un-mito, immagino: Orion Lake, escluso dal fondo comune
della sua stessa cerchia perch non aveva neppure un elementare
controllo del mana. Era come confessare che porti i pannolini perch
ogni tanto te la fai addosso.
Solo che in questo caso era pi come se Orion fosse stato costretto a
portare il pannolino e a farsela addosso ogni tanto, cos che tutti i suoi
compagni di cerchia potessero continuare a godersi beatamente il mana
che lui riversava nel loro fondo, veri e propri fiumi di mana che quegli
avidi bastardi gli spillavano ogni volta che eliminava un altro nefasto.
Avrei voluto strappargli subito dal polso quello spartisci-potere
e andare a tirarlo in testa a Chloe, dirle che Orion aveva avuto ragione
a fregarsene di loro, che ce la saremmo cavata da soli, che quando
fossimo usciti da qui lo avrei portato a vivere in una iurta nel Galles,
e che ogni singolo mago di New York poteva darsi fuoco e piangere
fino all'ultima delle sue lacrime di coccodrillo.
Non riuscivo a parlare, tanta era la rabbia. Ed era seccante aver sottovalutato
Ibrahim un'altra volta; in effetti, fu lui a spezzare il silenzio
e dire: Ma... non sei tu quello che... Ho sentito che estrai mana
dai nefasti....
Orion diede una leggera scrollata di spalle senza incrociare lo sguardo
di nessuno. Tutti aggiungiamo mana. Non  un grosso problema.
Posso prenderne un po' ogni volta che ne ho bisogno.
Per... insist Ibrahim.
Dopo gli dissi. Lui si volt a guardarmi e dalla mia espressione
dedusse - suppongo - che s, quella era una stronzata colossale che
non avrei lasciato durare cinque secondi pi del necessario, quando
non fossimo stati tutti a pochi giorni di distanza da una morte anche
pi improvvisa e spiacevole del normale. Ibrahim si plac, e io dissi a
Orion: A Magnus no. Lo chiederemo a Chloe.
Il geniale contributo di Chloe al nostro piano fu: Ma aspettate un attimo,
perch non facciamo semplicemente una richiesta di manutenzione?.
Lo disse come se quello fosse un suggerimento del tutto logico e ragionevole,
tanto che Orion si strofin il viso e si gir a guardare me
un po' imbarazzato, con l'aria di uno che "cavolo, non ci avevo pensato".
Avrebbe dovuto proprio dormire di pi. Entrammo in un loop di
sguardi reciproci, conditi da identiche espressioni sul genere "che razza
di imbecille sei?", e alla fine chiesi: Ma davvero funziona per te?.
Cosa vuoi dire? rispose Chloe. Certo che funziona. Faccio richieste
di continuo.
Non avrebbe dovuto essere una sorpresa. Sul modulo delle richieste
di manutenzione, che personalmente non compilo dalla seconda
met del primo anno, c' una casella dove scrivi il tuo nome. Avevo
immaginato che finissero tutti nella carta straccia, ma adesso mi rendevo
conto che i moduli finivano davvero in una cassetta, negli sgabuzzini
riservati a scope e detersivi, nascosti da qualche parte e noti
soltanto ai ragazzi che si occupavano di manutenzione e difesa. Questi
ultimi pescavano dalla cassetta le richieste inoltrate, per esempio,
dagli appartenenti alla cerchia di New York, e facevano in modo che
quelle - proprio quelle, guarda caso - venissero soddisfatte. In realt,
dopo un breve istante, non fu affatto una sorpresa, quindi passai oltre.
Va bene, ma ne hai mai presentata una nel periodo del diploma?
No! esclam Chloe come se l'avessi insultata. So bene che non
dobbiamo fare richieste di manutenzione superflue durante gli esami
di met anno e di fine anno. Per ritengo che questo danno abbia tutti
i requisiti di una minaccia per la vita!
I requisiti ce li ha eccome replicai. Ed  una minaccia per la vita
di chiunque vada l sotto a fare riparazioni, che  poi il motivo per
cui non troverai nessuno studente di manutenzione e difesa disposto
a farlo per te. Quei ragazzi ti daranno mezz'ora del loro tempo per sistemarti
la lampada da tavolo, Rasmussen; non affronteranno l'orda
del diploma al posto tuo solo perch glielo chiedi gentilmente. Senza
contare che forse sono proprio gli anziani ad assegnare i turni di lavoro.
Allora, hai intenzione di aiutarci o no?
Alla fine Chloe cambi idea, soprattutto dopo alcune mie taglienti
e mirate osservazioni a proposito del contributo di Orion alla riserva
di mana di New York, cosa che immagino le abbia comunicato in
modo chiaro fino a che punto desiderassi prendere lo spartisci-potere
di Orion e tirarglielo in testa con forza. Ciononostante una proposta
utile la fece, vale a dire Non sarebbe il caso che prima ci provassimo
noi?, anche se quella proposta originava dal dubbio poco lusinghiero
che avessimo sufficienti capacit per gestire concretamente l'operazione.
In realt, quello che voleva era coinvolgere nella faccenda altri cinque
o sei newyorchesi, tra cui Magnus, che avevano molti amici intimi
tra gli studenti dell'ultimo anno. Accett di rimandare temporaneamente
il suo progetto solo dopo che noi accettammo di fare una
prova. Penso si aspettasse che non avrebbe funzionato e che alla fine
avremmo dovuto dargliela vinta. Quali che fossero i suoi motivi, se il
mana ce lo metteva lei, io ero felicissima di fare pratica.
Il giorno seguente andammo insieme nel laboratorio tecnico, durante
la sessione di studio, e Chloe consegn a me e Aadhya uno spartisci-potere
ciascuna. Quando lo agganciai al polso, diedi uno strattone
sperimentale e ricevetti un flusso di mana che mi fece sentire grossomodo
come un tubo per innaffiare alimentato dall'Atlantico. Sapevo
gi che i membri delle cerchie avevano accesso a grandi quantit di
mana, molto pi grandi di quelle cui attingevamo noialtri, ma non avevo
mai capito quanto pi grandi. Avrei potuto radere al suolo una citt
o due senza fare neanche una piega. Dovetti sforzarmi parecchio per
non cominciare a spillarlo all'impazzata, come se anch'io non avessi
un elementare controllo del mana. Non riuscii a fare a meno di notare
che avrei potuto riempirci tutti i cristalli che avevo, e due volte anche,
solo con qualche bel sorso.
Orion fece il giro dei bidoni delle scorte per raccogliere tutto il materiale
che ci serviva, con tutte le esitazioni di sempre. Questa mattina
era meno sfinito; la sera prima lo avevo costretto ad andare a dormire
presto, sulla base del fatto che chiunque fosse stato sgranocchiato durante
la notte sarebbe stato sgranocchiato allo stesso modo domenica,
insieme a tutti qui a scuola, se lui non fosse riuscito a tenerci lontani i
nefasti mentre lavoravamo.
Io continuo a pensare che sarebbe un'ottima idea se facessimo partecipare
anche altri a questa cosa disse Chloe, guardandosi nervosamente
intorno. Il laboratorio era deserto: dopo l'entusiasmo di ieri,
nessuno si arrischiava a scendere quaggi a meno che non dovesse
assolutamente andare a lezione, e comunque dubito che lei fosse mai
stata qui con meno di dieci persone intorno. Ibrahim e Liu erano venuti
con noi per stare di guardia - be', Liu stava di guardia, e Ibrahim
seguiva Orion in giro per l'aula, tentando di chiacchierare con lui -
ma questo era tutto.
Pronta? chiesi a Aadhya, ignorando Chloe; poi pronunciai la formula
magica per il controllo degli stati di aggregazione e costrinsi i
primi centimetri della sbarra di ferro battuto con cui stavamo facendo
la prova - presumo avanzata da qualche progetto fallito - ad assumere
la forma liquida. Aadhya aveva il crogiolo gi caldo e in attesa, proprio
sotto la sbarra, e non appena il metallo vi col dentro, lo cosparse
uniformemente di fuliggine con la mano libera, la fronte corrugata
per la concentrazione mentre li miscelava. Poi mi rivolse un rapido
cenno di assenso, rovesci il crogiolo sull'estremit della sbarra dove
prima c'era il ferro, e io spinsi il metallo a riprendere la forma solida.
Torn solido, in effetti. Per a malapena solido. Il grumo metallico
piomb sul banco da lavoro, sfrigol con violenza, fece un buco da parte
a parte e precipit sul ripiano sottostante, infranse una pila di lastre
di vetro, diede fuoco alla tela cerata che le copriva, trapass il secondo
ripiano, cadde sul pavimento, buc anche quello e spar.
Ci furono alcuni strilli e un po' di agitazione - cui pu darsi abbia
contribuito anch'io - prima che Aadhya afferrasse quattro polverine
di quelle che aveva chiesto a Orion, le battesse insieme e le gettasse
sul fuoco che si propagava allegramente. Quando le fiamme furono
domate, ci raccogliemmo tutti a sbirciare ansiosi gi per il foro. Arrivava
fino a quello che si rivel essere un pavimento sgradevolmente
sottile. Nel buio l in fondo, perlomeno a distanza di sicurezza, non
riuscii a distinguere altro che una tubatura molto arrugginita con intorno
un cerchio di cinque antiche fiale - il genere di artificio ormai
visibile solo nei musei - che giravano in tondo e a intervalli regolari
rilasciavano gocce di sostanze alchemiche differenti dentro un'apertura
nella parte superiore della tubatura.
Pensate che qualche nefasto prover a entrare da l? chiese Ibrahim.
Vediamo di tappare il buco per evitare di scoprirlo replic Aadhya.
Orion, puoi procurarci un altro po' di... e in quel momento, a
scoppio ritardato, ci accorgemmo che Orion non ci avrebbe procurato
niente, perch non era pi con noi: era sulla porta, impegnato ad ammazzare
una scivolaserpe che era venuta a indagare sui nostri strilli
con un sogno nel cuore, o almeno nello stomaco.
S? chiese mentre tornava indietro, con il respiro solo un tantino
affrettato, dopo aver gettato nuovamente ci che restava della
scivolaserpe nel corridoio: quando la creatura aveva tentato di sfuggire
alla sua presa lasciando cadere lo strato esterno che la ricopriva,
Orion aveva afferrato la pelle mezza sfilata, gliel'aveva tirata sopra la
testa e ci aveva fatto un nodo, poi aveva tenuto cos la scivolaserpe
finch non si era soffocata. Non era proprio in questo modo che andavano
uccisi quegli esseri, ma sembrava che il suo metodo avesse funzionato
alla grande.
Fu un bene che ci fossimo esercitate. Mi ci vollero parecchi tentativi
prima di capire come indurre il metallo a riprendere una forma solida
vera e propria, per non parlare della forma specifica da cui era partito,
ma anche dopo esserci riuscita, non mi veniva bene lo stesso. Non
feci altri buchi nel pavimento, ma lasciai una decina di grumi metallici
contorti che non somigliavano per niente all'acciaio saldamente appiccicati
al piano del banco da lavoro.
D'un tratto, Chloe disse: Ehi, se  acciaio, non dovete fargli anche
la piegatura?.
Risult che anche suo padre era un artefice: ecco come facevano a
conoscersi lui e il padre di Orion. Aadhya verific la cosa nel libro di
metallurgia che aveva portato e scopr che Chloe aveva ragione. D'accordo,
ascolta: invece che come un blocco unico, devi immaginare la
forma finale come un solo strato metallico sottile piegato e ripiegato
su se stesso, tipo pasta sfoglia o roba del genere.
Con quella immagine mentale, ottenni un materiale che sembrava
andare bene, pi o meno. Ma per me e Aadhya divent ancora pi difficile
trovare il ritmo giusto che ci permettesse di trasformare il ferro a
ciclo continuo. Quasi met della sbarra fin a pezzi separati di tre-quattro
centimetri sparsi per tutto il banco.
E poi ci prendemmo la mano, trasformammo quindici centimetri
di seguito senza fermarci, e di colpo fu semplice, semplice come con
il legno, semplice come con l'argento. Aadhya si mise a ridere di cuore.
Oddio,  straordinario! esclam, sollevando la sbarra, per met
di acciaio luminoso e scintillante, segnata da linee ondulate che arrivavano
fino al punto netto in cui il metallo nuovo si univa al vecchio
ferro annerito. Ma guardala,  proprio una figata!
Non riuscii a non sorridere anch'io, e anche Chloe, un tantino a malincuore,
si mostr meravigliata quando facemmo girare la sbarra. Va
bene, domani procederemo alla sistemazione della parete, durante la
sessione di studio dissi. Prendemmo un sacco enorme di fuliggine,
ingrediente tutt'altro che raro da queste parti, e facemmo per tornare
di sopra.
Ma non appena arrivammo alle scale, sentimmo delle voci provenienti
dal basso. Non aveva alcun senso che qualcuno si trovasse laggi
dopo gli eventi di ieri, e nel bel mezzo della giornata. Orion si volt
e scese silenziosamente i gradini, e quando lo seguii, lo fecero anche
tutti gli altri, persino Chloe, che lanci uno sguardo quasi disperato
alle scale pi saggiamente dirette verso l'alto che per non avrebbe
fatto da sola.
Mentre raggiungevamo il piano degli anziani, sentimmo un rumore
di passi che risalivano verso di noi. Agguantai Orion e lo tolsi dal pianerottolo;
gli altri ci imitarono. Ci stringemmo tutti nel buio del corridoio
che portava al dormitorio, e tre studenti dell'ultimo anno ci superarono
salendo: erano tizi che non conoscevo e che parlavano a bassa
voce. Mentre passavano, portata dall'aria, ci giunse parte di una frase:
... baster un colpo bene assestato per quelle riparazioni. Non ci
serv sentire altro della loro conversazione.
Oppure potremmo aggiustare la parete adesso... un'idea cos, che
mi  venuta ora disse Aadhya non appena il rumore dei passi giunse
fuori portata d'orecchio.
S. Farlo adesso sarebbe ottimo concord Ibrahim in un sussurro
mentre tutti assentivamo. Adesso  il momento perfetto.
Potete prendere un po' di mana in pi dal nostro fondo, per recuperare
le assenze offr, e persino volontariamente, Chloe.
Scendemmo fino in fondo alle scale e ci mettemmo al lavoro. Notammo
dove gli anziani avevano gi scalfito alcuni rattoppi di Orion
per testarli. Anche senza aiuto, si vedevano benissimo le tante linee di
sollecitazione e le deformazioni sporgenti delle pareti, come se qualcosa
sull'altro lato le avesse prese a martellate.
Aadhya riscald il crogiolo, prese un pugno di fuliggine, e io cominciai
a lavorare sull'esterno della parete: dentro il ferro, fuori l'acciaio.
Non avevo perso il ritmo; la trasformazione procedeva liscia come
nel laboratorio. Andai avanti ed ero circa a met della parete quando
Aadhya disse: Scusami, ho bisogno di fare una pausa. Mi girai
e vidi che si stava quasi afflosciando. Pos il crogiolo e si spolver le
mani dalla fuliggine, poi si sedette pesantemente sul penultimo gradino
con uno sbuffo.
Non dispiace neanche a me dissi, e mi sedetti vicino a lei, anche
se personalmente stavo benone, a parte l'essere assetata. Liu ci offr un
sorso dalla sua bottiglia d'acqua, ma avrei potuto finirla tutta da sola.
Anche lo stomaco non mi faceva pi troppo male. Mi venne in mente
che forse avevo contribuito al suo recupero sforzandolo un po' il giorno
prima: gli incantesimi di guarigione della mamma tendono a collaborare
con il tuo corpo, quindi se tu in qualche modo induci l'organismo
a fare cose tipo immettere pi globuli bianchi e ricostruire tessuto
muscolare, anche la magia si rafforza. Era passata poco pi di una settimana,
perci la benda di lino stava ancora lavorando dentro di me.
Le nuove lamine della parete avevano un aspetto nettamente diverso
rispetto alle vecchie, lucenti e tutte coperte da motivi ondulati: davvero
carine. Chloe, al contrario, le guardava accigliata dal gradino su cui
stava seduta, accanto a Ibrahim. Orion andava avanti e indietro senza
sosta, saliva le scale e tornava indietro, passava la mano sulla superficie
piena di gobbe delle vecchie lamine rimaste, scrutava le giunture.
Chloe si volt prima verso di lui, poi verso di me e Aadhya, e sul suo
viso cominci a disegnarsi un'espressione perplessa. Pensavo che fosse
sul punto di dire qualcosa, invece si gir e alz lo sguardo sulle scale,
quindi disse in tono pressante: Ragazzi, credo che stiano tornando.
Ci alzammo tutti in piedi. Il rumore di passi dall'alto rallent quando
quelle persone capirono a loro volta che di sotto c'era qualcuno.
Quando alla fine girarono l'angolo, fu in formazione compatta, gi preparati
a combattere: dietro due ragazzi alti con entrambe le mani sospese
in aria e pronte a lanciare incantesimi, davanti una ragazza e un
ragazzo leggermente acquattati, ciascuno con un porta-scudo al polso
rivolto verso l'esterno, e al centro, protetta dai compagni, un'altra
ragazza che impugnava il manico di una frusta di fuoco. Quegli arnesi
sono terribilmente versatili, perch oltre alle fiamme possiedono un
potere cinetico. Se sei bravo a usarla, puoi avvolgere la frusta intorno
alle cose e bruciarle, oppure dare sferzate avanti e indietro con l'estremit
e scaraventare nefasti - o persone - a destra e a sinistra per aprirti
la strada. Una squadra forte e ben progettata di alleati per il diploma,
alleati che con ogni probabilit si allenavano insieme da mesi. Quando
siamo tutti mescolati in mensa, impegnati soltanto a imbottirci di
cibo, non sempre si nota una gran differenza tra gli studenti dell'ultimo
anno e noialtri, ma qui, con noi di qua e loro di l, era dolorosamente
evidente fino a che punto un anno facesse differenza.
Solo che Orion and subito a mettersi davanti a tutti noi: la manovra
mi sembr un po' sciocca, uno tutto pelle e ossa come lui che fronteggiava
quelli l, ma quando chiese Cercate qualcosa? stringendo i
pugni, anche quelli l esitarono. Lui annu al loro silenzio. Forse  il
caso che voi ragazzi torniate di sopra. Adesso.
Quello  acciaio nuovo disse all'improvviso la ragazza in prima fila:
guardava la parete alle spalle di Orion. Stanno sostituendo le lamine.
Tu sei Victoria e vieni da Seattle, giusto? Io sono Chloe, di New
York intervenne d'un tratto Chloe, rivolta alla ragazza al centro. Tentava
di avere un tono informale, che per era rovinato da un notevole
tremolio nervoso. Il sottoscala  danneggiato, permette ai nefasti
che provengono dal salone dei diplomi di penetrare nella scuola.  per
questo che Todd Quayle ha avuto un crollo totale. Noi stiamo solo riparando
i danni. Orion non voleva che altri di loro entrassero qui per
fare del male a qualcuno.
Victoria di Seattle non abbocc. Ma certo, vuole tenerli qui sotto,
in attesa di fare del male a noi disse. Allora, Orion, quest'anno hai
in programma di partecipare alla cerimonia del diploma e darci una
mano con quest'orda che hai spinto alla pazzia? Dicono che ieri hai
fatto fuori un gorgocrine grosso quanto un camion. Chiss se saremo
almeno in grado di muoverci, l sotto.
Avrete comunque maggiori probabilit di una matricola appena ritirata,
visto che il vostro, di programma, sembra distruggere le protezioni
e lasciare che si riversino tutti qui dentro replicai. E sar la fine
di questo posto. I nefasti andranno a fare il nido nei dormitori e forse
fracasseranno l'impianto di pulizia quass come hanno fatto laggi.
Il tasso di mortalit raddoppier, se non di pi. Nessuno di voi ha intenzione
di avere dei figli suoi?
Prima intendo preoccuparmi di vivere cos a lungo, grazie ribatt
Victoria. Adesso potete tornare tutti di sopra e decidere dove vorreste
essere. Noi apriremo questa parete.
No, non lo farete disse Orion.
Credi di poterci fermare? chiese lei, e gi mentre parlava, fece guizzare
la frusta di fuoco. L'arma avvamp immediatamente e l'estremit
mand Orion a sbattere con violenza contro la parete, poi gli si avvolse
velocissima tutta intorno, dalle caviglie al collo. A lui ci penso io.
Voi colpite i muri, fateli a pezzi con qualunque cosa disse, un po' tesa:
Orion si divincolava come un pazzo tra le spire, e a Victoria servivano
tutte e due le mani per trattenerlo, ma da l sicuramente non sarebbe
uscito molto presto. Lev, assicurati che il tirante sia pronto aggiunse,
e allora mi accorsi che portavano tutti una cintura con sopra il piccolo
simbolo di un gancio; avevano predisposto un incantesimo collegato
in linea retta a un altro punto della scuola, qualche rampa pi
su, in modo tale che, nell'attimo stesso in cui fossero riusciti a sfondare,
lo avrebbero attivato e sarebbero stati trasportati di nuovo alla loro
postazione sicura prima che i nefasti cominciassero a riversarsi dentro.
S, capito rispose Lev, il ragazzo in prima fila. Chloe lanci un
grido e si abbass mentre da dietro gli altri due cominciavano a lanciare
i cari vecchi lampi infuocati contro le lamine ancora danneggiate,
le fiamme che scorrevano sulla superficie e facevano piovere scintille
su di noi.
Orion! strill Ibrahim, e si precipit verso di lui: si fece un incantesimo
di protezione sulle mani e prese ad armeggiare con la spirale
nel tentativo di allentarla, ma la frusta di fuoco era troppo potente, e
infatti continu a bruciare anche attraverso la protezione prima che il
suo intervento potesse avere effetto.
Liu url in cinese mandarino ed eresse uno scudo, un ottimo scudo,
sopra di noi: fletteva sotto i colpi, e il fuoco colava gi a piccoli rivoli.
Il riparo non era grande abbastanza per coprire l'intera parete,
per, solo noi tre. Il muro! esclam. Riuscite ad aggiustare le parti
che stanno colpendo prima che si sfondino?
Aadhya mi guard. Avevo mille incantesimi gi pronti sulla punta
della lingua: avrei potuto ucciderli tutti e cinque con una parola, oppure,
per amore di variet, avrei potuto soggiogare le loro menti e renderli
miei schiavi inermi. Non avrei nemmeno dovuto usare la stregoneria.
Chloe si era rintanata dietro un suo scudo, ma lo spartisci-potere
che aveva al polso era ancora spalancato, e il mana scorreva come un
fiume. Avrei potuto obbligarli a sistemare la parete al posto nostro, e
dopo fargli anche lavare il pavimento. Se solo fossi riuscita a ripulire
la mia mente con la stessa facilit quando esagerava.
Dovremo fare tutto il resto della parete in una volta sola dissi a
Aadhya in tono cupo. Puoi aprire di pi quel crogiolo?
Lei strabuzz gli occhi. Se smantelli l'intera lamina, qualcosa entrer
di sicuro!
Se succeder, i nostri amici dell'ultimo anno si faranno subito trascinare
via, e a quel punto ci penser Orion replicai. La parte di miscelazione
del carbonio funzioner in un'unica soluzione?
Aadhya deglut a fatica, ma annu. S, il processo ha una riduzione...
s rispose, troncando la spiegazione che le veniva spontanea.
Afferr il crogiolo e diede un rapido e robusto colpetto all'estremit,
aprendolo per intero. Pronta. Mi alzai, puntai verso la parete e ridussi
tutte e quattro le lamine rimaste a una pozza di ferro sciabordante.
Finora niente aveva tentato di attaccarci mentre lavoravamo. E quando
tolsi le ultime lamine, il motivo di quella pace temporanea divenne
orribilmente evidente. Una delle folgori degli studenti anziani saett
attraverso l'apertura improvvisa e schizz bellissimi riflessi scintillanti
su tutta la liscia piastra corazzata, in cima alla testa dello stegodatti-
lo che riempiva completamente lo spazio di un cunicolo di manutenzione
situato sull'altro lato.
Aveva gli occhi chiusi, come se stesse schiacciando un tranquillo
pisolino prima di tornare a concentrarsi sull'invasione della scuola.
Un piccolo artiglio di una trentina di centimetri era posato sulla
sommit di una scala a pioli. Lo spazio per la salita doveva essere
stato un po' strettino. Aveva i lati della testa striati da una poltiglia
iridescente gi vista: evidentemente si era servito del gorgocrine
come lubrificante.
Oddio disse Chloe con voce flebile. Lo stegodattilo socchiuse prima
uno, poi sei, e infine tutti e nove gli occhi nel rendersi conto che la
cena gli era stata servita in anticipo, quindi cominci a spingersi dentro.
Lev! url uno degli altri ragazzi, e all'improvviso si sent uno
schiocco violento - il tirante era stato attivato - e vennero trascinati di
nuovo su per le scale tutti e cinque, compresa Victoria con la sua frusta
di fuoco. La ragazza, per, doveva aver continuato a concentrarsi
sulla propria arma, perch questa si tese per un attimo e, invece di
spezzarsi, trascin con s anche Orion, che era ancora prigioniero delle
spire, e Ibrahim, che le spire stava ancora tentando di staccarle. Pochi
istanti dopo, sentii Ibrahim gridare debolmente da un punto sopra
di noi: forse aveva mollato la presa sulla frusta ed era caduto per
via dello strattone.
Chloe strill Rimettete a posto il muro! Rimettete a posto il muro!,
dopodich si gir e fugg su per le scale. Aadhya aveva gi svuotato
l'intero sacco di fuliggine nel crogiolo e stava mescolando all'impazzata,
ma l'acciaio non era ancora pronto del tutto. Lo stegodattilo
aveva sollevato l'enorme zampa unghiuta e la contorceva attraverso
l'apertura, allungandola per afferrare Aadhya ancor prima di essersi
liberato il gomito.
Fortunatamente per tutti noi, Chloe non aveva chiuso i rubinetti del
mana. Puntai la mano verso lo stegodattilo e recitai una maledizione
di quarantanove sillabe che era stata usata millenni prima per disintegrare
il drago posto a guardia di un sacro tempio del Kangra da un
gruppo di stregoni oscuri che intendevano rivendicare una misteriosa
polvere arcana custodita nel tempio stesso. La polvere risult poi
essere composta dalle scaglie perse dal drago e successivamente macinate,
informazione alla quale i monaci avrebbero anche potuto dare
pi ampia diffusione, si direbbe, proprio per evitare inutili attacchi di
quel genere.
Lo stegodattilo parve sorpreso quando i suoi artigli cominciarono a
sbriciolarsi. Non penso capisse che si stava disintegrando, quindi persever
nei suoi tentativi di entrare. Per fortuna il mio incantesimo prese
piede pi in fretta di quanto potesse muoversi lo stegodattilo incastrato,
e cos, prima che riuscisse a infilare la testa nell'apertura al posto
della zampa scomparsa, il processo di sfaldamento gli arriv al collo.
Fui addirittura in grado di tendere una mano e strappargli dalle fauci
un dente grosso come un pugno ma ormai allentato e traballante un
attimo prima che l'incantesimo gli spazzasse via il resto della mascella.
Aadhya e Liu vennero sull'orlo del buco e rimasero a fissare la creatura
insieme a me, a bocca aperta, Aadhya che stringeva il lungo manico
del suo mestolo. La linea di disfacimento penetr ancora e ancora
nel corpo pigiato nel cunicolo, rivelando molto pi di quanto chiunque
debba sapere sulle parti interne di uno stegodattilo. Poi Liu boccheggi
e disse: Presto! Presto!. Proprio in quel momento mi accorsi
che non appena il tappo di quel collo di bottiglia si fosse disintegrato...
Aadhya gir di scatto su se stessa e si rimise al lavoro sul processo
di carbonizzazione. Rimasta a fianco dell'apertura, Liu, carica di nervosismo,
stese il suo scudo di protezione sull'estremit del cunicolo.
Ma pochi istanti dopo lanci uno strillo di orrore: un piccolo stormo di
squarturlatori non aveva atteso che lo stegodattilo si dissolvesse fino
in fondo: si erano aperti un varco a beccate attraverso - no, dico, attraverso!
- il suo corpo. Risalirono in volo il cunicolo, picchiarono violentemente
sullo scudo di Liu come passeri contro una finestra troppo
pulita, e cominciarono subito a colpirlo con i loro becchi dai bagliori
iridescenti.
Non potevamo fare altro che continuare a lavorare. Aadhya grid:
Pronta!. Fece levitare il crogiolo fino al vertice dell'apertura e poi
lo rovesci, e mentre il metallo liquido colava fuori, declamai un'altra
volta l'incantesimo di controllo degli stati di aggregazione e ricondussi
la materia a un'unica lamina gigantesca che si allungava senza
soluzione di continuit da un estremo all'altro della parete rimasta.
A forza di beccate allo scudo di Liu, uno squarturlatore riusc a fare
un buco abbastanza grande per infilarcisi dentro, sfrecciando verso
l'ultimo spazio aperto mentre io finivo di sigillare la parete, lasciando
una penna della coda nella saldatura. Pur senza fiato, Aadhya cominci
ad ansimare un suo personale incantesimo di protezione che probabilmente
non avrebbe mai fatto in tempo a evitare che una di noi ci
rimettesse almeno una libbra di carne. In ogni caso, la creatura volava
cos veloce che non pens nemmeno di frenare per aggredire noi, ma
prefer proseguire dritta su per le scale, verso il buffet libero sopra di
noi, cinguettando tutta entusiasta.
Fu una cattiva scelta: qualche secondo dopo la scomparsa dello
squarturlatore, mentre lo seguivamo con lo sguardo, a bocca aperta e
ancora tremanti di adrenalina, i suoi cinguetti sempre pi lontani si
spezzarono in uno stridio acuto per poi interrompersi del tutto. Uno
sgradevolissimo rumore di sfregamento e sferragliamento lo sostitu,
facendosi a poco a poco pi forte. Prima che potessimo rimetterci in
sesto per fare qualcosa, Orion apparve da dietro l'angolo, scendendo
le scale a tutta velocit in equilibrio su una teglia, tipo tavola da surf,
e ci travolse tutte come birilli.
C' di buono che la nuova parete d'acciaio resse egregiamente il colpo.
Aveva assunto la consistenza appena saponosa dell'artificio ben
protetto: la riparazione si era integrata agli incantesimi di protezione
globali della scuola e il danno era sistemato. Potevo dirlo con grande
sicurezza, visto che avevo la guancia cos spiaccicata contro il metallo
che riuscivo letteralmente a sentire gli stridii e i lamenti che si affievolivano
mentre gli altri nefasti in attesa venivano ricacciati indietro,
e il basso grrat-trat-tat di un meccanismo di protezione che si attivava
in profondit.
Ahi disse Liu, accanto a me.
Evviva gemette Aadhya prima di liberarci, lasciandosi cadere di
peso dalle nostre schiene. Aveva dovuto tuffarsi verso di noi per evitare
di essere sbattuta nel suo stesso crogiolo ancora ardente e finire
carbonizzata. Si rimise seduta e guard l'arnese con un'espressione
costernata: l'angolo destro si era ridotto a una fisarmonica, schiantandosi
contro la parete. Oh cazzo.
Ehm... scusa disse Orion, in piedi sopra di noi. Stringeva lo
squarturlatore morto in una mano e la teglia tutta ammaccata nell'altra. Gi,
perch c'era lui sopra. Sono arrivato il prima possibile.
Lake, uno di questi giorni ti uccider biascicai con il lato della bocca
che non era schiacciato contro la parete.
Eccoci qui mi disse Liu, un po' esitante, mentre salivamo le scale
zoppicando. Orion era dietro di noi che trascinava il crogiolo ancora
aperto al massimo - il danno subito non permetteva di richiuderlo -
e non la finiva pi di scusarsi con Aadhya che, dal canto suo, sapeva
benissimo come approfittare delle situazioni e senza dubbio ne sarebbe
uscita con scorte sufficienti a riparare il crogiolo, oltre che con il cadavere
dello squarturlatore, peraltro gi ottenuto da Orion. Era probabile
che il becco avrebbe fatto parte del suo liuto di ragnosirena, e
io le avevo dato il dente di stegodattilo per i piroli. Sarebbe stato mostruosamente
potente quando l'avesse finito. La tua inclinazione...
Ti basta pensare alla versione "amami, disperandoti" dissi.
Eh? chiese Liu.
"Tutti mi ameranno, disperandosi" risposi. Lei mi stava guardando
con aria decisamente perplessa. Galadriel? Nel Signore degli Anelli?
 quel film con gli hobbit? Non l'ho mai visto.  da l che viene il
tuo nome?
Liu, sono proprio contenta che siamo amiche replicai, anche perch
mi sembrava un'occasione innocua per dirlo apertamente. Se per
lei non era la verit, la mia sarebbe stata solo una battuta. Ma in realt
ero serissima e molto sincera su entrambi i fronti. Perch neanch'io
avevo mai visto i film. Sin dalla mia nascita, una volta l'anno la mamma
mi leggeva i libri dall'inizio alla fine, per era rimasta delusa dalla
violenza dei film e non mi permetteva di vederli. E tuttavia tutti gli
altri nella comune lo hanno fatto. Ho sentito molte osservazioni intelligenti
sul contrasto.
Ma Liu mi rivolse un rapido, timido sorriso. Afferro il concetto
disse. Per... niente stregoneria. Non era proprio una domanda.
No confermai con un profondo sospiro. Niente stregoneria. Assolutamente.
Non riesco a... farla solo in minima parte. Mi voltai a
guardarla in modo eloquente.
Lei sbarr gli occhi per un istante, poi abbass la testa, strofinandosi
la parte superiore delle braccia. Nessuno ci riesce ribatt piano.
No davvero.
Chloe ci venne incontro scendendo le scale. Era corsa fino al piano
di Alchimia, dove aveva trovato Magnus e altri due tizi di New York
usciti dalla loro sessione di laboratorio che avevano reclutato praticamente
l'intera classe per venirci in aiuto. Oppure avevano puntato sul
farsi attorniare da una gran folla per tentare di raggiungere i cancelli
e scappare. Lo sbalordimento totale di Chloe quando ci vide e le sfugg
un Oddio, siete vivi! sarebbe stato offensivo se non avesse contenuto
quello che sembrava un pizzico di gioia.
I componenti delle truppe di rinforzo, ognuno dei quali voleva assolutamente
sapere cosa fosse successo, erano cos tanti che per un po'
nessuno di loro cap niente, visto che con tutto il blaterare di altre voci
che facevano sempre le stesse domande non sentivano le nostre spiegazioni.
Alla fine dovetti mettermi le mani intorno alla bocca a mo' di
megafono e urlare Il sottoscala  sigillato. Nessuna creatura in arrivo!
per rispondere almeno al quesito pi urgente della maggioranza
e calmare le acque.
Cos' successo con lo stegodattilo? mi chiese Chloe mentre cominciavamo
a muoverci in massa verso i piani superiori: nessuno sarebbe
tornato a lezione a quel punto, e ormai era quasi ora di cena. Deglut
e aggiunse in fretta Mi dispiace che... Ho pensato che fosse il caso di
cercare aiuto... ma senza incrociare il mio sguardo.
Liu ha creato uno scudo, e io e Aadhya abbiamo sistemato la parete
in tempo spiegai, ma senza dirle che andava bene, che non importava,
cosa che di sicuro avrebbe desiderato. Avevo avuto ragione,
comunque: lei non voleva un accordo. Era scappata proprio come
scappavano tutti i ragazzi delle cerchie quando spuntavano i guai,
lasciando il loro seguito a incassare i colpi. A quello serviva avere un seguito,
e chi ne faceva parte lo accettava perch era alla disperata ricerca
di una via di scampo il giorno del diploma, e non aveva nient'altro
da offrire che avrebbe indotto il componente di una cerchia a ingaggiarlo.
Ragion per cui quei poveretti usavano il proprio corpo come
scudo, e se sopravvivevano fino al diploma, almeno ai pi zelanti di
loro venivano offerti posti da riempitivi nelle alleanze dei ragazzi delle
cerchie. Cosa che non andava bene per niente, e lei poteva arrivarci benissimo da sola.
Non mi chiese di nuovo la bugia incoraggiante. Disse solo Sono
davvero felice che stiate bene, sottovoce, dopodich torn ad affiancarsi a Magnus.
...
.
...
12. L'ORDA DEL DIPLOMA.
...
.
...
La campana della cena non era ancora suonata; la linea di distribuzione
dei pasti non era aperta. Ma eravamo cos tanti che non dovevamo
nemmeno preoccuparci, come si faceva in genere, se si tentava di
andare in mensa con le lezioni in corso. Mettemmo insieme sei tavoli,
stabilimmo i perimetri e facemmo i controlli su tutti, poi ci sedemmo
ad aspettare che venisse servito il cibo, scambiandoci pettegolezzi nell'attesa.
Che fine hanno fatto i nostri amici dell'ultimo anno? chiesi a Orion.
Si staranno nascondendo da qualche parte in biblioteca, immagino
rispose lui. Io sono riuscito a sfuggire all'incantesimo tirante sul pianerottolo
di questo piano, ma loro hanno proseguito su per le scale.
Torneranno di sotto per cercare di demolire il tuo lavoro dieci
minuti dopo cena disse Magnus. Lui e Chloe si erano seduti al nostro
tavolo. Ciononostante Magnus si stava rivolgendo solo a Orion;
le lingue possono essere fastidiose quando lasciano il possessivo
nell'ambiguit, ma in questo caso era evidentissimo che il "tuo" di
"tuo lavoro" si riferiva a lui. Dovremmo convocare un tribunale e processarli.
Per quanto molte lezioni di Letteratura provino a convincerti della
verosimiglianza del Signore delle mosche, quella storia  realistica pi o
meno quanto l'origine del mio nome. Gli studenti non diventano feroci
in blocco, qui dentro. Sappiamo tutti di non poterci permettere di litigare
stupidamente tra noi. La gente va fuori di testa in continuazione,
ma se vai fuori di testa per troppo tempo, poi qualche creatura famelica
lo scopre e scopre anche te. Se qualcuno cerca di mettere su qualcosa
di particolarmente inquietante, tipo una banda di stregoni oscuri,
e gli altri studenti lo vengono a sapere ma non hanno il potere di fermare
l'iniziativa da soli, possono convocare un tribunale, termine altisonante
che equivale a un semplice mettersi in piedi su un tavolo della
mensa durante l'ora dei pasti e gridare che Tom, Dick o Kylo sono
passati al lato oscuro e chiedere l'aiuto di tutti per toglierli di mezzo.
Ma quella non  giustizia. Non esiste mano della legge che arrivi a
qualcosa di pi di una sculacciata simbolica se ti sei comportato male.
Todd era ancora in circolazione, frequentava le lezioni, andava in mensa;
dormiva, presumo, anche se non troppo bene, spero. Se qualcuno ti
d del filo da torcere,  un problema tuo; se sei tu a dare del filo da torcere
a qualcuno,  un problema suo. E chiunque altro ignorer ogni situazione
anche solo lontanamente ignorabile, perch tutti quanti hanno
i loro problemi. Vale la pena di convocare un tribunale solo se nutri
la ragionevole speranza che l'intero corpo studentesco si dichiari subito
d'accordo sul fatto che la persona che accusi costituisce un'evidentissima
e imminentissima minaccia per la vita di tutti.
Il che non era, in questo caso. Gli anziani staranno dalla loro parte
disse Aadhya, visto che a quanto pareva Magnus aveva bisogno di sentirselo dire.
Non gli piacque per niente. Immagino avesse sempre allegramente
agito sul presupposto che, se mai si fosse accorto di una minaccia
imminente alla sua, di vita, avrebbe potuto convocare un tribunale, e
tutti sarebbero stati di sicuro d'accordo con lui: come Chloe con le sue
richieste di manutenzione. Gli anziani non possono ingannare l'intera
scuola replic, sulla difensiva. E comunque non possono permettersi
uno scontro la settimana prima del diploma.
Neanche noi gli feci notare. Cosa ci guadagneremmo? Quei cinque
si diplomano tra una settimana. Intendi punirli per aver voluto
aumentare le loro probabilit a spese altrui? Mi vengono in mente alcuni
del nostro anno che farebbero lo stesso. Lui mi guard a bocca
aperta, scandalizzato dal fatto che avessi anche solo accennato a una possibile analogia.
Orion non intervenne; si stava alzando dal tavolo. La linea di distribuzione
aveva appena aperto, e noi ci dirigemmo tutti verso la ricompensa
della virt, nello specifico l'essere i primi davanti al bancone
carico di piatti caldi appena fatti. Orion verific la linea pi avanti,
eliminando un paio di nefasti mentre passava, e tutti uscimmo con i
vassoi strapieni. Nessuno parl per il resto della cena: doveva essere
il miglior pasto che chiunque di noi, ragazzi delle cerchie compresi,
avesse fatto nell'ultimo anno, se non negli ultimi tre.
Gli altri studenti sciamarono intorno a noi. Forse a met della cena,
il nostro intraprendente gruppo di anziani scese nuovamente dalla
biblioteca, sia pure con prudenza: si erano stancati di attendere che
iniziassero le urla e il massacro collettivi, presumo. Ci fissarono dalla
porta e poi, lentamente, si diressero anche loro verso la fila dopo una
breve discussione. Lungo il tragitto li aspettavano molti sguardi ostili,
dal momento che ormai tutti sapevano cosa avevano tentato di fare.
Ma Aadhya aveva proprio ragione: nemmeno uno di quegli sguardi
ostili venne dagli altri anziani. Anzi, ancor prima che uscissero dalla
fila avevano gi cinque bei posti ai tavoli migliori, ragion per cui mangiarono
tranquilli mentre gli altri studenti dell'ultimo anno guardavano
loro le spalle, il genere di cosa che fai per le persone che hanno almeno provato ad aiutarti.
Hanno davvero intenzione di tentare qualcosa disse Magnus, lanciandomi
uno sguardo duro. Se la nuova parete regger, colpiranno gli
altri sottoscala. E se non li ostacoliamo, tutti gli anziani li aiuteranno.
No, non lo faranno replic Orion a bassa voce. Pos le mani sul
tavolo e fece per alzarsi, ma io ero pronta; gli tirai un calcio secco alla
parte posteriore del ginocchio, al che lui inspir bruscamente e ricadde
ansimante sulla sedia, aggrappandovisi con forza. El, mi hai fatto un male cane! strill.
Davvero? Ma ti ha fatto male come finire spiaccicato contro un
muro con una teglia? dissi tra i denti. Metti da parte le sceneggiate
per una volta, Lake. Non ti diplomerai in anticipo.
La met dei presenti al nostro tavolo che aveva gi cominciato a
guardarmi male si volt a fissare Orion, che a quel punto era arrossito
in modo evidente. Chiunque pu tranquillamente diplomarsi in
anticipo: gli basta fare in modo di trovarsi nel dormitorio degli anziani
quando cala il sipario.  una buona idea quanto saltare del tutto la scuola, per  libero di farlo.
La bocca di Orion aveva assunto una piega caparbia. Sono io che li ho messi nei guai...
E sarai quello che mette nei guai anche noi, se privi i nefasti di met
dei diplomandi di quest'anno dissi. Come pu essere meglio? Anche
supponendo che tu non ti faccia uccidere.
Senti, se gli anziani non forzano i sottoscala, lo faranno comunque
i nefasti. Se non adesso, forse il prossimo trimestre. Se sono cos affamati
e disperati da aver cominciato a colpire le protezioni, continueranno
a farlo. Non sto semplicemente pensando di tirare fuori gli anziani
da qui, ho intenzione di sterminare i nefasti del diploma.
I cancelli restano aperti per mezz'ora al massimo. Ammesso che
non ti accoppino Pazienza e Fermezza, in quell'intervallo di tempo
non riuscirai mai a uccidere abbastanza nefasti da fare qualcosa che
non sia creare altro spazio per la crescita dei piccoli dissi. O pensavi
di soggiornare l a tempo indeterminato? Ti verr una bella fame
nel salone dei diplomi, a meno che tu non voglia metterti a mangiare
nefasti invece che estrarne il potere e basta. So che stai solo aspettando
che ti erigiamo una statua, ma non c' motivo di intestardirsi come un mulo.
Se hai un'idea migliore, sono tutto orecchie ribatt lui.
Non mi serve un'idea migliore per capire che la tua fa schifo! replicai a mia volta.
Ce l'ho io un'idea migliore. A intervenire non era stato qualcuno
che si trovava al nostro tavolo. Clarita Acevedo-Cruz aveva attraversato
la mensa per raggiungerci e si era fermata l. Io non le avevo mai
parlato prima, per la conoscevamo tutti: era la studentessa dell'ultimo
anno che avrebbe tenuto il discorso di commiato.
Ai suoi albori, la scuola aveva l'abitudine di affiggere spesso le graduatorie
accademiche. Su una parete della mensa ci sono ancora quattro
enormi cartelloni dai bordi dorati, uno per ciascun anno, con in
cima quello del diploma scritto a caratteri scintillanti; alla fine di ogni
trimestre, i nomi si spostavano con cura dall'uno all'altro nel giusto
ordine. Ciononostante, questa pratica incoraggiava pessimi comportamenti,
tra cui assassinare chi era pi bravo di te, quindi adesso viene
esposta solo la graduatoria finale degli anziani, a Capodanno, e gli
altri cartelloni rimangono in bianco. E tutti gli studenti che aspirano
a tenere il discorso - nessuno ottiene l'incarico senza cercarselo - fanno
del loro meglio per nascondere i loro voti. Si pu indovinare chi ci
sta provando dall'energia che mette nello studio, ma  difficile sapere
con certezza fino a che punto se la passi bene. Quelli che arrivano abbastanza
vicino al discorso di commiato devono avere ego enormi e
grinta da campioni purosangue, e se non sono anche dei geni pazzoidi,
compensano la mancanza con lo stacanovismo.
Clarita non solo si era procurata l'incarico, ma aveva coperto il suo
gioco cos bene che nessuno aveva mai nemmeno sospettato fosse in
lizza per ottenerlo. Di tanto in tanto aveva persino alleggerito di qualche
turno i ragazzi della manutenzione e difesa che avevano bisogno
di un po' di tempo libero, perci molti avevano dato per scontato che
lei stessa seguisse quell'indirizzo. Compresi i venti studenti che erano
finiti dietro di lei in graduatoria, trascorrendo il loro percorso
scolastico tra rivalit feroci e a tratti violente, essersi spiati gli esami a vicenda
e aver sabotato i reciproci progetti. Alla fine, dopo che l'elenco
era stato esposto con il suo nome in cima, la notizia aveva messo in
fermento la scuola per giorni. La cosa che avevano detto tutti era una
variazione sul tema del  quella tipa scialba che viene da..., e l inserivano
un Paese di lingua spagnola a casaccio. In realt Clarita veniva
dall'Argentina, dove sua madre svolgeva ogni tanto dei lavori di
manutenzione per la cerchia di Salta, ma ci vollero circa due settimane
prima che l'informazione corretta cominciasse finalmente a circolare,
perch quasi nessuno sapeva qualcosa di lei. Fino a quel momento
era stato facile non notarla: piccola, magra e con lineamenti duri, aveva
sempre indossato - di proposito, a ripensarci - smorti vestiti beige e grigi.
Era stata una strategia eccellente. Anche se era entrata nei primi dieci
solo alla fine, la sorpresa della sua comparsa dal nulla l'aveva messa
sotto una luce migliore rispetto a chi aveva palesemente inseguito
la vetta della classifica fin dall'inizio. Tre anni e mezzo passati a tenere
nascosto il proprio talento, a fare saltuari turni di manutenzione e difesa
oltre al lavoro in classe, senza vantarsi nemmeno una volta del voto
per un progetto o un esame... richiedeva pi autocontrollo di quanto
ne avesse la maggior parte degli adolescenti, per i quali i voti sono l'unica
cosa che conta, a scuola. Be', a parte sopravvivere.
L'autocontrollo di Clarita era stato ripagato da un posto garantito
nella cerchia di New York. A nessuno importava che fossi scialba se
eri in grado di lanciare sei arcani maggiori funzionanti di seguito, cosa
che lei aveva fatto per l'ultimo progetto del suo seminario avanzato.
Sapevamo anche questo perch, dopo la divulgazione delle graduatorie,
Clarita aveva fissato alla parete vicino alla porta della sua stanza
un classificatore contenente ogni singolo voto ricevuto negli ultimi
tre anni e mezzo, in modo che chiunque potesse andare a consultarlo
e vedere i giudizi nel dettaglio; magari lo aveva fatto per compensare
le vanterie mancate fino ad allora.
Peccato che ora si ritrovasse Todd in squadra. Orion non aveva voluto
parlarne granch, ma avevo capito che il padre di Todd era un
pezzo grossissimo nel consiglio della cerchia e, nonostante quello che
Chloe mi aveva promesso in biblioteca, a quanto pareva gli anziani di
New York che facevano parte del gruppo erano restii a scaricare l'adorato
figliolo di tanto personaggio. Che con ogni probabilit aveva
il controllo di uno o due dei migliori artifici difensivi che pensavano
di usare. E Clarita non aveva voce in capitolo, a meno che lei stessa
non volesse mollare l'alleanza... oltre al posto garantito che non sarebbe
stata in grado di rimpiazzare, a cos poca distanza dal diploma.
Ma avere Todd sul groppone non era colpa sua, e a nessuno di noi
servivano motivazioni ulteriori per prenderla sul serio. Tutti i ragazzi
dei tavoli vicini avevano smesso di mormorare e si sporgevano per
ascoltarla. Ho fatto i conti disse a Orion. In biblioteca ci sono i registri
degli studenti portati qui all'Iniziazione e successivamente diplomati.
Da quando hai cominciato la scuola, hai salvato seicento vite.
Cal altro silenzio, seguito da un'increspatura di sussurri mentre la
gente ripeteva l'informazione. Mi ero resa conto che aveva salvato una
quantit assurda di noi, ma fino a che punto fosse assurda non lo avevo
capito. Pi di trecento solo quest'anno. Ecco perch siamo tutti affamati,
non solo i nefasti. Le teglie del cibo non dovrebbero essere vuote
se qualcuno arriva qui prima che suoni la campana.
Orion si alz e le si mise davanti, le mascelle serrate. Non ne sono
dispiaciuto.
Nemmeno io replic lei. Solo uno stronzo ne sarebbe dispiaciuto.
Per questo  mana che dobbiamo ripagare. Rimangono ancora novecento
studenti anziani. In un anno normale, met di noi pu sperare
di cavarsela. Ma se ci siamo soltanto noi a dover ripagare tutte le vite
che hai salvato quest'anno, parliamo di meno di cento superstiti. Non
 giusto che il nostro corso si sobbarchi quell'onere.
Quindi dovremmo permettere ai nefasti di penetrare nella scuola?
disse Chloe. Cos tutti voi ne uscite, tutte le matricole muoiono,
e loro continuano a morire finch la scuola non viene chiusa per eseguire
una disinfestazione totale sul posto, sempre che sia possibile.
Questo ti sembra giusto, invece?
Certo che no ribatt Clarita in tono pungente. Uscire cos, sopra
i vostri corpi,  stregoneria, che ce ne prendiamo la colpa direttamente
oppure no. Noi... la maggior parte di noi non vuole questo. Non si
volt per lanciare un'occhiataccia a Todd, dall'altra parte della mensa,
ma la sottolineatura non sfugg a nessuno. Al posto suo, sarei stata
letteralmente inferocita con lui: tre anni e mezzo a sgobbare per raggiungere
la cima della montagna, ed ecco cosa ci aveva guadagnato.
Non solo doveva preoccuparsi di quanto Todd giudicasse sacrificabile
lei, ma era anche sul punto di uscire da scuola con una nomea legata
a lui. Tutti l'avrebbero sempre considerata la studentessa modello che
aveva comunque scelto di restare vicino a un usurpatore, per quanto
di scelta ne avesse ben poca.
Io di sicuro non lo voglio aggiunse. Ma non vogliamo neanche
permettervi di barattare la vostra salvezza con la nostra.  questo che
sento dire agli studenti anziani. Non "sventriamo la scuola", ma "perch
non far diplomare voi, il vostro corso, insieme a noi". Siete quelli
che Orion ha salvato pi di tutti. Chloe trasal in modo evidente, e
molti altri al nostro tavolo si irrigidirono. Allora? Siete disposti a farlo,
a diplomarvi in anticipo, per salvare le povere, piccole matricole?
Altrimenti... disegn una spirale verso l'alto con la mano, in un gesto
teatrale, potete anche smetterla di ripetere in giro quanto siamo
malvagi perch non abbiamo voglia di morire. Non  di aiuto per nessuno.
Sappiamo cosa va fatto, se non vogliamo pagarla con il sangue.
Dobbiamo pagarla con il lavoro.
Clarita torn a rivolgersi a Orion. In questo momento siamo oltre
quattromila, qui dentro. Dieci volte i maghi che costruirono la
Scholomance all'inizio. Abbiamo poco pi di una settimana. Ci mettiamo
al lavoro, raccogliamo tutto il mana che possiamo, poi tu scendi
nel salone dei diplomi e lo usi per aggiustare il macchinario pulitore
che sta l sotto. L'impianto sgombrer il salone prima che ci diplomiamo,
quanto basta per evitare che i nostri compagni debbano morire
tutti. Perch avremo ripagato il debito insieme. Fu costretta ad alzare
la voce per concludere il discorso: un frenetico mormorio era esploso
in ogni angolo della mensa.
Il suo piano suonava bene, senza dubbio. Se mettevi da parte la
difficolt di arrivarci, al congegno di pulitura, il problema di ripararlo
non era affatto insormontabile. Non avremmo dovuto inventarci
niente di nuovo. Le planimetrie dettagliatissime dell'intera scuola,
esposte dappertutto, comprendono le macchine che generano i muri
di fiamme mortali usati per la disinfestazione. Per i migliori artefici
sarebbe stato abbastanza facile creare pezzi di ricambio, e per i migliori
studenti di manutenzione e difesa sarebbe stato abbastanza facile
installarli.
Dal cambiamento dei toni di voce riecheggianti in mensa si sentiva
che tutti cominciavano a essere entusiasti di quell'idea. Se fossimo
riusciti ad azionare i getti di fuoco per purificare il salone dei diplomi,
non sarebbero stati solo gli anziani di quest'anno a beneficiarne.
La scuola avrebbe avuto meno nefasti per parecchio tempo, e magari
la disinfestazione avrebbe funzionato di nuovo per il nostro diploma,
e anche per quello dei ragazzi del secondo anno.
Peccato che non si possa mettere da parte la difficolt di arrivare al
congegno, purtroppo. Si ruppe per la prima volta nel 1886. La prima
squadra riparazioni - l'idea originaria delle cerchie per la manutenzione
della scuola fu procurarsi squadre regolarmente retribuite di maghi
adulti che di tanto in tanto passassero dal salone e successivamente salissero
ai piani, ah ah - in ogni caso, la prima che inviarono non usc
da qui e non ripar un bel niente. La seconda e pi numerosa riusc a
riparare l'impianto, ma solo due maghi fecero ritorno, e con una storia
davvero inquietante da raccontare. Gi allora il salone dei diplomi
era dimora dei nostri fauciomachi locali pi anziani e di svariate
centinaia di mostri straordinari, piccoli mascalzoni abbastanza intelligenti
da capire che, una volta strisciati dentro, potevano semplicemente
gironzolare per il salone in attesa del banchetto annuale di giovani
e teneri maghetti. L'impianto di risanamento si guast un'altra volta
nel 1888. C'erano delle protezioni a difesa del macchinario, ma in un
modo o nell'altro i nefasti continuavano ad attraversarle. D'altra parte,
immagino non potessero fare altro che starsene seduti l sotto tutto
l'anno a sfasciare cose.
All'epoca volarono cos tante accuse tra le cerchie che Sir Alfred in
persona si mise alla guida di una grande squadra di eroici volontari
allo scopo di eseguire quella che secondo lui sarebbe stata una riparazione
permanente. Era il Dominus di Manchester - posizione che aveva
ottenuto proprio per aver costruito la scuola - ed era comunemente
ritenuto il mago pi potente di quei tempi. L'ultima volta in cui lo
videro stava urlando all'interno di Pazienza o forse di Fermezza - i
resoconti dei testimoni differiscono riguardo al lato del cancello occupato
dal fauciomaco - insieme a una met circa della sua squadra.
La riparazione "permanente" di Sir Alfred venne scardinata di nuovo
tre anni pi tardi.
Ulteriori tentativi partirono da gruppi di genitori disperati, i cui figli
erano in procinto di diplomarsi, ma anche quelli si conclusero con i
genitori morti e nessuna riparazione eseguita. Manchester era nel caos
per la scomparsa del Dominus e di molti consiglieri, i membri delle
cerchie di tutto il mondo erano fuori di testa. Si parlava di abbandonare
completamente la scuola, solo che poi si sarebbe tornati al punto
di partenza, con la morte di oltre met dei ragazzi. Nel bel mezzo
di quel trambusto, la cerchia di Londra organizz una specie di colpo
di Stato, prese il controllo della Scholomance, quindi raddoppi il numero
dei posti - le stanze dei dormitori diventarono nettamente pi
piccole - e apr le porte agli studenti indipendenti. Un'iniziativa abbastanza
in linea con quella degli anziani attuali, che vorrebbero portarsi
dietro il nostro corso per il diploma.
Ma soprattutto un'iniziativa che ha funzionato alla grande. I ragazzi
delle cerchie ne escono vivi quasi sempre: il loro tasso di sopravvivenza
oscilla intorno all'ottanta per cento, di solito, un notevole progresso
rispetto al quaranta per cento di probabilit che hanno se restano a
casa. Sono attorniati da molti maghi pi deboli e meno protetti e, anche
nel salone dei diplomi, i nefasti non possono catturare proprio tutti
i salmoni che risalgono la corrente. Ecco, questa  la soluzione migliore
che i maghi pi potenti e geniali del secolo scorso e oltre sono
stati in grado di escogitare. Da allora, nessuno di loro ha mai tentato
di riparare il macchinario pulitore.
Eppure, tutti i volti entusiasti e felici e soddisfatti qui presenti, ognuno
impegnato a guardare con ammirazione Clarita, il genio che aveva
concepito questo piano, non avevano dubitato per un solo istante
del loro diritto di mettere in pericolo Orion per realizzare in qualche
modo il progetto. Nemmeno Orion, che vedevo sul punto di darle il
suo assenso a mano a mano che la sorpresa svaniva.
Spinsi indietro la sedia, facendola strisciare di proposito, e mi alzai
prima che potesse farlo. Pensavi di domandarlo gentilmente, prima
o poi? dissi a voce alta. Clarita e Orion si voltarono di scatto a guardarmi.
Scusa, mi stavo solo chiedendo se un "per favore" potrebbe
mai entrare in questa tua brillante idea che dipende totalmente dal
fatto che Lake, qui, si offra al posto di tutti noi. Ha salvato seicento
vite, quindi adesso deve salvarne altre per pareggiare i conti? Qualcuno
sa dirmi se c' stata anche una sola volta in cui ha ricevuto una
ricompensa qualsiasi per aver salvato uno di noi? Esplorai la mensa
con uno sguardo cos inferocito che quei pochi che fecero l'errore
di guardarmi in faccia trasalirono e abbassarono gli occhi. A me
non ha mai chiesto niente, e ormai sono arrivata a undici salvataggi.
Ma va bene,  lui che deve scendere nel salone dei diplomi, e da solo,
per aggiustare l'impianto di disinfestazione. Con una mano lavorer
e con l'altra si difender dai nefasti, presumo. Sembra un po' complicato.
E comunque come deve procedere con le riparazioni, esattamente?
Lui non  un artefice, non ha mai fatto nemmeno un turno
di manutenzione e difesa.
Gli fabbricheremo un golem... inizi Clarita.
Un golem, giusto ripetei in tono sprezzante. Di sicuro perch i
piani alti non hanno mai pensato di tentare una cosa del genere. Non
aprire nemmeno la bocca con me, razza di pecora troppo cresciuta
aggredii Orion, che mi fulmin con lo sguardo perch in effetti stava
proprio per aprire la bocca. Nessuno sopravvivr se entra l da solo,
neanche tu, e un golem non risolver il problema se prima vieni annientato
dai nefasti. Questo non  eroismo,  suicidio e basta. E dopo la
tua morte, noi saremo di nuovo qui... solo che senza di te gli anziani si
troveranno in una posizione molto migliore per decidere cosa fare anche
a nome nostro, cosa che suscit un basso mormorio tutto intorno.
Clarita aveva la bocca sottile tesa in una linea ancor pi sottile. S,
doveva aver pensato senz'altro a quell'aspetto specifico e non le era
piaciuto affatto che l'avessi trascinato sotto gli occhi di tutti. Forse
hai ragione disse. Se a lui serve aiuto, possiamo fare un sorteggio tra
le persone che ha salvato perch lo accompagnino. Forse  il caso che tu
vada, visto che sei arrivata a undici.
Posso farcela da solo intervenne Orion, inutilmente. Posso tenere
i nefasti lontano da un golem.
Cadrebbe a pezzi prima che arriviate a met del salone. E tu hai
ragione, io vado, s aggiunsi per Clarita, che aggrott la fronte; evidentemente
aveva previsto che mi tirassi indietro. Per non andremo
l sotto da soli a farci mangiare per il disturbo, e non faremo nessun
sorteggio. Se vogliamo che funzioni, dovranno essere gli studenti
dell'ultimo anno ad andare, e i migliori, anche. Cos avremo davvero
la possibilit di fare questa riparazione, se ci saranno Orion a tenere a
bada i nefasti e il mana dell'intera scuola a sostenerci.
In realt non so se la proposta di Clarita avesse mai voluto essere
qualcosa pi di un tentativo disperato con il quale, alla peggio, lei e i
suoi compagni si sarebbero sbarazzati di Orion. Ma la speranza  una
bevanda bella forte, specie quando puoi fartela offrire da qualcun altro.
Alcuni anziani della cerchia di Berlino stavano bisbigliando con
insistenza; quando finii di parlare, uno di loro si mise in piedi sulla
loro panca e ad alta voce dichiar in inglese: Berlino garantir un posto
a chiunque vada con Orion!. Si gir a guardare i tavoli di Edimburgo
e Lisbona, vicini al loro. Ci sono altre cerchie disposte a fare la
stessa promessa?
La domanda circol veloce per tutta la mensa, tradotta al passaggio
in varie decine di lingue, con gli anziani delle cerchie che subito si
strinsero a discutere tra loro, e uno dopo l'altro si alzarono quasi tutti
per dirsi d'accordo. Il che cambi drasticamente le carte in tavola.
Tutti gli studenti migliori avevano trascorso l'intera carriera alla
Scholomance cercando di arrivare proprio a quell'accordo con gli appartenenti
alle cerchie: il loro aiuto a combattere i nefasti all'uscita in cambio
di una casa dall'altra parte dei cancelli. E nella maggior parte dei
casi non avevano ottenuto un bel niente per il disturbo. I tre sul podio
s, ma la folla dei peones sotto di loro avrebbe dovuto accontentarsi
di alleanze e speranze, a meno di non provare a garantirsi posti nelle
cerchie pi piccole, posti che comunque sarebbero stati disponibili
solo per i dieci studenti migliori. Ecco perch la concorrenza per il discorso
di commiato era tanto selvaggia.
I ragazzi che si occupavano di manutenzione e difesa, invece, avevano
tutti raggiunto un accordo diverso: i migliori avrebbero probabilmente
trovato casa, ma di lavori umili e schifosi ne avevano gi fatti a
bizzeffe, e avrebbero continuato a farli per il resto della vita. Non sarebbero
stati loro a diventare membri di una cerchia a tutti gli effetti,
ma i loro figli. Un'offerta del genere significava offrirgli quell'opportunit
cui loro avevano rinunciato gi al primo anno.
Chiunque avrebbe capito quali studenti anziani stavano pensando
alla proposta e in quale cerchia avrebbero voluto vivere, e questo solo
guardando verso quali tavoli si erano voltate le loro teste. Erano molti.
Clarita stessa osservava con gli occhi socchiusi non tanto il tavolo
di New York, dove una ragazza si era alzata per annunciare che la sua
cerchia ci stava, quanto piuttosto il tavolo isolato cui sedeva ancora
Todd, in compagnia della sua patetica corte di matricole.
Entriamo nell'ultima settimana di scuola - l'espressione "settimana
di fuoco" assume un significato completamente diverso, qui dentro -
con piani abbastanza dettagliati, anche se non stiamo per diplomarci.
A parte gli esami, i saggi e i progetti finali, che si aggiungono alla
sempre crescente eccitazione dei nefasti, ormai prossima al suo apice,
questo  anche il periodo dell'anno pi intenso a livello commerciale.
Gli studenti anziani liquidano fino all'ultimo dei loro averi che
non useranno per uscire dal salone dei diplomi; tutti gli altri svendono
articoli che non gli servono pi o che possono sostituire con qualcosa
di meglio, acquistato da un diplomando in uscita. Chi pu permettersi
di accantonare beni o mana per gli scambi di fine anno corre
frenetico di qua e di l a fare grossi affari; chi non pu corre anche lui
frenetico di qua e di l, ma nel disperato tentativo di trovare tutte le
possibili occasioni per farne almeno di piccoli.
Io non vedevo l'ora di avere un po' di successo, per una volta. Oltre
all'asta che Aadhya avrebbe organizzato per me, avevo gi barattato
del mercurio con un tizio di Artifici al secondo anno in cambio della
sua coperta bruciacchiata, visto che lui ne aveva avuta una da un
anziano per una minuscola fiala contenente tre gocce di una pozione
energetica. Avrei potuto disfare la coperta e farmi all'uncinetto la nuova
maglia di cui avevo disperato bisogno mentre accumulavo mana.
Anche in circostanze normali, potrebbe sembrare una cosa assurda
di cui preoccuparsi in questo periodo dell'anno, quando ogni ora porta
una nuova eruzione di nefasti, a volte da intendersi in senso letterale,
tipo le alghe strillone che venerd mattina strariparono da tutti i
lavandini del vicino bagno femminile. Ma in ogni altro periodo dell'anno
una nuova maglia mi sarebbe costata sei gettoni delle macchinette,
sempre che riuscissi a procurarmene una invece di dover sacrificare
la mia coperta e dormire al freddo per met, il che nel migliore dei
casi ti garantisce gli stessi morsi laceranti di parassulci che il povero
- o meglio fortunato - tizio del secondo anno esibiva in una specie di
fascia bella larga sopra il bordo dei calzini lisi e macchiati, mentre nel
peggiore dei casi ti fa pungere e mangiare vivo da uno scorpione paralizzante.
Se non sei abbastanza bravo con gli scambi di fine anno, rischi
di cacciarti in un vortice potenzialmente mortale.
Certo, in questo momento io stessa stavo giusto progettando di
cacciarmi in un vortice ben pi che potenzialmente mortale, vale a
dire il salone dei diplomi. Di buono - no, scusate, di appena decentemente
positivo - c'era che non avrei dovuto sostenere neanche un
esame. Con Tecnica avevo gi finito, e Liu si era offerta di completare
il mio saggio di Storia; Chloe aveva messo insieme una decina
di ragazzi di Alchimia per terminare i lavori di laboratorio miei e di
Orion, e quell'altrimenti inutile trombone di Magnus aveva dato ordine
ad altri compagni di fare gli esami di Matematica e Lingue al
nostro posto. La scuola ti viene a cercare se il lavoro non viene svolto,
ma non gliene frega un accidente se imbrogli. Non andai nemmeno
alle ultime lezioni di venerd, se non per passare da Scienza
dei Nefasti, in una disposizione di spirito forse un po' morbosa, per
fissare l'enorme affresco del salone dei diplomi. L'unico sollievo che
ne ricavai fu sapere che stavolta, almeno, non sarei stata costretta ad
avvicinarmi ai fauciomachi. Il macchinario era proprio all'estremit
opposta del salone rispetto ai cancelli.
Trascorsi il resto della giornata a organizzarmi. Vi prometto che
fabbricher quel bauletto speciale non appena avremo chiuso questa
storia assurda, il che  importante quasi quanto voi dissi ai sutra, accarezzando
la copertina per scusarmi con loro prima di affidarli a Aadhya:
sarebbe stata lei a fare da babysitter al libro per conto mio. Devo
solo dare una mano a salvare la vita di tutti, nient'altro. Frase magari
un tantino sopra le righe, ma prevenire  meglio che curare. Il libro
si era tenuto fuori circolazione per pi di mille anni, mentre forse decine
di bibliotecari delle cerchie e centinaia di maghi indipendenti andavano
a caccia almeno di qualcuno degli incantesimi che conteneva.
Aveva ancora dell'incredibile che lo avessi trovato io e, ora che avevo
davvero usato l'incantesimo di controllo degli stati di aggregazione
della materia, ero ancora pi impaziente di tradurre il resto. Aadhya
si prender cura di te. Credimi.
Lo far disse Aadhya, prendendolo tra le mani con la massima attenzione.
Al libro non succeder assolutamente niente mentre non ci
sei. Lavorer un po' al dorso del bauletto, mi accerter di carteggiarlo
per bene in modo che si adatti alla perfezione. Lo controll con estrema
cura, mise una striscia di seta ripiegata contro il dorso dei sutra, vi
appoggi l'amaranto intagliato, e torn ad avvolgere il tutto nella tracolla
da cui lo avevo appena estratto prima di infilarlo sotto il suo cuscino.
Pos la mano l sopra e, senza guardarmi, disse: El, lo sai che
sono moltissimi gli anziani disposti a fare un tentativo, adesso che le
cerchie forniscono posti garantiti.
Era qualcosa a met tra un'offerta e una richiesta. Non c'ero pi solo
io. C'era El, alleata con Aadhya e Liu, c'erano i nostri nomi allineati
sulla parete del bagno vicino, sotto la lampada. E non era una cosa
da poco. Era tutto, e tutto per me. Se fossi scesa nel salone dei diplomi
e non ne fossi pi uscita, avrei buttato via la nostra alleanza insieme
a me stessa. Quindi Aadhya aveva tutto il diritto di insistere, di
dire che forse non avrei dovuto correre quel rischio, non solo per me
ma anche per loro.
Per non stavo semplicemente andando a farmi una gita l sotto
per il mio divertimento personale. Mi ero lasciata coinvolgere in
questo gioco per le vite di tutti e, in un certo senso, essere mie alleate
significava che avrebbero dovuto appoggiarmi, forse fino al punto
di venire con me anche loro. Il giorno del diploma, nel migliore
dei casi si hanno quindici minuti tra il primo passo nel salone e gli
ultimi passi verso i cancelli. Non ci si unisce a qualcuno se non si 
disposti a cambiare direzione quando lo si sente urlare Vai a sinistra!.
Tacendo, Aadhya praticamente mi invitava a chiedere a lei e
a Liu di venire con me.
Mi abbracciai le ginocchia, seduta sul letto. Avrei tanto voluto approfittare
di quel pretesto per tirarmi indietro. E c'era una minuscola
parte egoista e piagnucolona di me cui sarebbe piaciuto un sacco
accettare l'offerta opposta di Aadhya. Era ovvio che preferissi avere
lei e Liu al mio fianco piuttosto che un branco di studenti anziani che
non conoscevo e che aveva un ottimo motivo strategico per scaricarmi
se le cose si fossero messe male. Ciononostante, non le avrei esposte
a questo rischio insieme a me. Ero abbastanza sicura che non sarei
tornata, n io n gli altri. Dieci, forse quindici ragazzi che si lanciano
nel salone dei diplomi da soli per aggiustare l'impianto? Avevamo al
massimo una probabilit su cento. Tutto sommato avrei fatto meglio
a restare in Galles.
Cos dissi a Aadhya: Non posso lasciare che Orion vada l sotto
da solo con i peggiori piranha dell'ultimo anno. Qualcuno deve guardargli
le spalle. Gli permetteranno di salvar loro la pelle, poi gli taglieranno
il tirante e lo lasceranno laggi per obbligarlo a diplomarsi con
loro. Lui far caso soltanto ai nefasti.
Credo sul serio che gli anziani avrebbero potuto tentare uno scherzetto
del genere. Ma non era quell'eventualit a preoccuparmi. Se davvero
fossimo riusciti a riparare il macchinario, con ogni probabilit quelli
dell'ultimo anno avrebbero intrecciato una ghirlanda d'alloro apposta
per Orion, e tutti loro si sarebbero diplomati in un salone ormai disinfestato,
con posti garantiti nelle varie cerchie. Per era abbastanza
plausibile per fungere da pretesto, far andare me e far restare lei e Liu.
E io dovevo proprio andare. Perch Orion andava, e io non potevo
farci niente. Sarebbe sceso senza neanche un golem, il cretino. L'unica
cosa che potevo fare per lui, come Clarita aveva opportunamente precisato,
era accompagnarlo e offrirgli qualche possibilit di combattere.
Una ce l'aveva, adesso, perch saremmo andati con una decina di anziani,
e tra i migliori per di pi, che erano realmente in grado di svolgere
il lavoro di riparazione. E questo ero riuscita ad assicurarglielo
soltanto mettendomi in gioco di persona.
Io non ero l'eroe senza macchia della scuola. E s, tutti credevano
che stessi con Orion, ma non che ne fossi innamorata. Credevano
che lo stessi solo usando, e furba io ad averci pensato. La gente
si aspettava il peggio da me, non il meglio; quando mi ero offerta
volontaria per andare, l'avevo fatta sembrare una cosa non del tutto
folle. Nelle loro menti, se andavo era perch avevo preso la nuda
e cruda decisione che fosse una buona scommessa, almeno per una
sfigata senza prospettive di entrare in una cerchia nel caso avesse
perso Orion.
Tutti qui dentro dobbiamo giocare d'azzardo con la nostra vita, non
abbiamo alternative; il trucco  capire quando vale la pena scommettere.
Ci guardiamo sempre per cogliere segnali e informazioni l'uno
dall'altro. Quello  il tavolo migliore a cui sedersi, secondo te? Quello
 un buon corso da seguire, secondo te? Ognuno di noi desidera approfittare
di qualunque vantaggio. Il mio annuncio che sarei andata significava
che almeno una persona presunto-razionale riteneva di avere
un briciolo di possibilit di uscirne, dopodich gli appartenenti alle
cerchie avevano alzato la posta. Ecco perch adesso c'erano pi volontari
che posti, perch io avevo fatto pendere la bilancia.
E se ora l'avessi raddrizzata, chi lo sa quanti studenti anziani avrebbero
cominciato ad avere dei ripensamenti? Avrebbero potuto pensare
che in realt stessi conducendo un mio doppio gioco personale: forse
cercavo solo di far fuori una decina degli anziani migliori e di ritardare
gli altri abbastanza a lungo da impedire loro di sfasciare la scuola
o di trascinare con s al diploma tutto il mio corso. Questo s che sarebbe
stato furbo, ora che ci pensavo. I geniacci che seguivano il mio
esempio dovevano averci pensato di sicuro, e mi tenevano d'occhio
per capire se mi sarei tirata indietro all'ultimo minuto.
Clarita andava; e cos David Pires, l'ancora-indignatissimo incaricato
del discorso di - attenzione! - apertura della cerimonia del diploma,
non del discorso di commiato. Quel compito viene assegnato - ri-attenzione!
- al secondo miglior maturando, e "secondo" era proprio come
avevo voglia di chiamarlo. Era anche un incantatore, e non aveva trascorso
il periodo scolastico a nascondere la propria grandezza, tutt'altro,
lo aveva trascorso a esibire ogni singolo voto come un trofeo e a
informare chiunque gli parlasse anche solo per trenta secondi che sarebbe
stato lui a tenere il discorso di commiato. Lo aveva detto anche
a me, quando ero al primo anno e senza volere avevo fatto cadere una
delle sue traballanti pile di libri nella sala di lettura. Mi aveva urlato
contro e mi aveva chiesto se sapessi chi era, cosa che fino a quel momento
ignoravo e che non mi interess molto neppure in seguito. Per
quanto mi risultava, lui veniva perch non era convinto del posto garantito
che aveva gi nella cerchia di Sidney; voleva poter scegliere, il
ragazzo. Arrivare al discorso di commiato richiede un ego bello muscoloso,
ma il suo era strafatto di steroidi.
Dopo la prima ondata di offerte volontarie, il tipo di Berlino aveva
radunato alcuni anziani provenienti dalle cerchie pi importanti, quelli
che tutti noi consideravamo gli studenti pi potenti, e ci eravamo riuniti
in biblioteca - Orion incluso per evidenti ragioni, io tollerata - per
parlare della situazione con Clarita, David e il terzo ovvio candidato,
Wu Wen. A dire la verit, lui si era classificato solo quindicesimo tra
quelli dell'ultimo anno, e per di pi la sua presenza rendeva necessarie
ulteriori traduzioni, perch era l'unico a non conoscere una parola
di inglese. Lo aveva evitato sostenendo di essere di madrelingua cinese
mandarino in modo da poter scegliere lo shanghainese - la sua vera
madrelingua - come requisito linguistico. E infatti per poco non aveva
cannato tutti gli esami. Anzi, era passato a malapena in ogni corso
che aveva seguito che non fosse Tecnica o Matematica.
Questo vi d un'idea del genere di valutazioni che aveva ricevuto
per i suoi progetti di Artifici, considerato che proprio chiunque altro
nei primi venti aveva voti quasi perfetti in tutto e se l'era giocata con
attivit che attribuivano crediti extra. Wu Wen aveva gi un posto garantito
nella cerchia di Bangkok, ma si era offerto volontario per andare
con Orion nell'attimo stesso in cui la cerchia di Shanghai ne aveva
messo uno sul piatto.
Io non contribuii all'organizzazione se non per infastidire ancora di
pi gli studenti anziani delle cerchie insistendo nel dire che non saremmo
andati fino alla mattina del giorno stesso del diploma. Non
essere ridicola mi avvert freddamente il tipo della cerchia di Jaipur.
Non potete uscire dalle vostre stanze fino alla campana, e il diploma
 due ore dopo. Ci serve pi tempo. E se qualcosa va storto?
Allora tutti noi saremo spacciati, e nei prossimi anni chiunque rimanga
nella scuola se la vedr pi brutta del solito finch le cose non
si riequilibrano. Sta' zitto, Lake aggiunsi, rivolta a Orion, che stava
giusto aprendo la bocca per dire che in realt lui era pronto ad andare
anche quella sera, o qualcos'altro di altrettanto scemo. Scusa, ma tu
non sei capace di attenerti a un bel piano omicida di riserva nel caso
in cui non dovessimo riuscire.
Poteva trasformarsi in qualcosa di pi di un litigio, solo che riguardo
a questo argomento Clarita, David e Wen non erano pi allineati
a quelli delle cerchie... Loro non avrebbero beneficiato di nessun piano
di riserva se non fossimo tornati. Wen afferm addirittura che pi
tempo avessimo avuto per costruire i pezzi ed esercitarci a installarli
e meglio sarebbe stato.
A parte questo, il piano era in ogni caso piuttosto scontato. Ci serviva
un gruppo di artefici e ragazzi della manutenzione e difesa che
costruisse i pezzi ed eseguisse la riparazione, e ci serviva un gruppo
di incantatori che li proteggesse mentre lo facevano. Orion sarebbe
stato il nostro attacco, schizzando da dietro lo scudo a ogni occasione,
e magari facendo fuori abbastanza nefasti da permetterci di mantenere
attiva la protezione sino a lavoro finito. Gli alchimisti erano
stati sfortunati, se vogliamo dire cos. In questo caso specifico, l'impianto
avrebbe avuto bisogno al massimo di un litro di comune lubrificante
scolastico, che i ragazzi della manutenzione producevano
da s in enormi vasche.
Ho un incantesimo di protezione che possiamo usare propose
Clarita, un po' amareggiata. Capii il perch dopo che lo ebbe tirato
fuori per condividerlo con me e David: lo aveva scritto lei stessa,
e non avevo mai visto niente di simile. Esistono tantissimi incantesimi
di protezione che si possono potenziare lanciandoli in cerchio, ma
si deve comunque far passare il potere attraverso il primo mago, e se
quest'unica persona cade, anche la protezione cade. L'incantesimo di
Clarita, invece, era concepito per essere lanciato da pi persone, per
coprire un gruppo. Zigzagava tra inglese e spagnolo, e si recitava quasi
come un canto o come una rappresentazione in cui ogni mago aveva
un ruolo diverso: c'erano versi e strofe che potevamo lanciare da
soli o insieme, collegandoli l'uno all'altro, cos che tutti avessimo la
possibilit di riprendere fiato di tanto in tanto. I versi, poi, non erano
nemmeno fissi, il che significava poter anche improvvisare purch si
mantenesse lo stesso ritmo e significato di base: un vantaggio enorme
quando ci si trova in una situazione di combattimento e non si ricorda
l'aggettivo che andrebbe usato.
Era indubbiamente uno strazio cedere ad altri un incantesimo cos
prezioso gratis. Con ogni probabilit, se anche non avesse avuto nient'altro
da offrire, Clarita sarebbe comunque riuscita a entrare in un'alleanza
in forza di quella formula. Il mio miglior incantesimo di protezione
 di prim'ordine, ma fornisce solo uno scudo personale. E ce l'hanno
gi tutti, visto che l'ha inventato la mamma e che lei elargisce generosamente
i suoi incantesimi a chiunque glielo chieda. C' un mago che
viene alla comune una volta l'anno per raccogliere quelli nuovi e inviarne
copie a parecchi clienti. E lui si fa pagare. Ho sgridato la mamma,
che gli incantesimi glieli regala, ma lei dice che quel tizio offre un
servizio e che  affar suo se vuole farsi pagare per questo.
Quattro incantatori, secondo voi? disse David, alzando lo sguardo
dal fondo della pagina ancor prima che io avessi finito di leggere
un quarto del testo.
Cinque replic Clarita con un'occhiata poco lusinghiera verso di
me, anche se una persona in pi significava una diminuzione del rendimento:
pi ampia fosse stata la zona che dovevamo proteggere, pi
mana avremmo dovuto usare, e pi difficile sarebbe stato per Orion
impedire ai nefasti di colpire lo scudo sin dall'inizio. Ciononostante,
tenni la bocca chiusa; non potevo convincere nessuno di loro a fidarsi
di me dicendogli che ero bravissima.
L'incantatore successivo dell'elenco, il numero cinque, aveva gi
un posto garantito a Sacramento e non era idiota quanto Pires, perci
non si era offerto volontario per venire. Il numero sette, per, era
Maya Wulandari, una studentessa di indirizzo linguistico proveniente
dal Canada che conosceva sia l'inglese sia lo spagnolo ma non aveva
il tanto desiderato posto garantito a Toronto. Quella cerchia era una
delle poche che avevano la progredita abitudine di permettere a ogni
nuovo elemento di portare con s tutta la famiglia, e nel caso di Maya
questo significava che il fratello e la sorella minori sarebbero venuti
qui come membri ufficiali di una cerchia.
Solo che quegli evoluti circoli sono curiosamente schizzinosi. Se fosse
stata fra i primi tre, i ragazzi di Toronto avrebbero potuto offrirle
un posto garantito; essere tra i primi dieci, invece, le aveva procurato
solo un'alleanza e una promessa di attenta considerazione. Avrebbe
potuto accettare un posto garantito altrove, anche se solo per s; invece
aveva accettato di scommettere che, quando fosse uscita, sarebbe
stata in grado di persuadere il consiglio della cerchia che lei e la sua
famiglia erano un'ottima scelta. E ora aveva accettato una scommessa
ancora diversa: aveva parlato del posto garantito con gli studenti
di Toronto e avevano convenuto che, se anche lei non fosse tornata da
quella che in un eccesso di melodramma definivamo ormai "la missione",
loro avrebbero considerato il posto comunque suo... e i familiari
sarebbero potuti entrare.
L'incantatore seguente in classifica che si era offerto volontario e conosceva
sia l'inglese sia lo spagnolo era Angel Torres, al fortunato numero
tredici: neanche lui abbastanza bravo da ottenere un posto garantito
da qualche parte, dopo tre anni e mezzo passati a lottare con
le unghie e con i denti per ogni voto; era uno di quelli che sgobbavano
come muli, il genere di persona che dorme cinque ore a notte, si
annota dieci incantesimi in pi a settimana e svolge progetti che attribuiscono
crediti extra in ogni materia.
E cos eravamo cinque. Wen scorse l'elenco dei volontari e scelse cinque
artefici pi dieci ragazzi della manutenzione e difesa, ignorando
del tutto le classifiche. Gli appartenenti alle cerchie dell'ultimo anno
sbirciarono da sopra le sue spalle, fingendo disinvoltura ma prestando
grande attenzione ai nomi che aveva saltato e a quelli che aveva
scritto subito. Informazioni approfondite su quali siano i migliori artefici
e ragazzi di manutenzione e difesa in uscita sono difficili da ottenere
e di grande valore, non tanto per noi studenti, quanto per ogni
cerchia che recluti persone nuove. Wen scese quelli che parlavano cinese
mandarino, ovviamente, quindi non riconobbi nessun nome a parte
quello di Zhen Yang, una tipa di manutenzione e difesa che era entrata
qui gi bilingue e aveva fatto come Liu: aveva scelto di seguire i
corsi di Matematica, Scrittura e Storia in inglese in modo da evitare le
lezioni di Lingue e avere pi tempo per i turni.
Chiunque altro pass la settimana di fuoco nel solito misto di panico
e frenesia, con in pi l'ordine straordinario di accumulare mana
condiviso per la missione tre volte al giorno dopo i pasti. Tutte le
cerchie pi importanti dispongono gi in loco di ampie riserve di mana,
raccolte di generazione in generazione, alle quali possono attingere i
loro studenti: le tengono nascoste da qualche parte nelle aule superiori
o in biblioteca e solo gli anziani sanno dove si trovino. Dieci delle
cerchie pi grosse offrirono spartisci-potere al nostro piccolo gruppo
- Chloe mi ridiede lo stesso di prima, da New York - e in cambio
ognuno di noi vers mana nelle loro batterie. In mensa c'erano file di
ragazzi che facevano flessioni come se fosse un'esercitazione di addestramento
militare e che finivano tutti in punizione.
Il nostro gruppo, invece, trascorse la settimana nel laboratorio tecnico,
immerso nello stesso panico e nella stessa frenesia. Gli artefici
ebbero la peggio, chiaramente; dovevano fare la maggior parte del
lavoro in anticipo e noialtri portavamo i pasti e le materie prime, oltre
a proteggerli dai cinque attacchi al giorno dei nefasti che ci capitavano
tra capo e collo, cosa che immagino fosse comunque un buon
allenamento.
Clarita divent un po' meno ostile nei miei confronti dopo la prima
volta in cui lanciammo il suo incantesimo tutti insieme e con successo,
durante una sessione di prove, il mercoled. Potrebbe sembrare
il classico "meglio tardi che mai", visto che il diploma era domenica,
ma forse era anche il meglio che potessimo sperare. Lanciare un singolo
incantesimo con diverse persone in cerchio non  come andare a lezione
di yoga con un istruttore che esorta ogni allievo a seguire il suo
ritmo;  come imparare la coreografia di una danza insieme a quattro
persone che quasi non conosci per un regista esasperato che ti urla
contro se metti un dito fuori linea.
Ce ne stavamo tutti l a volgere lo sguardo sullo scudo, fieri di noi
stessi, quando il grosso condotto di ventilazione sopra le nostre teste
esplose e un soffiurbine delle dimensioni di un albero scese contorcendosi
verso di noi: ci avvolse completamente con i suoi viscidi arti
pulsanti e cominci a tentare di farci a pezzi, senza risultati evidenti.
Confesso che mandai uno strillo, il che mi mortific perch nessuno
studente anziano ebbe anche un solo secondo di esitazione. Loro avevano
passato gli ultimi sei mesi a fare percorsi a ostacoli in palestra;
forse potevi addirittura strisciare fino a uno di loro mentre dormiva,
fargli scoppiare un palloncino vicino alla testa, e lui ti avrebbe ucciso
ancor prima di aprire gli occhi.
David Pires disse soltanto Faccio io e usc dall'incantesimo, lasciando
noi a reggere lo scudo; inspir a fondo per quella che sono
certa sarebbe stata una magia davvero notevole, ma non fece nemmeno
in tempo a cominciare, perch Orion strapp il soffiurbine come se
stesse aprendo un sipario e ne trascin via l'ammasso floscio.
Venerd noi cinque innalzammo un muro-scudo che ci sembr
robusto pi o meno come la protezione principale della scuola che
avevamo sistemato nel sottoscala. E mentre ci stavamo congratulando
con noi stessi, i ragazzi della squadra riparazioni lanciarono
un grido fortissimo e cominciarono a saltare su e gi abbracciandosi
l'un l'altro. Dopo averli presi a urlacci per almeno cinque minuti
perch ci dicessero cosa stava succedendo, Yang e l'altra studentessa
che parlava inglese - Ellen Cheng, del Texas - ci spiegarono
che Wen aveva appena scoperto un modo per dividere i pezzi in tre
parti pieghevoli. Avrebbero potuto costruirli quass e installarli in
meno di cinque minuti.
Gli anziani del gruppo si resero conto all'improvviso che avevamo
accettabili probabilit di sopravvivere a tutta questa faccenda e che,
se ce l'avessimo fatta, loro sarebbero usciti dalla Scholomance come
fulgidi eroi, con posti garantiti in qualunque cerchia volessero. Prima
che arrivasse il giorno del diploma, i ragazzi della manutenzione si
diedero a una competizione selvaggia per vedere chi fosse il pi rapido:
per mantenere lo scudo pi stretto possibile, ci avrebbero accompagnato
solo i quattro pi veloci - due per eseguire il lavoro e due di
riserva, nell'eventualit in cui non fossimo riusciti a tenergli lontano
i nefasti - insieme a Wen, Ellen e Kaito Nakamura, che sarebbero venuti
nel caso avessimo scoperto che ci servivano dei pezzi imprevisti.
Era un bene che avessimo qualche ragione di ottimismo, perch
altrimenti sono abbastanza sicura che almeno met del nostro gruppo
si sarebbe tirata indietro quando arrivammo al punto critico: la
discesa.
Lo scopo dell'intera struttura scolastica  tenere la parte in cui siamo
noi del tutto isolata dalla zona con i cancelli. Se scendere fosse facile,
lo sarebbe anche salire. Il cunicolo di manutenzione che avevamo
visto sull'altro lato della parete del sottoscala, strapieno di stegodattili,
non era nemmeno sulle planimetrie. Neanche gli anziani di manutenzione
e difesa avevano idea di dove sbucasse, o se sarebbe stato sicuro
- per noi - attraversare le protezioni attivate l per tenere fuori i
nefasti. Pensavano che non avremmo avuto problemi, perch si supponeva
che il passaggio fosse stato realizzato dalle squadre di manutenzione
professionali che ogni tanto avrebbero dovuto entrare qui dentro
a sistemare cose, ma non riuscivano a trovarne traccia in nessuno
dei loro manuali, neppure quelli pi vecchi.
Era ragionevole: se tutti se ne erano dimenticati e credevano che
non ci fosse, il cunicolo avrebbe smesso di esserci, il pi delle volte,
e quell'inutile punto di vulnerabilit si sarebbe chiuso. Era probabile
che la disperazione collettiva data dalla fame avesse spinto i nefasti
del salone dei diplomi a riportarlo all'esistenza per trovare il modo
di salire fino a noi. E adesso era la nostra unica via per scendere fino
a loro, annaspando nel buio senza sapere cosa ci aspettasse l sotto.
Il giorno del diploma, quando suon la campana del mattino, Orion
venne a prendermi e scendemmo nel dormitorio degli anziani per
trovarci sul pianerottolo con gli altri del gruppo. Wen diede a ognuno
di noi un gancio da cintura per l'incantesimo tirante che, si sperava,
ci avrebbe fatto uscire vivi dal salone; l'estremit di ancoraggio
era gi fissata allo scarico della vecchia stanza di Todd, quella
proprio di fronte al pianerottolo. Tutti e tredici scendemmo a passo
di marcia fino in fondo al sottoscala, e il capo della squadra manutenzione,
Vinh Tran, svolse con cura un portello di servizio sulla mia
bellissima parete d'acciaio, usando una spatola per spianarlo. All'inizio
somigliava al semplice poster, grande e piatto, di una botola di
metallo, ma mentre lo lisciava avanti e indietro, mormorando sottovoce
qualche tipo di formula magica, cominci a sembrare parte della
parete. Vinh prese di tasca una spessa maniglia d'ottone, la inser
nel piccolo cerchio nero a un'estremit e apr il portello con un unico
rapido movimento, balzando indietro con una mano gi pronta a
creare uno scudo.
Non ne ebbe bisogno, perch dal varco non usc nulla. Orion si avvicin,
infil dentro la testa rischiarando la zona con una luce - noialtri
ci facemmo piccoli piccoli, letteralmente - dopodich disse Sembra
a posto, si tir indietro e scivol attraverso il portello con i piedi
in avanti.
Anche con il nostro eroe senza paura che faceva strada, nessuno
aveva una gran fretta di essere il secondo a entrare nel buco. Vennero
scambiati molti sguardi che, dopo un istante, finirono come previsto
per convergere su di me. Non aspettai che mi spronassero; dissi
solo Be'? Muoviamoci prima che Lake si allontani troppo e finsi di
essere assolutamente entusiasta di lasciarmi cadere in una lunghissima,
sporchissima segreta.
Sappiamo tutti che la scuola  enorme, dobbiamo andarci in giro
dalla mattina alla sera. Ma saperlo mentre arranchi fino alla mensa
non  lo stesso che saperlo quando stai scendendo per un'interminabile
scala a pioli lungo un cunicolo cos angusto che hai la schiena premuta
contro il lato opposto e i gomiti che continuano a urtare le pareti.
Una persona non  grossa come uno stegodattilo, ma da allora a
quanto pareva il passaggio si era ristretto, sulla buona strada per svanire
di nuovo, speravo. Faceva un caldo soffocante e le pareti intorno
a noi vibravano per il movimento degli ingranaggi. Il gorgoglio di un
qualche liquido che scorreva nelle tubature sull'altro lato andava e veniva,
senza mai essere abbastanza costante da diventare rumore bianco.
L'unica luce era il debole bagliore che filtrava dalla mano di Orion.
Il masticare rumoroso che avevamo sentito terminata la riparazione
del muro non era ricominciato. Dopo essere scesa per chilometri e
chilometri di scala a pioli, mi fermai e mi appoggiai all'indietro contro
la parete del cunicolo per riprendere fiato e regalare una pausa alle
braccia. Rimasi l, ansimante, per non pi di cinque secondi e, a quel
punto, sentii la prima parte del rumore, non molto alto. Proprio all'altezza
del mio collo, un pannello scorrevole incassato nella parete, alto
circa un centimetro, cominci ad aprirsi.
Non sono stupida; non restai ferma l. Ricominciai a scendere in tutta
fretta, e la parete torn a chiudersi, perci non vidi mai cosa ne sarebbe
uscito, ma sono comunque convinta che si trattasse dell'artificio
destinato a tenere sgombro il passaggio. Non poteva essere un accorgimento
semplice quanto una lama oscillante; era abbastanza geniale
da mirare al punto di massima vulnerabilit di qualunque cosa fosse
lungo il cunicolo - il trucco stava tutto l - e in pi era in grado di distinguere
gli esseri umani dai nefasti, perlomeno quanto bastava per
lasciar passare noi. Cercai di non prendermela per il fatto che era sembrato
nutrire dei dubbi su di me.
Non mi fermai pi. Dopo un altro secolo di pioli in discesa, una luce
sbocci all'improvviso sotto i miei piedi, e io feci un sospiro di sollievo,
sommesso ma esplosivo: Orion era uscito dall'altra parte, e l'assenza
di grida e digrignamenti immediati significava che la zona era
relativamente protetta. Sentii alcuni sospiri simili al mio che venivano
dal cunicolo sopra di me.
Mi lasciai cadere fuori e mi ritrovai in un locale angusto, interamente
coperto da almeno un centimetro buono di fuliggine farinosa
e pervaso dal tanfo di quello che doveva essere fumo piuttosto recente.
Ebbi il forte sospetto che fossimo tra i resti dell'ambiente in cui
si erano ammassati i nefasti che si trovavano nel cunicolo alle spalle
dello stegodattilo, dopo il loro incontro con l'artificio riparato. Detesto
questa scuola pi di qualunque altro posto al mondo, soprattutto
perch di tanto in tanto sei costretto a ricordare che a costruirla
sono stati dei geni che cercavano di salvare la vita dei propri figli, e
che tu sei indicibilmente fortunato a essere qui, protetto dal loro lavoro.
Anche se ti hanno autorizzato a entrare solo in qualit di ennesimo
ingranaggio utile.
Eravamo soltanto questo, io e tutti gli altri del gruppo: la quarta
squadra riparazioni inviata nel salone dei diplomi dai membri delle
cerchie per tentare di salvare i loro ragazzi. Tutti noi tranne il nostro
unico eroe, che stava gi esaminando le pareti in piena modalit
di caccia, gli occhi attenti e scintillanti, in mano una piccola stregaluce
che gli brillava sui capelli argentati e sulla pelle cerea, gi sottilmente
punteggiata di nero mentre lui tastava intorno, strisciando nella fuliggine,
forse alla ricerca di un portello. Anche se non ho idea del perch
secondo lui dovesse esserci un portello di servizio: non credo che
nessuno dei maghi inviati qui se ne fosse mai portato dietro uno, e lasciarlo
sul posto definitivamente avrebbe rappresentato una stupida
vulnerabilit. Il risultato pi probabile era che avrebbe fatto rumore
e rivelato ai nefasti la nostra presenza. Non che lui se ne preoccupasse;
era cos concentrato a trovare una via d'uscita che quando gli picchiettai
sulla spalla, scacci la mia mano senza nemmeno accorgersene.
Allora gli diedi un colpetto sull'orecchio, riguadagnandomi cos la
sua attenzione e un'occhiataccia; ricambiai quest'ultima e gli indicai
gli altri, ancora impegnati a scendere lungo il cunicolo, al che assunse
un'aria imbarazzata e si ferm ad aspettare insieme a me.
La stanza aveva una forma bizzarra, stretta e lunga, leggermente
incurvata ai lati: un istante dopo, mi resi conto che dovevamo essere
dentro il muro esterno della scuola. Molti dei punti di accesso per la
manutenzione che ho intravisto nel corso degli anni si trovano in spazi
intermedi di questo tipo, non evidenziati dalle planimetrie. Suppongo
che i ragazzi di manutenzione e difesa ne tengano traccia come faccio
io con i libri della biblioteca.
Vinh fu il primo del gruppo a uscire dal cunicolo. Si fiond subito
verso la parete interna con un paio di piccole cuffie argentate che appoggi
con cura al metallo. Ripet l'operazione in alcuni punti, grossomodo
nella met inferiore della parete, ascoltando attentamente.
Prima che tutti gli altri scendessero, trov una posizione di suo gusto.
Spazz via la fuliggine, poi tir fuori uno straccio e un minuscolo
contagocce; fece cadere tre gocce di liquido sullo straccio e, quando
lo strofin sulla parete disegnando piccoli cerchi, il metallo mand
un luccichio e assunse la trasparenza un po' torbida di uno specchio
unidirezionale, davanti al quale ci accovacciammo a turno per sbirciare
quello che ci aspettava.
Durante la mia infanzia, sono stata regolarmente trascinata alle partite
di rugby. La maggior parte della gente non ti considera un gallese
come si deve se non nutri una forte passione per questo sport, ragion
per cui mi rifiutavo con tutte le mie forze di interessarmene, ma
di tanto in tanto la mamma veniva invitata gratis e in quei casi insisteva
perch la accompagnassi a titolo di esperienza. Una volta andammo
a una partita allo stadio nazionale di Cardiff, uno dei pi grandi
del mondo: settantamila persone che urlavano tutte insieme "Gwlad!
Gwlad!" e che riempivano pi o meno l'intera struttura. Adesso, per,
eravamo noi quelli che sarebbero scesi in campo, e il pubblico avrebbe
cercato di mangiarci vivi.
L'asse rotante della gigantesca colonna centrale della scuola sembrava
davvero piccolo nel punto in cui attraversava il salone. L dove
molteplici nefasti e incantesimi avevano strappato l'elegante rivestimento
di marmo di un tempo c'erano rattoppi di metallo chiazzati
di grasso nero. Sottili colonne di bronzo si innalzavano lungo le
pareti per poi convergere in alto come raggi, sino a creare un soffitto
simile alla ruota di una bicicletta. Tra l'una e l'altra, il marmo si
era sgretolato in pi punti, mettendo a nudo il metallo sottostante,
e sul soffitto c'era un unico enorme buco che suggeriva una sgradevole
quantit di danni strutturali. Strisce di reti scintillanti di qualcosa
di appiccicoso si intrecciavano poi tra gran parte delle colonne
di bronzo e il pilastro centrale, ad altezze diverse, come se qualcuno
li avesse drappeggiati di bandierine ormai cadute: da qualche parte
l sopra dovevano nascondersi i ragnisirena, in attesa di balzare addosso
alle loro vittime.
Per eravamo fortunati: i nefasti avevano chiaramente rinunciato ad
arrampicarsi per il cunicolo. Ormai cercavano solo di assicurarsi una
buona posizione andando ad ammassarsi su entrambi i lati del salone,
vicino alle grandi pareti scorrevoli che si sarebbero aperte quando
il dormitorio degli anziani fosse sceso fin l. Fuori dalla nostra piccola
intercapedine, avevamo campo libero, e Vinh ci mostr in silenzio
un paio di enormi forme cilindriche contro il muro, dotate di corazza,
con tubi e cavi che fuoriuscivano e due grandi lastre di vetro nel
mezzo: la nostra destinazione. Il tratto che portava al macchinario era
quasi del tutto sgombro.
L'impianto era stato costruito - saggiamente - nella parte pi isolata
del salone, proprio di fronte ai cancelli. La guida ufficiale al diploma
mette in guardia con forza dal rifugiarsi in quella zona, anche
solo temporaneamente o per lanciare un incantesimo pi complicato.
Pu sembrare allettante e sicura, ma c' un motivo se i nefasti non gironzolano
da quelle parti mentre aspettano:  una pessima idea, cos
come lo  qualunque altra cosa ti allontani dalla mandria di studenti
in fuga. Se sei in grado di evocare una luce artica, di congelare sul posto
chiunque incroci e di sfrecciare fuori prima che si sciolga, va bene.
Ma se puoi fare questo,  molto probabile che tu possa fare anche altro
che per essere lanciato non richieda sette minuti, durante i quali
 estremamente facile essere interrotti. In linea di massima, chiunque
non rimanga insieme al branco viene acchiappato come dessert quando
alla fine tenta di fuggire, perch tutti gli altri sono gi andati da una
parte o dall'altra e lui riscuote tutta l'attenzione del salone.
Come eravamo sul punto di fare noi, pensiero molto allegro. I nefasti
non erano proprio sulla nostra traiettoria, ma ce n'erano comunque
tantissimi, occupati a graffiarsi e inerpicarsi l'uno sull'altro per arrivare
in cima al mucchio, chiaramente cos affamati da aver messo da
parte qualsiasi cautela. Era spaventoso guardare quell'ammasso brulicante,
spaventoso quanto camminare nei boschi e imbattersi in uno
stuolo di formiche e scarafaggi e ratti e uccelli che divorano un tasso
morto. Victoria di Seattle aveva avuto ragione a preoccuparsi della
possibilit di non avere spazio per muoversi. Quando li avessero scaricati
in mezzo a quella moltitudine esaltata, gli anziani sarebbero stati
fatti a pezzi da tutti i lati nel giro di pochi istanti di delirio. Avevano
un'aria piuttosto cupa quando si rimettevano in piedi dopo aver sbirciato
da quella specie di spioncino.
Se non altro la situazione rese evidente che dovevamo assolutamente
portare avanti il nostro piano. Non ci fu alcuna discussione. Ci
mettemmo tutti in fila dietro Orion, e Vinh apr un altro portello, collegato
con cura all'estremit del tirante dell'incantesimo in modo che
si chiudesse e sparisse alle nostre spalle quando al ritorno lo avessimo
attraversato.
Non posso dire granch sull'entrare nel salone dei diplomi. Non fu
peggio che entrare in un fauciomaco. Per giunta, quanto stavamo facendo
era cos folle che i nefasti non reagirono subito alla nostra presenza.
Quelli vicini alle pareti erano troppo occupati a lottare tra loro,
e gli altri erano gli opportunisti pi deboli, che se ne stavano rannicchiati
sulla difensiva in angoli bui, in attesa di avere una botta di fortuna
e poter mangiare. I veri mostri, invece, rimanevano immobili
dov'erano: Pazienza e Fermezza, ai cancelli, borbottavano tra s in un
susseguirsi di frammenti di canzoni senza senso e piagnucolii di neonati
sonnecchianti, gli occhi quasi del tutto chiusi e i tentacoli a tastare
pigramente lo spazio sgombro intorno a loro.
Secondo il nostro piano originario, avremmo dovuto correre come
il vento fino al macchinario mentre Orion ci teneva lontani i nefasti e,
una volta l, sollevare lo scudo. Ma quando nessuna creatura ci balz
subito addosso, Clarita invece cominci a camminare a passi lenti e
metodici, tenendosi ben eretta. Tutti noi ci mettemmo in fila dietro di
lei. I nefasti contro le pareti iniziarono a sollevare la testa e a osservarci,
ma dal momento che fino ad allora nessuno era mai stato cos stupido,
non riuscirono a dare un senso immediato alla nostra presenza.
Purtroppo, un sacco di nefasti non dispone di abbastanza cervello per
dare un senso a niente, ha solo l'equivalente di un naso per capire che
ci sono degli appetitosi sacchetti di mana nelle vicinanze. Un manipolo
di piccole creature zampettanti avanz verso di noi, producendo
stridenti ticchetti sul pavimento.
Questo bast perch alcune gheburiene dai fianchi pi scavati si alzassero
e lasciassero il branco che dormiva per venire a indagare su di
noi, sottili gocce di bava violetta che colavano ai lati delle loro mascelle
mentre procedevano silenziose nella nostra direzione. Cominciammo
tutti a camminare pi in fretta, e a quel punto scoprimmo che l'enorme
buco nella cupola non era un enorme buco ma un'enorme ala
della notte che lasci andare il soffitto e scese planando verso di noi.
Orion disse Bene, andate!, e la sua simil-spada si illumin mentre
noi schizzavamo via.
Le gheburiene si precipitarono immediatamente al nostro inseguimento.
Sono uno degli incroci pi stupidi che siano mai stati fatti:
dal ghepardo alla iena passando per il bufalo indiano e il rinoceronte,
oltre a un paio di altri animali visivamente non meglio identificati.
Vennero fusi insieme ai tempi della gloria coloniale da alcuni deficienti
che avevano avviato una cerchia in Kenya e che desideravano
maggiori stimoli nella caccia. Un'alchimista indipendente, che si era
scocciata di vivere con i profani locali, accett di svolgere qualche
lavoretto per quelli della cerchia in modo da poter andare e venire a
suo piacimento, dopodich pens bene di migliorare le gheburiene
dotandole della deliziosa caratteristica aggiuntiva di un morso paralizzante,
quindi le liber. Questa fu la spiacevole e cruenta fine della
cerchia, ma le gheburiene sopravvissero, e adesso capita che qualcuno
le allevi di proposito in sostituzione dei cani da guardia. Forse
non sono nefasti veri e propri; se ne cresci una come si deve, non ti
uccider per il tuo mana neanche se  affamata. Ma il pi delle volte
non vengono cresciute come si deve, visto che il loro scopo  appunto
uccidere gli intrusi per il mana. La mamma si arrabbia sempre
per come sono maltrattate.
Al momento, per, mi sentivo tutt'altro che comprensiva nei loro
confronti. Di solito sono in discrete condizioni quando non ho ricevuto
da poco una ferita allo stomaco, ma non ho nemmeno trascorso gli
ultimi sei mesi a fare scatti di velocit in palestra. Ero in coda al gruppo.
Con lo spartisci-potere al polso, avevo a disposizione abbastanza
mana per uccidere l'equivalente di un intero continente di gheburiene,
figuriamoci quelle tre bestiacce spelacchiate e mezze morte di fame,
ma se mi fossi voltata per lanciargli contro un incantesimo, sarei finita
isolata e circondata, e se anche lottando fossi riuscita ad avvicinarmi
a tutti gli altri, avrei bruciato enormi quantit del mana condiviso
che ci serviva per le riparazioni.
Ma la prima gheburiena stava gi artigliando il mio scudo personale,
e se avessi atteso pi a lungo, una di loro ci avrebbe piantato anche
i denti. Avevo scelto il punto in cui girarmi, appena oltre un mucchio
di rifiuti di marmo e ossa, quando Ellen inciamp in una lastra
spezzata del pavimento e cadde nemmeno due passi davanti a me. Lo
slancio mi port a oltrepassarla, e non mi girai: era inutile. Il suo grido
si era gi trasformato in un gorgoglio morente, e sapevo bene che
non era il caso di renderlo reale voltandomi a guardare. Fin quando
non guardavo, lei non era costretta a morire, e io non ero costretta a
provare qualcosa per lei, che solo due giorni prima mi sorrideva raggiante
mentre mi diceva che ce l'avremmo fatta. Non potevo permettermi
di provare qualcosa proprio adesso.
Riuscii ad arrivare al macchinario e mi allineai a David. La moltitudine
di nefasti ammucchiata contro le pareti si stava girando verso
di noi come una singola enorme creatura informe che si sollevava per
poi trascinarsi a terra con un movimento liquido. Quelli che prima erano
in fondo si precipitarono verso di noi il pi velocemente possibile,
nel tentativo di sfruttare l'inattesa posizione di testa e, intanto, quelli
che prima erano davanti cercavano di riprendersi il comando. Clarita
aveva gi cominciato a lanciare il suo incantesimo. Gridai a mia volta
i versi che mi erano stati assegnati, e insieme agli altri innalzammo
il muro-scudo, proprio mentre la squadra riparazioni strappava
via il lucido ottone che copriva il macchinario: tutto secondo il piano.
Fu allora che Wen esclam qualcosa in cinese mandarino che purtroppo
ero certa fosse molto, molto volgare.
E guardate, lo dico in mia difesa, c'erano stati eccellenti motivi per
diffidare degli anziani, ragion per cui avvicinarsi al diploma era l'unica
soluzione sensata. Detto questo, col senno di poi, era probabile che
gli anziani non sarebbero comunque stati in grado di portare avanti
un piano B efficace nemmeno se fossimo partiti la notte prima e, in effetti,
concedersi un po' pi di tempo per prepararsi alle cose che potevano
andare storte sarebbe stata un'idea migliore. Ero sicurissima che
se fossero andate pi storte di cos, saremmo morti tutti in ogni caso.
Avrei avuto ragione. Saremmo morti tutti, in circostanze normali.Eravamo nel bel mezzo dell'orda del diploma, da soli. Avevamo il mana di tutta la scuola che ci si riversava dentro, perci forse saremmo
riusciti a reggere lo scudo di Clarita per quei venti minuti di bombardamento
violento. Poi avremmo esaurito il mana, e lo scudo sarebbe
caduto, e i nefasti ci avrebbero fatti a brandelli.
Ma non erano circostanze normali quelle in cui ci trovavamo, perch avevamo Orion.
Fu un'esperienza davvero atroce: starsene l a reggere uno scudo,
ad ascoltare la squadra riparazioni che martellava e rimartellava disperatamente
alle nostre spalle, senza avere la minima idea di quale
fosse il problema o di quanto ci avrebbero messo ad aggiustare l'impianto.
Nessuno di noi della squadra protezione lo sapeva; avevamo
perso Ellen, e Zhen non era venuta, essendosi piazzata solo quinta
nella gara di riparazione veloce. L'unico modo in cui avremmo potuto
avere subito una spiegazione avrebbe comportato farcela dare
in francese da Vinh, che in quel momento era inginocchiato per terra
con l'intero busto immerso nel macchinario. Gridava informazioni
rimbombanti e soffocate che sembravano di un'estrema urgenza
a Wen e Kaito, che fuori demolivano frenetici uno dei pezzi di artificio
che avevano passato tanto tempo ad assemblare nel laboratorio
tecnico. Rimpiansi profondamente di non aver trovato il tempo per il cinese mandarino.
E durante tutto questo, Orion continuava a compiere atti eroici non stop,
riversando dentro di noi nuovo mana a ogni nefasto che massacrava.
L'idea originaria era che restasse dietro lo scudo ed effettuasse
incursioni all'esterno quando qualcosa di particolarmente pericoloso ci
attaccava o minacciava di abbattere la protezione. Ma lui non era tornato
indietro nemmeno una volta per bere un sorso d'acqua. Rimaneva
l fuori e basta, del tutto allo scoperto, e continuava a uccidere nefasti sotto il nostro naso.
Io, invece, non avevo niente da fare se non starmene ferma l come
un masso, contribuendo a mantenere in funzione quel cavolo di scudo,
il che era a malapena uno sforzo perch quasi nessuna creatura riusciva
a oltrepassarlo per colpirci. Era come guardare Orion in TV, attraverso
una sicura, spessa lastra di vetro.
A un certo punto i nefasti indietreggiarono sul serio. Non so bene
quanto fosse durata, forse cinque minuti, forse un secolo; a me di sicuro
sembrava un secolo. Orion respirava affannosamente, i capelli gocciolanti
e megachiazze di sudore lungo la schiena, intorno a lui un cumulo
di nefasti sgonfiati, trafitti, inceneriti, o altrimenti eliminati che
disegnava un semicerchio largo una trentina di centimetri abbondanti;
le creature ancora vive, riunite sull'altro lato, formavano un muro
inamovibile di occhi incandescenti, bocche bavose e metallo scintillante.
I saprofagi erano gli unici ancora in movimento: ce n'erano cinque
o sei, e ognuno stava filando via tutto contento con i resti di una
vittima di Orion. Gli altri esseri si limitarono a mantenere la posizione
per un minuto buono prima che uno di loro ci riprovasse, e anche
in quel caso senza attaccare lui direttamente ma cercando di aggirarlo
per colpire noi.
Non appena quello si lanci, subito se ne fecero avanti altri dieci,
ciascuno dei quali tent di approfittare del diversivo. Ma noi mantenemmo
lo scudo alzato contro di loro senza problemi, o almeno senza
problemi per me, finch David Pires non croll di colpo. Intravidi
il suo viso grigiastro: penso fosse morto ancor prima di ruzzolare in
avanti attraverso lo scudo. Spero fosse morto. Perch quattro nefasti
diversi si impossessarono di lui all'istante, e un attimo dopo altri dieci
si ammucchiarono sui primi. Orion scatt in quella direzione, ma
quando arriv sul posto e tutte le creature si dispersero davanti a lui,
di David non era rimasto proprio niente, nemmeno una macchia di
sangue: come se si fosse volatilizzato.
Cento nefasti approfittarono di quella nuova breccia per attaccarci,
e Orion non riusc a fermare l'intera ondata tutta in una volta: vennero
a schiantarsi contro lo scudo proprio nel momento in cui era indebolito.
Molti incantesimi lanciati da pi persone crollano subito se
una viene a mancare. Quello di Clarita, invece, aveva una tolleranza
agli imprevisti molto migliore, come una conversazione che riesce a
sopravvivere quando qualcuno esce dalla stanza purch gli altri continuino
a parlare.
Ci eravamo anche esercitati a mantenerlo attivo mentre uno di noi
ne usciva. Ma non ci eravamo esercitati a farlo dopo una serie continua
di attacchi durata un secolo: Maya, che prima si trovava tra me
e David, mand un rantolo strozzato e si interruppe a sua volta, poi
sfil la mano dalla mia e barcoll all'indietro di qualche passo prima
di afflosciarsi a terra premendosi il petto.
Con voce stremata, Clarita stava gi declamando il verso seguente
di David. Io intervenni subito dopo con la parte di Maya e mi allungai
ad afferrare la mano di Clarita per chiudere la fila: ormai eravamo
rimasti solo in tre, con Angel Torres sull'altro lato. Lo scudo tremol
per un attimo, simile a nebbiolina estiva sulla strada, e un gigantesco
vermaspiratore lungo quanto un autotreno di dimensioni rispettabili
eruppe dalla moltitudine dei nefasti e si scagli dritto verso di noi.
Venne a sbattere sullo scudo proprio sotto i miei occhi, con la bocca
a ventosa come una lampreda, le fauci circondate da tentacoli tipo
Sarlacc e piene di denti fosforescenti dallo smalto rosa fluo, tutti al lavoro
per far presa sullo scudo in modo che la creatura potesse cominciare
a ruotare su se stessa e praticarvi un foro.
L'incantesimo di protezione equivaleva a una conversazione, perci
evocai il ricordo dei modi in cui le persone mi facevano capire
che la mia presenza alle loro, di conversazioni, non era gradita: spalle
girate e voci volutamente abbassate. Mi concentrai su quel pensiero
come se David e Maya non fossero davvero usciti dall'incantesimo
ma avessero solo girato un po' le spalle per evitare che il vermaspiratore
sentisse quanto bastava di quello che dicevano e volesse partecipare,
perch non era desiderato e doveva togliersi di torno. Fu utile
che mi facesse male ripensare a queste cose. Mormorai tra i denti
i versi successivi di David e in uno scoppio di rabbia schiaffai altro
mana nello scudo, tanto che il vermaspiratore perse la presa e scivol
a terra. Sette nefasti pi piccoli gli balzarono subito sul dorso e
lo fecero a pezzi.
Clarita gir la testa di scatto per fissarmi, ma proprio in quel momento,
alle nostre spalle, Vinh mand un urlo di trionfo e riemerse
dal macchinario. Non potevamo voltarci a guardare, ma sentii l'intera
squadra riparazioni intonare il canto finale, la prima cosa conosciuta
che facevano. L'ondata di mana che sgorg da loro fu cos forte che la
sentii abbattersi sulla mia schiena, un crepitio come di elettricit statica,
dopodich Vinh e Jane Goh tornarono a spingere la copertura sul
macchinario con gran fragore metallico, e la squadra riparazioni venne
ad afferrarci per le spalle, segno che erano pronti.
Allons, allons! grid Vinh, ma in realt non ci serviva il suo ordine.
Kaito stava aiutando Maya ad alzarsi e aggrapparsi a lui, e io cominciai
a gridare come una pazza Orion, vieni subito qui! Orion! Orion
Lake, dico a te, disgraziato ammasso di pudding crudo, ce ne andiamo.
Orion! E se pensate che fosse gi abbastanza cos, posto che in
quel momento si trovava a meno di un metro da me, sono completamente
d'accordo con voi, peccato che non fosse abbastanza. Non aveva
nemmeno la scusa di essere nel bel mezzo di un aspro combattimento,
perch aveva appena sgombrato un altro provvisorio semicerchio intorno
a s e restava accovacciato l ad aspettare. No, dico, ad aspettare!
Meno male che c'erano altre persone sane di mente in giro; Angel,
sull'altro lato di Clarita, si chin e con la mano libera raccolse da terra
un pezzo di marmo spaccato che tir contro Orion con... be', onestamente,
con tutta l'abilit di un bambino di quattro anni, riuscendo a
colpirlo di striscio a una scarpa. In ogni caso, bast questo perch Orion
si girasse di scatto e centrasse Angel - per fortuna avevamo ancora lo
scudo in funzione - salvo poi sbarrare gli occhi per un istante nel capire
cos'aveva appena fatto. Ma a quel punto fu costretto a rimettersi
in giro per far fuori i due nefasti che lo avevano aggredito nelle prime
fasi di combattimento. Lake, sei un cretino totale! urlai inferocita,
ma fortunatamente la testa non gli si svuot cos presto, stavolta; si limit
a uccidere i due nefasti, fin il giro, corse da noi e afferr la mano
tesa di Angel, dopodich Wen attiv il traente che aveva alla cintura.
Non avevo mai viaggiato con un incantesimo tirante. Se ritenete che
fare bungee jumping dallo strapiombo pi alto del mondo sia l'esperienza
pi bella che potete immaginare, questa la trovereste da sballo.
Personalmente, non sono d'accordo. Urlai senza sosta per l'intero
tratto in cui il tirante ci trascin ad altissima velocit in mezzo all'orda
di mostri, gli ultimi residui del nostro scudo che li scaraventavano
lontano, e per tutta la risalita dello stretto cunicolo di manutenzione,
durante la quale ci sbatacchi dolorosamente avanti e indietro. Urlai
ancora pi forte nel momento davvero singolare in cui uscimmo dal
passaggio, sorvolammo il pianerottolo e finimmo nella stanza di Todd,
dove, grazie alla comune forza d'inerzia, oltrepassammo il margine!
Una met del gruppo rimase per un attimo sospesa all'esterno, nel
nulla spalancato in tutta la sua inverosimiglianza sotto di noi, intorno
a noi, e a quel punto avrei cominciato a urlare in modo completamente
diverso, ma il tirante si tese un'altra volta, ci fece riattraversare
come fulmini la stanza di Todd e ci scaric in mezzo al corridoio del
dormitorio degli anziani.
Se di fatto il mio cervello avesse subito modifiche tali da impedirmi
di comunicare con chiunque, in quel momento non avrei colto la
differenza. Ero crollata in ginocchio sul pavimento, scossa dai tremiti,
le braccia strette intorno allo stomaco e la sensazione che la mia faccia
fosse fatta di plastica, una plastica che mi si era in parte squagliata
sulle ossa. Tutto intorno a noi risuonavano le porte sbattute su e gi
per il corridoio, i passi affrettati dei gruppi di anziani che ci correvano
davanti, alcuni lanciandoci sguardi meravigliati ma senza rallentare
affatto, e all'inizio non riuscii a riprendermi abbastanza da capire...
Graduacin! Diploma! esclam Clarita, e lei, Angel e Maya scapparono
via in direzioni diverse, confondendosi tra la folla, Maya malferma
sulle gambe ma ancora vitale nonostante la pelle bluastra e sudata;
anche l'intera squadra riparazioni si era messa a correre: ognuno
di loro andava a raggiungere i suoi alleati.
Orion mi afferr la spalla, e io feci uno strillo allarmato: era come
un formicolio per tutto il corpo. Ci siamo persi la campana! grid
per sovrastare tutto quel casino.
Annuii e mi rialzai barcollante per seguirlo, schivando gli studenti
anziani; torn a precipitarsi verso la scala, precedendomi proprio
mentre sentivo qualcuno gridare: El! Orion!. Mi fermai: Clarita era
sulla porta di una stanza appena visibile alla curva del corridoio e mi
faceva cenno. Non arriverete prima che inizi la disinfestazione! Non
fate pazzie!
Esitai, ma Orion stava gi sparendo su per le scale, due gradini alla
volta, cos scossi la testa in direzione di Clarita e gli corsi dietro. Non
fu un'ottima decisione. Orion era sparito, e io fui costretta a fermarmi
di l a poco per riprendere fiato, aggrappata alla ringhiera che tremava;
le scale si muovevano avanti e indietro come una nave che beccheggia,
e il mio stomaco le accompagnava. Mi obbligai a rimettermi
in marcia, e all'improvviso Orion riapparve, mi afferr per un braccio
e cominci a trascinarmi con s verso l'alto. Non mi arrabbiai nemmeno,
mi strinsi solo l'altro braccio intorno allo stomaco per schiacciarvi
dentro il dolore e lasciai che mi impedisse di cadere mentre salivo
vacillante insieme a lui.
Sentimmo tutto un raspare e graffiare che and aumentando ancor
prima che arrivassimo al pianerottolo del piano del laboratorio tecnico,
e nel momento in cui vi mettemmo piede, una marea di nefasti minuscoli,
squittenti, striscianti e saltellanti, venne fuori dal corridoio e
si scagli verso di noi, in un fuggifuggi cos caotico che a nessuno venne
in mente di fermarsi per cercare di mangiarci; dall'alto e dal basso
della scalinata sopraggiunsero altre moltitudini in rotta che correvano
in direzioni opposte, travolgendosi a vicenda e trasformandosi in
un'orda confusa di zanne e artigli.
Con un grugnito di fatica, mi feci ansimando gli ultimi gradini fino
al pianerottolo del laboratorio tecnico, ma i rumori prodotti dai nefasti
cominciavano a essere soffocati da un ruggito crescente, simile
a quello di un fal collegato a un amplificatore, che veniva da sopra
e da sotto. La scala si stava riempiendo di ombre dai contorni affilati
nella luce sempre pi intensa. Orion rimase impietrito dov'era,
stringendomi ancora il braccio, poi mi trascin nel corridoio del laboratorio
tecnico. Ma non potevamo scappare da nessuna parte. Davanti
a noi, il muro bianco-azzurrognolo di fiamme mortali stava gi
inondando il corridoio dal pavimento al soffitto simile a una tenda
sussurrante, crepitante, interrotto solo dalle ombre dei nefasti catturati
e inceneriti nella sua cascata, guizzanti forme scure tra gli ultimi
tormenti, e piccoli nefasti robotici cadevano a pezzi tra grandi sferragliamenti
quando venivano privati della loro energia. Scariche di
elettricit statica si arrampicavano sui pannelli e strisciavano sui pavimenti
come ragni, precedendo il muro di fiamme che dilagava nella
nostra direzione.
Orion aveva il respiro corto e affrettato. Gi nel salone non lo avevo
visto spaventato nemmeno una volta, ma le fiamme non sono nefasti:
loro divorano i nefasti, divorano qualunque cosa trovino sulla loro
strada che abbia mana o stregoneria da bruciare. Le magie da combattimento
non servono a niente in questo caso; contro le fiamme non si
pu lottare. Ma a Orion va riconosciuto che non si fece prendere dal
panico, anche se stava fissando la sola e unica cosa che temesse davvero;
rimase l a guardarla quasi senza espressione, come se non riuscisse
a credere che quanto accadeva stesse accadendo a lui.
Mi raddrizzai e chiusi gli occhi, preparandomi a lanciare incantesimi,
dopodich dovetti spingerlo via; cercava di prendermi la mano,
e in quel momento la mano mi serviva con una certa urgenza. Cosa
fai? chiesi, provando a liberarmi. Insisteva come uno sciocco in quella
manovra. S, non ne avevo davvero la pi pallida idea: non sapevo
cosa stesse facendo Orion con il suo tentativo di tenermi per mano in
quello che riteneva l'istante del suo imminente decesso, ma non appena
dedicai alla cosa giusto uno straccio di pensiero, la risposta divenne
cos evidente che mi sentii un'idiota totale. Vuoi metterti con
me? gli urlai contro, inferocita, e lui si volt, i lineamenti contratti da
una determinazione sofferente, mi prese il viso e mi baci.
Gli diedi una ginocchiata con tutta la forza che la situazione richiedeva,
dal momento che mi serviva anche la voce, oltre alla mano, e
poi lo spinsi sul pavimento in modo da poter ritornare all'incendio
che avanzava ed evocare il mio personale muro di fiamme letali, appena
in tempo per innalzarlo intorno a noi come una fascia tagliafuoco.
...
.
...
13. FIAMME MORTALI.
...
.
...
Dentro il nostro improbabile rifugio cominci a fare molto caldo, ma
non era necessario che la protezione durasse a lungo. Il muro di disinfestazione
ci pass davanti rombando in meno di un minuto e prosegu
il suo allegro cammino divoratore lungo il corridoio. Rimossi il
mio, di muro - era un po' refrattario a essere disevocato senza aver
potuto consumare niente, ma riuscii comunque a farlo smammare
- e rimanemmo l, soli nel corridoio fresco d'incendio, con il lieve odore
di fungo carbonizzato che usciva da ogni bocchetta per via dei nefasti inceneriti.
Continuai a starmene risolutamente in piedi, fissando il muro di
fiamme che ci aveva superati come se pensassi di vederlo tornare indietro
da un momento all'altro. Non sarebbe successo: le pulizie di
fine anno sono rapide e scrupolose. I muri di fiamme letali si mettono
in funzione a coppie e si allontanano l'uno dall'altro in direzione di
quello successivo in fondo al corridoio, tutti posizionati e programmati
in modo da non lasciare angoli per nascondersi. Nello stesso momento
in cui il "nostro" muro ci aveva oltrepassati, gli altri due nel vano
scale si erano incontrati sul pianerottolo. Poi si erano spenti entrambi
con uno sfolgorio, mentre forse quello che ci era piombato addosso si
estingueva un po' pi in l lungo il corridoio. Ciononostante, ero molto
pi incline a tenere d'occhio un muro di fiamme mortali piuttosto
che guardare Orion, perch a questo punto mi sarebbe toccato vedere
la sua espressione e magari dirgli anche qualcosa.
Poi ci manc poco che finissi gambe all'aria quando l'intera scuola
cominci a sussultare e sollevarsi sotto i miei piedi. Le pareti e il pavimento
all'esterno del cerchio disegnato dal mio muro di protezione
erano ancora roventi, perci fui costretta ad accucciarmi insieme a
Orion dentro quel minuscolo spazio sicuro, dove ci stringemmo a vicenda
con un braccio, tendendo l'altro come un goffo surfista a due teste
nel disperato tentativo di non cadere e ustionarci sulle pareti surriscaldate.
Almeno non potevo sentire quello che cercava di dirmi. Gli
ingranaggi erano in funzione, cento volte pi rumorosi di quando ero
nascosta e al sicuro in camera mia per il diploma, e la scala l fuori prese
a muoversi sul serio, tra orribili cigoli. Il familiare pianerottolo del
nostro dormitorio stridette mentre si portava pian piano in vista, dopodich
prosegu fino a dileguarsi pi sotto; scomparve del tutto prima
che la scala tornasse a bloccarsi in posizione con un pesante tonfo
metallico, interrompendo cos lo stridore.
Un attimo dopo gli spruzzatori si attivarono tutti insieme, e in un
batter d'occhio il corridoio si riemp di nuvole di vapore. Bagnati fradici,
ci ritrovammo immersi in una nebbia umida cos fitta che per un
istante riuscimmo a malapena a vedere e respirare, ma le pareti stavano
gi asciugando l'umidit, e quella in eccesso cominci a essere risucchiata
dal rombo sordo degli aspiratori di drenaggio, che lasciarono
solo noi, due pulcini bagnati, a boccheggiare nel bel mezzo di un corridoio
pulito alla perfezione. La campana di fine anno suon in lontananza,
e nel vano scale sentii riecheggiare debolmente il fragore delle
porte che si aprivano nei dormitori superiori e inferiori.
Sotto i nostri piedi si sentiva ancora uno stridore soffocato: era il
dormitorio degli studenti dell'ultimo anno che ruotava lentamente
fino al fondo. Se il macchinario pulitore aveva funzionato, laggi Clarita,
Wen e gli altri sarebbero sbucati in un salone dei diplomi quasi
vuoto, bruciato da un capo all'altro da un muro di fiamme mortali
ancora pi potente. Alcuni nefasti pi piccoli potevano essersi nascosti
sotto i pi grandi, o sotto i detriti. Con ogni probabilit alcuni
ragnisirena ce l'avevano fatta grazie ai loro gusci. Anche Pazienza
e Fermezza dovevano essere sopravvissuti; ci sarebbe voluta una
settimana buona di ammollo nelle fiamme letali per consumare quei
due. Ma i loro tentacoli pi sottili sarebbero stati bruciati, cos come
gli occhi in superficie. Gli anziani, tutti gli anziani, avrebbero potuto
puntare dritti ai cancelli.
O magari l'impianto non aveva funzionato, alla fine, e al contrario i
diplomandi sarebbero stati scaricati in mezzo a un'orda famelica, agitata
come un nido di vespe e in attesa del loro arrivo a fauci spalancate.
Non avremmo saputo se era andata in un modo o nell'altro, non
fino all'anno prossimo. Quando sarebbe toccato a noi. Eravamo arrivati
al nostro ultimo anno, ribaltando i pronostici che ci volevano morti
al cinquanta per cento. Ma le nostre probabilit erano state alterate da
Orion, che ci aveva cambiato le regole della casa sotto il naso. Orion,
che mi afferr le spalle senza che stavolta lo cacciassi via in malo modo.
Mi hai salvato la vita disse, suonando un po' perplesso al riguardo.
Digrignai i denti e mi voltai a guardarlo, pronta a fargli sapere che
lui non era l'unico a poter risultare utile in certi casi, solo che mi stava
fissando con un'espressione inequivocabile, una che avevo visto abbastanza
spesso nella mia vita:  quella con cui gli uomini guardano
mia madre, a volte. Non si tratta del genere di espressione che pensate;
gli uomini non nutrono desideri lascivi nei confronti della mamma.
Era pi come se guardassero una dea, e insieme pensassero che
forse la dea avrebbe sorriso loro nel caso, non so, se ne fossero dimostrati
abbastanza degni, e io non avrei mai immaginato che qualcuno
potesse rivolgermi uno sguardo anche lontanamente simile a quello.
Non avevo la pi pallida idea di cosa farmene, a parte magari rifilare
a Orion un'altra ginocchiata ancora pi violenta e scappare. Pi
ci pensavo e pi mi sembrava invitante, ma non ne ebbi l'occasione;
perch stavolta fu lui a spingere me sul pavimento, dritto in una pozzanghera
per met ghiacciata e per met bollente, per sparare cinque
o sei colpi mirati sopra la mia testa e annientare un piccolo branco di
lurconi che evidentemente dovevano essere sopravvissuti restando aggrappati
al soffitto all'interno della sacca di sicurezza che avevo creato
e che ora ne saltavano gi per papparci a mo' di banchetto celebrativo.
Fu in quel preciso istante che una decina di studenti usc dal pianerottolo,
giusto in tempo per vedere me sul pavimento ai piedi di Orion
e lui eroicamente ritto sopra la sottoscritta, le mani ancora fumanti di
luce e i corpi bruciati dei lurconi disposti in un cerchio perfetto intorno
a me, mentre l'ultima creatura piombava a terra con un tonfo sordo.
Lettori, me la squagliai.
Non fu difficile; volevano tutti parlare con Orion, sentire come ci
fosse riuscito, come avesse fatto a massacrare i nefasti, ad aggiustare
il macchinario e a salvare gli anziani... Ero abbastanza sicura che entro
la fine della giornata nessuno avrebbe pi ricordato che in realt
l'operazione aveva coinvolto un'intera squadra, e ancora meno che di
quella squadra facevo parte anch'io. Se avessi voluto restare l con lui,
probabilmente sarei stata costretta a cingergli la vita con entrambe le
braccia e ad aggrapparmici come un'edera molto determinata, ma la
folla mi allontan senza obbligarmi al minimo sforzo.
Dovetti solo accertarmi di essere spinta nella giusta direzione, a fare
ci che a fine anno fa qualunque persona sensata: andai dritta al laboratorio
tecnico, dove ebbi due splendidi minuti tutti per me prima che
arrivasse qualcun altro. I contenitori di materiale sono tutti pulitissimi
e riforniti da zero a fine anno, quindi non ero neanche costretta a
preoccuparmi dei nefasti. Appesi di fianco alla grande fornace c'erano
cinque grembiuli da forgiatura, fatti di un pesante tessuto ignifugo;
presi quello che sembrava pi vicino alla taglia di Aadhya, lo stesi
su un banco da lavoro e cominciai a riempirlo.
Scelsi prima i materiali necessari al bauletto per il libro, perch se hai
ben presente un progetto specifico e gli sacrifichi un'occasione come
quella di essere il primo a entrare nel laboratorio tecnico dopo un rifornimento,
 pi probabile che tu riesca a trovare quello che ti serve. Infatti
mi aggiudicai subito altri quattro pezzi di amaranto, due lingotti
d'argento per l'intarsio, una serie di pesanti cardini d'acciaio e una bobina
di titanio che ero piuttosto sicura di poter usare per creare un filo
incantato che avrebbe tenuto fermo il coperchio se anche avessi voluto
lasciarlo aperto. Trovai persino un pezzetto di una striscia luminosa
a led. I libri di magia vanno pazzi per l'elettronica; se fabbrichi un
bauletto che si illumina quando lo apri,  quasi garantito che non perderai
mai un libro, a meno che tu non sia molto sbadato.
Cominciarono ad arrivare altri studenti proprio mentre finivo di
mettere anche quest'ultimo ritrovamento sul grembiule, ma ebbi comunque
almeno un paio di minuti buoni per arraffare svariati oggetti
prima di dovermi preoccupare di proteggere il bottino, dal momento
che tutti i nuovi arrivati puntavano dritti ai materiali pi preziosi
per gli scambi, tipo barre di titanio e sacchetti pieni di schegge di diamante.
Decisi di non competere con loro: pensai invece a quello che
poteva servire a Aadhya per il suo liuto, e trovai una busta di sottile
filo metallico, una confezione di carta vetrata e due enormi bottiglie
di resina trasparente. Feci un fagotto di tutto e lo portai fuori con me
proprio mentre cominciava ad arrivare la vera folla.
Percorsi il corridoio in direzione contraria rispetto al laboratorio
tecnico, fino al pianerottolo che si trovava dalla parte opposta della
scuola. Non mi andava di essere costretta a farmi strada tra la moltitudine
adorante che probabilmente ostruiva ancora quello su cui era
Orion, e comunque, visto che il nostro piano aveva ruotato, era possibilissimo
che adesso l'altro pianerottolo fosse pi vicino alla mia
stanza, e via di altre giustificazioni perfettamente accettabili. A fine
anno, le scale sono sempre gremite di tutti quelli che corrono come
matti in ogni parte della scuola a caccia di rifornimenti, ma scendere
fino al dormitorio degli anziani non fu cos difficile. Sotto di noi
non c'era pi nessuno.
Gli studenti che popolavano gli alloggi, poi, erano decisamente civili.
Chiunque fosse rimasto l si era perso l'occasione migliore per procurarsi
scorte, quindi si trattava principalmente di ragazzi delle cerchie
che non avevano bisogno di fare quello sforzo e che si stavano godendo
docce calde e relativamente spensierate o gironzolavano per il corridoio
appena disinfestato chiacchierando a gruppi. Alcuni di loro mi
rivolsero addirittura un cenno di saluto mentre passavo, e una ragazza
di Dublino esclam: Che culo, hai trovato un grembiule da forgiatura!
Non  che faresti un cambio?.
 per Aadhya, nove stanze dopo la lampada gialla risposi. Sono
sicura che sar felice di affittarlo.
Gi,  vero, ho visto la scritta. In bocca al lupo disse, complimentandosi
con un cenno della testa proprio come se fossi anch'io un essere
umano o roba del genere.
Riportai il bottino nella mia stanza, dove entrai con una certa cautela
dal momento che stavolta non ero stata presente per barricare la porta
ai nefasti che cercavano di sfuggire alle fiamme letali in corridoio.
Il mana fluiva ancora senza sforzo dallo spartisci-potere che avevo al
polso, sicch non mi feci il minimo scrupolo a usarlo per lanciare un
incantesimo di Luce Rivelatrice.
Cos equipaggiata, esaminai ogni angolo della mia camera, compreso
lo spazio sotto il letto, che spinsi fino ad appoggiarlo sul fianco.
E meno male: individuai un misterioso bozzolo ben nascosto all'interno
di una delle grosse molle arrugginite, in attesa di trasformarsi
in una spiacevole sorpresa. Rovesciai il barattolo di chiodi e viti sulla
scrivania e vi deposi dentro il bozzolo. Aadhya sarebbe stata in grado
di farci qualcosa, magari, o forse avrei potuto venderlo a qualche
studente di Alchimia.
Trovai anche alcune manciate di nefasti di categoria parassita sugli
scaffali tra i miei libri di testo, e mentre me ne occupavo, un piccolo
zampettatore salt gi dalla scrivania, dove era rimasto nascosto dietro
una pila di fogli. Un pasto non gli interessava, per ora; infatti corse
dritto verso lo scarico al centro del pavimento, si tuff tra due sbarre
della grata, dimen vigorosamente il posteriore con il pungiglione
scintillante, e si infil dentro prima che riuscissi a farmi venire in mente
qualcosa da tirargli che non avrebbe fuso una grossa fetta di pavimento
o magari ucciso chiunque passasse l davanti nel corridoio. Pazienza.
 cos che entro il primo trimestre questo posto si infesta un'altra
volta da cima a fondo; non ci si pu fare granch.
Avevo appena finito di raddrizzare stancamente e rumorosamente
il mio letto quando qualcuno buss alla porta. Spensi subito la Luce
Rivelatrice; ebbi l'impulso di fingermi altrove, sulla luna magari, ma
il chiarore si era visto di sicuro sull'altro lato della porta, attraverso le
fessure, e in ogni caso avevo appena fatto un chiasso assordante. Mi
feci forza, andai alla porta e la socchiusi mentre mi passavano gi per
la testa tanti possibili commenti, nessuno dei quali si rivel pertinente
perch era solo Chloe. Ciao disse. Ho visto la luce. Ho sentito
che tu e Orion ce l'avete fatta, cos ho pensato di venire a vedere come
stavi. Tutto a posto?
Ti direi che sto bene come ci si aspetta che stia, ma non credo che
nessuno si fosse mai immaginato che ne uscissi viva, perci immagino
di stare addirittura meglio risposi. Feci un respiro profondo, mi
sforzai di lasciar andare il mana che scorreva, slacciai il cinturino dello
spartisci-potere e glielo porsi.
Lei esit e disse, incerta: Sai... se cambi idea riguardo a quel posto....
Grazie replicai brevemente, senza tirare indietro il dispositivo, e
un istante dopo lei allung la mano e lo prese.
Pensavo fosse tutto l, e lo avrei anche gradito. Chloe doveva essersi
appena fatta una doccia e si era scostata dal viso con due sottili
fermagli d'argento i capelli biondo scuro ancora umidi; li portava in
un caschetto ordinato che qualcuno le aveva sicuramente tagliato da
poco, e indossava un prendisole azzurro dalla gonna arricciata, abbinato
a un paio di sandali con il cinturino, il genere di abito che neppure
un'appartenente a una cerchia si sarebbe azzardata a indossare
dopo il primo mese dell'anno scolastico. Era immacolato e non le arrivava
nemmeno molto sopra il ginocchio; non poteva averlo messo
fino a quest'ultimo anno, altrimenti le sarebbe stato tutto penzoloni.
Io, invece, avevo addosso la pi lisa delle mie due maglie, che di
certo le recenti avventure non avevano migliorato, i pantaloni militari
sporchi e rattoppati con una grossa cintura che li teneva su e due
strisce che avevo cucito agli orli per allungarli un po', e infine gli sfilacciati
sandali con la chiusura a strappo da bambina di sei anni che
avevo dovuto procurarmi a met del secondo anno, dopo che il paio
con cui ero entrata mi era diventato irrimediabilmente troppo piccolo.
All'epoca quelli che avevo scelto erano troppo grandi, ma ormai erano
agli ultimi centimetri. I miei capelli sfuggivano in gran parte dalla
treccia approssimativa che avevo attorcigliato prima di scendere nel
salone. Senza contare che non facevo una doccia da quattro giorni, a
meno che non valesse come tale l'essermi inzuppata fino alle ossa nella
pulizia del corridoio. A me non frega niente di vestirmi elegante, non
mi importerebbe neanche se potessi, ma il contrasto mi faceva sentire
ancor di pi come una che era stata appena trascinata all'indietro per
un intero labirinto di siepi.
Ma Chloe non mi disse un educato "arrivederci"; si limit a restarsene
l, sulla mia soglia, a rigirarsi lo spartisci-potere tra le mani. Ero
sul punto di scusarmi e crollare a letto per dodici ore o pi, quando
lei disse d'impulso: El, mi dispiace. Io non parlai: non mi era chiaro
per cosa mi stesse chiedendo scusa. Un attimo dopo aggiunse: 
solo che... sai, a certe cose ti abitui. E non stai a pensare se siano giuste.
O anche solo accettabili. Deglut. Non vuoi pensarci. E ti sembra
che nessun altro ci pensi.
E alla fine non ci fai niente. Mi guard, l'infelicit nei lineamenti
delicati e negli occhi limpidi. Scrollai un po' le spalle. Perch non 
previsto che tu ci faccia qualcosa.
Rimase in silenzio, poi disse: Non so cosa potrei farci io. Ma non
devo neanche peggiorare la situazione. E poi.... All'improvviso si fece
irrequieta: guardava altrove e si leccava le labbra, a disagio. Ho mentito.
In biblioteca. Noi non... non temevamo davvero che tu fossi una
strega oscura. Volevamo temere questa cosa perch non ci piacevi. Parlavamo
di quanto tu fossi tremenda e villana, di come stessi cercando
di usare Orion per farti leccare i piedi dagli altri. Solo che era tutto il
contrario. Quel giorno che Orion ci ha presentate, mi sono comportata
come se per averti amica mi bastasse farti sapere che ero disposta a
permetterti di parlare con me. Come se io fossi cos speciale. Ma non
lo sono. Sono solo fortunata. Orion s che  speciale aggiunse con uno
sbuffo che tentava di essere una risata senza riuscirci. E vuole essere
tuo amico perch a te non importa. Non ti importa che lui sia speciale,
e non ti importa che io sia fortunata. Non sarai gentile con me solo
perch sono di New York.
In realt non sono gentile con nessuno dissi a malincuore, sentendomi
attorcigliare dentro per il fatto di essere l'altro argomento del suo
discorso, oltre a Orion; erano scuse sincere persino eccessive.
Sei gentile con chi  gentile con te obiett. Sei gentile con chi non
 falso. E io non voglio esserlo. Perci... scusami. E poi... mi piacerebbe
passare un po' di tempo con te, uno di questi giorni. Se vuoi.
S, perch quello che volevo era diventare amica di una ragazza ricca
che faceva parte di una cerchia, cos avrei strofinato regolarmente
la faccia in tutti i lussi che non potevo avere e che in effetti erano molto
piacevoli anche se non all'altezza delle cose che avevo scelto al loro
posto. E se Chloe Rasmussen si fosse rivelata davvero una brava persona
e una vera amica, avrebbe voluto dire che le cose che non avevo
non erano per forza incompatibili con le cose che mi stavano a cuore.
Come avrei fatto a riunire i due aspetti senza essere sempre insoddisfatta
non lo capivo, per ero abbastanza sicura che dire "no, e adesso
vattene per la tua strada" mi avrebbe effettivamente reso villana e arrogante,
dopotutto, solo in modo contrario e stravagante.
S, d'accordo dissi ancor pi a malincuore, e l'unica nota positiva
della faccenda fu che a quel punto, finalmente, dopo avermi rivolto
un sorriso un po' timido, Chloe disse che avevo un'aria stanca e
che se ne sarebbe andata per lasciarmi riposare, dopodich se ne and
sul serio, cos fui in grado di chiudere la porta, accasciarmi sul letto e
dormire come un ghiro, come la cara estinta che per chiss quale miracolo
non ero.
Qualche tempo dopo sentii bussare di nuovo e la voce di Liu che
diceva: El, sei sveglia?. In realt dormivo ancora, ma l'allarme sulla
porta mi aveva svegliata, cos mi alzai per lei e Aadhya. Mi avevano
portato qualcosa per pranzo dalla mensa.
Consegnai a Aadhya il grembiule da forgiatura e i materiali per il
liuto che avevo trovato. Tutte e due si erano procurate un bottino accettabile,
per quanto non strepitoso come il mio, e Liu aveva arraffato
dei buoni quaderni e delle penne di scorta per me mentre ne prendeva
anche per s.
Ti va di raccontarci com' andata? chiese, dopo che ebbi finito di
trangugiare il cibo per poi spaparanzarmi un'altra volta sul letto.
Il macchinario era rotto non so in che modo diverso ed esaltante;
sta di fatto che ci hanno messo pi di un'ora per aggiustarlo dissi,
fissando il soffitto. Abbiamo perso una degli artefici mentre entravamo,
Pires  crollato nel reggere lo scudo, siamo rientrati tardi quindi
la disinfestazione ci ha sorpresi al piano del laboratorio tecnico e
Orion mi ha baciato. Quest'ultima cosa non avevo avuto intenzione
di dirla, ma mi era sfuggita: Liu mand uno squittio di entusiasmo e
si mise una mano sulla bocca.
Ma come avete fatto a sfuggire ai fuochi pulitori? chiese Aadhya,
impassibile. Liu le rifil uno spintone su un ginocchio e disse: E smettila
con questa storia!  stato bello? Bacia bene?. Dopodich arross,
scoppi a ridere e si copr il viso.
Forse sarei arrossita anch'io se ci fossi riuscita. Non me lo ricordo!
Oh, ma di! esclam Aadhya.
Sul serio! Io, ecco... mi misi seduta con un gemito e appoggiai la
faccia alle ginocchia, bofonchiando, gli ho dato una ginocchiata per
togliermelo di dosso e poter lanciare un incantesimo tagliafuoco.
Aadhya cominci a ridere cos tanto che cadde dal letto mentre Liu mi
fissava inebetita, affranta al posto mio.
"Io non sto con Orion, assolutamente, siamo solo amici" ansim
Aadhya dal pavimento, senza neanche accennare a tirarsi su, imitando
quello che avevo detto a lei e a Liu la sera prima che ci accordassimo
sulla nostra alleanza: non avevo voluto che vi entrassero con l'inganno.
Sei proprio un fallimento nelle relazioni.
Grazie, adesso mi sento molto meglio ribattei. E poi non avevo
torto! Io non stavo con lui.
S, giusto replic Aadhya. Solo un ragazzo starebbe con qualcuno
per due settimane senza dirglielo.
Ridacchiammo tutte insieme per un po', e dopo essere tornate alla calma,
Liu chiese timidamente: Ma tu vorresti stare con lui?. La sua espressione
era seria. Mia madre mi ha detto che sarebbe una pessima idea.
La mia mi ha detto che tutti i maschi portano con s un animale
domestico segreto nella biancheria intima, e che se rimani da sola con
loro lo fanno uscire raccont Aadhya. Noi due cominciammo a ridere
rumorosamente, e anche lei rise. Lo so, va bene? Ma mia madre
l'ha fatto di proposito, mi ha detto di fingere che fosse vero per tutto
il tempo in cui sarei rimasta qui dentro, perch sarebbe diventato vero
se avessi permesso che un ragazzo mi mettesse incinta.
Liu rabbrivid tutta e si strinse le braccia intorno alle ginocchia. Mia
madre mi ha preso la spirale.
L'ho provata. Ho avuto dei crampi bestiali disse tristemente Aadhya.
Deglutii. Io non me ne ero preoccupata; mi era sembrato il meno
probabile dei miei tanti problemi. Al diploma mia madre era incinta
di me di almeno tre mesi.
Oddio comment Aadhya. Avr dato di matto.
Mio padre  morto per farla uscire da qui dissi sottovoce, e Liu allung
una mano per stringere la mia. Avevo la gola stretta. Era la prima
volta che lo raccontavo a qualcuno.
Per un po' restammo in silenzio, poi Aadhya disse Immagino significhi
che sarai la prima persona a diplomarsi due volte e ci mettemmo
di nuovo a ridere tutte e tre. In quel momento non mi sembr
di sfidare il destino parlando del diploma come di qualcosa che sarebbe
accaduto.
Tornai a stendermi fino all'ora di cena, in dormiveglia mentre parlavamo
dei progetti per il primo trimestre, di quanto mana pensavamo
di riuscire ad accumulare. Mentre Liu annotava le cifre in bilancio,
non potevo non pensare con una certa nostalgia allo spartisci-potere;
mi sfregai il polso, nel punto in cui era prima. Quasi non riuscivo a
biasimare Chloe, o chiunque altro di New York. Tutto quel mana che
ti fluiva semplicemente sulla punta delle dita, in una quantit tale da
non vederne la fine. Non ero riuscita a percepire la fatica che gli stava
dietro. A me era sembrato gratuito come l'aria. Lo avevo avuto solo
per qualche ora e gi mi mancava.
Continuavo a quasi-addormentarmi e a risvegliarmi. Non sapevo
bene perch; Aadhya e Liu avrebbero capito, anzi, mi avrebbero tenuta
d'occhio e svegliata per la cena. Dobbiamo riflettere su cos'altro potremmo
usare, e su chi altro potremmo voler reclutare dichiar Aadhya.
Pu darsi che io riesca a finire il liuto in tempo per fabbricare
altre cose, nel primo trimestre. E dobbiamo anche passare in rassegna
i rispettivi elenchi degli incantesimi.
Sottovoce, Liu disse Io ho un'altra cosa dopodich si alz e usc, il
che mi fece capire d'un tratto, e con profonda indignazione, che il motivo
per cui continuavo a svegliarmi di soprassalto era che stavo aspettando
di sentir bussare qualcun altro. Fulminai la porta con lo sguardo.
E qualche minuto dopo sentii bussare, in effetti, ma era solo Liu,
di ritorno con una piccola scatola tra le mani. Si sedette sul pavimento
con le gambe incrociate intorno alla cassettina, sollev il coperchio
e tir fuori un topolino bianco. L'animaletto arricci il naso e si divincol
tra le sue dita, ma non scapp.
Hai un famiglio! esclam Aadhya. Oddio,  cos carino.
Lui non  un famiglio replic Liu. O meglio, non lo era. Sto cominciando
adesso a... Ne ho dieci. Non incroci i nostri sguardi: era
quasi un'ammissione esplicita del fatto che in passato aveva scelto la
strada decisamente non autorizzata della stregoneria. Nessuno introduce
qui dieci topi e li nutre con le sue provviste per altri motivi. Ho
un'inclinazione per gli animali.
E allora capii perch i suoi genitori l'avevano spinta in quella direzione:
sapevano che sarebbe stata in grado di tenere in vita le sue offerte
sacrificali. E anche perch Liu odiava cos tanto la stregoneria che,
anche dopo tre anni, aveva deciso di non ricascarci.
Quindi ora lo stai facendo diventare un famiglio? chiesi. Non so
bene come funzioni. La mamma ha sempre avuto solo dei famigli spontanei:
ogni tanto nella nostra iurta arriva un animale che ha bisogno di
cure, la mamma lo aiuta e dopo lui resta ad aiutare lei per un po' prima
di allontanarsi e tornare a essere un animale qualsiasi. La mamma
non tenta mai di trattenerli.
Liu annu, accarezzando la testa del topo con la punta di un dito.
Potrei addestrarne uno anche per voi. Sono animali notturni, quindi
possono fare la guardia mentre dormite, e sono bravissimi a controllare
il cibo in cerca di qualcosa di brutto. Due giorni fa, questo mi ha
portato un pezzetto di cordone con delle perline di corallo incantate.
Si chiama Xiao Xing.
Ci permise di tenerlo, e io avvertii il mana in azione dentro il suo
corpo minuscolo: aveva gi una specie di scintillio azzurrino sulla superficie
degli occhi e anche sul pelo, se lo si guardava di taglio, e ci annusava
con curiosit e senza timore. Dopo aver lasciato che io e Aadhya
lo accarezzassimo per un po', Liu lo pos a terra perch potesse
scorrazzare per la stanza; il topolino saltell in giro, annusando oggetti
e infilando la testa qua e l. Sal sulla scrivania, vi gironzol sopra,
poi si fece guardingo proprio vicino al punto in cui era rimasto
nascosto lo zampettatore. L'animaletto scapp via velocissimo e torn
da Liu, che controll la zona per lui e gli mostr che era sgombra,
poi gli diede qualche colpetto, lo elogi e gli diede un pezzetto di frutta
secca presa da un sacchetto che si era legata in vita. Lui si arrampic
fino al taschino della sua camicetta e rest l a rosicchiare tutto felice
il premio ricevuto.
Potresti addestrare gli altri topi che hai anche per altre persone?
chiesi, osservando il roditore decisamente estasiato. Ci guadagneresti
parecchio se li mettessi sul mercato. Da quando la mamma mi aveva
dissuaso dal volerli sezionare, non avevo mai avuto molto tempo
per gli animali; i cani della comune perlopi li ignoravo, e loro ignoravano
me. Non mi erano mai piaciuti neanche i video di gattini pulciosi.
Ma non mi ero proprio resa conto di quanto mi mancasse vedere
una creatura viva e vivace che non cercasse di uccidermi. I famigli
non sono comuni da queste parti: farli entrare qui  molto dispendioso
in termini di peso, e prendersene cura una volta dentro  tremendamente
difficile. Quando le alternative sono nutrire te stesso o nutrire
il gatto, alla fine nutr te stesso, o il prossimo nefasto si prende te
e anche il gatto. I topi, invece, si possono nutrire cos a buon mercato
che non sarebbe poi cos difficile tenerne uno. Semplicemente non
avevo pensato di desiderarlo, un giorno.
S, dopo che ne avr addestrato uno ciascuno per i miei cugini
disse Liu. Arriveranno stasera.
Anche questa era una sorpresa, farmi ricordare qualcosa che gi so
ma che ancora non mi sembra vero: eravamo studenti anziani, ormai.
Era il nostro ultimo anno. E quella sera ci sarebbe stata l'Iniziazione.
Possiamo sceglierne uno adesso? chiese Aadhya. Era affascinata
quanto me. Hanno bisogno di qualcosa? Tipo una gabbia?
Liu annu, alzandosi in piedi. Sar necessario creargli uno spazio
circoscritto, in modo che possano nascondersi l durante il giorno, mentre
voi siete fuori e loro dormono. Ma venite a sceglierne uno. Dovrete
giocare insieme a lui almeno un'ora al giorno per un mese o quasi
prima di prenderlo. Vi mostrer come somministrargli il mana: va
messo nei premi che gli date. Buttai le gambe gi dal letto e mi infilai
le scarpe, poi Liu apr la porta e tutte e tre facemmo un salto indietro,
perch Orion era fermo appena fuori, tipo maniaco. Fece un salto
anche lui, dal che dedussi che non era stata sua intenzione tendermi
un agguato; potevo solo ipotizzare che fosse rimasto l per prepararsi
psicologicamente a bussare.
Vengo io a dare un'occhiata, Liu disse Aadhya a voce alta. Cos
capisco come mettere insieme un bel recinto. Spinse Liu - che stava
arrossendo un'altra volta nel tentativo di non guardare Orion - davanti
a s e usc. Quando fu alle spalle di Orion, lo indic pi volte e con
le labbra mim in modo melodrammatico parole che non ebbi difficolt
a riconoscere come "animale domestico segreto", ragion per cui
dovetti lottare per non mettermi a starnazzare risate isteriche nel cuscino.
Aadhya e Liu sparirono lungo il corridoio.
Orion sembrava uno che avrebbe tanto voluto scappare, cosa che avrei
visto con favore anch'io, solo che lui, almeno, avrebbe potuto farlo, dato
che non era gi nella sua stanza. Aveva fatto la doccia, si era cambiato,
tagliato i capelli, e addirittura rasato la barba: osservai con sospetto
la linea del mento liscia da poco. Sul serio, non avevo la minima intenzione
di frequentare nessuno, a scuola. Scordatevi pure una gravidanza;
l'ultima cosa che mi serviva era un diversivo. Ne aveva gi creati
fin troppi nella mia vita, anche quando non dovevo chiedermi se il fatto
di baciarci si sarebbe verificato ogni volta che era nelle mie vicinanze.
Senti, Lake dissi proprio mentre lui sbottava con un El, ascolta.
Tirai un profondo sospiro di sollievo. D'accordo. Volevi solo barrare
anche quella casella prima di morire.
No!
Tu non vuoi davvero metterti con me, giusto?
Io... Sembrava triste e frastornato, e poi disse: Se tu... io non...
dipende da te!.
Lo fissai. Certo, ma solo per la mia parte. La tua non dipende da me.
O stai cercando di elaborare ulteriormente questa strana forma di frequentazione
da sfigati in cui uno non trova mai il tempo di chiedere all'altro
cosa ne pensa? Perch in questo caso non ho intenzione di aiutarti.
Per amor di... Mentre la sua voce si dissolveva in un verso strozzato
di furiosa esasperazione, si cacci entrambe le mani nei capelli: se li
avesse appena tagliati cortissimi quasi tutti, gli sarebbero rimasti dritti
in testa tipo zazzera alla Einstein. Poi, senza guardarmi in faccia, disse
in tono piatto: Io sto cercando di non essere allontanato dalla tua vita.
E alla fine, con imbarazzante ritardo, capii. Io avevo Aadhya e Liu adesso,
non solo lui. Era come tutto quel mana a mia disposizione, una cosa
tanto essenziale che potevi abituartici in fretta, al punto da dimenticare
com'era la vita senza quella cosa... finch non spariva di nuovo. Lui no,
lui non aveva nessun altro. Non aveva mai avuto nessun altro, allo stesso
modo in cui non avevo mai avuto nessun altro io stessa, ma ora aveva
me, e desiderava perdere quel rapporto pi o meno quanto io desideravo
barattare lui, Aadhya e Liu con un posto nella cerchia di New York.
Certo, al riguardo si stava ancora comportando da stupido inqualificabile.
Lake, se - e sottolineo se - volessi stare con te, non mi piacerebbe
che tu stessi con me solo perch ti ho ordinato di farlo come
prezzo per l'ammissione chiarii.
Stai cercando di fare la tonta? Mi lanci un'occhiataccia. Ma io
gliela restituii, indignata e, a quel punto, con il tono di uno che parla
a un pony ottuso, disse: Io vorrei stare con te. Se tu lo vuoi, lo voglio
anch'io. E se non lo vuoi, allora... non lo voglio neanch'io.
Il concetto generale  questo replicai, di nuovo circospetta: era preoccupante,
sembrava proprio che lo volesse. Altrimenti  solo persecuzione.
Me lo stai chiedendo? Ah, e non ti allontaner dalla mia vita in
ogni caso! aggiunsi, anche se non avevo idea di cosa avrei fatto se me lo
avesse chiesto. Ti ho allontanato dalla mia strada di sotto perch avevo
l'assurda opinione che avresti preferito farti salvare la pelle, impresa che,
per la cronaca, vorrei segnalare di avere ormai compiuto a mia volta.
Sono abbastanza sicuro di essere arrivato a tredici salvataggi, a questo
punto, perci hai ancora parecchia strada da fare disse, incrociando
le braccia sul petto, ma la frase e l'azione non ebbero la giusta efficacia,
vista la sua espressione esageratamente sollevata.
Non c' bisogno che stiamo a cavillare sui numeri replicai, altezzosa.
Oh, io credo che ce ne sia bisogno, invece obiett, e proprio quando
ero sul punto di rilassarmi, pensando di aver fatto rientrare entrambi
in acque pi sicure, lui lasci ricadere le braccia e il suo viso si fece
vulnerabile e un po' pallido, con un tocco di rosa impaurito sulla punta
degli zigomi. El, io... io vorrei chiedertelo. Ma non... non qui dentro.
Dopo che noi... se noi...
Non ci provare neanche. Non mi impegner a uscire con te dissi
sgarbatamente, inserendomi a forza nel discorso prima che ci trascinasse
di nuovo sulle secche. Se non me lo chiedi adesso, be', a ciascun
giorno basta la sua pena! Se usciremo vivi da qui e attraverserai
l'oceano per venire a chiedermelo, decider in quel momento cosa
ne penso, e fino ad allora puoi tenere le tue fantasticherie da film Disney "e il tuo animale domestico segreto" ci infil inutilmente il mio
cervello per te.
D'accordo, d'accordo, va bene! esclam lui, in un tono che era per
un decimo di stizza e per nove decimi di sollievo, mentre io distoglievo
lo sguardo nel tentativo di impedire alla mia bocca di distorcersi nella
risata che ancora una volta dovevo trattenere con tutte le mie forze:
grazie mille, Aadhya. Sua madre era davvero un genio. Posso chiederti
di vederci a cena tra un'ora?
No che non puoi, cretino risposi, come se io stessa non lo avessi
appena dimenticato.  sera di Iniziazione. Abbiamo mezz'ora al massimo.
Prese immediatamente un'aria da cane bastonato anche se, per
essere giusti con entrambi, di sicuro avevamo avuto il giorno del diploma
pi strano di sempre. Feci una smorfia e abbassai lo sguardo sulla
mia persona. Sarebbe il caso che mi facessi una doccia. E mi mettessi
la maglia meno sporca che ho.
Ne vuoi un'altra? chiese, con un po' di esitazione. Ne ho alcune
di ricambio.
La nostra conversazione aveva chiarito che Orion non necessitava
nemmeno del pi piccolo incoraggiamento, ma la prudenza combatteva
contro il mio alquanto disperato desiderio di un'altra maglietta;
l'unica occhiata che avevo dato alla sua stanza era stata sufficiente
a farmi dire con perfetta sicurezza che averne anche troppe non gli
avrebbe giovato. S, va bene risposi con un sospiro interiore. Tanto
l'intera scuola era gi sicurissima che stessimo insieme.
Avevo assolutamente ragione riguardo al fatto che Orion non aveva bisogno
di incoraggiamenti: la maglia che mi port aveva sopra il disegno
glitterato in argento del profilo di Manhattan, con un singolo punto,
grossomodo a met dell'isola, segnalato da un ghirigoro di glitter
multicolore, presumibilmente la posizione della cerchia: tutt'altro che
eloquente o assertivo, vi pare? Gliela avrei scaraventata in testa, quella
maglietta, solo che era pulita e anzi profumava un po' di detersivo:
forse ce l'aveva incartata in un cassetto, in attesa del suo ultimo anno
di scuola. Se non altro mi forniva una giustificazione per abbandonarlo
all'istante in favore del bagno delle ragazze, cos avrei potuto metterla,
una maglietta pulita sopra una pelle pulita dopo la doccia: goduria.
Orion mi aveva aspettata fuori, quindi andammo a prendere Aadhya
e Liu nella stanza di quest'ultima. Sbirciai nella grande cassa dove teneva i topi. Quello di Aadhya era gi contrassegnato da un punto fucsia
fatto con un evidenziatore. Stasera puoi scegliere il tuo disse Liu.
Le scale non si muovevano pi, motivo per cui mi sembrarono strane
quando cominciammo a salirle: era come sbarcare da una nave quando
si  stati in mare per molto tempo. Gli ingranaggi erano tornati al
loro posto, e si sentiva solo l'indistinto ticchettio delle macchine minori, che pi o meno segnavano il tempo fino alla fine del prossimo
anno. Stavano andando tutti di sopra, tutti insieme come in un grosso
flusso di marea, quindi non ci volle neanche molto per arrivare in
mensa e unirsi alla folla in attesa.
La linea di distribuzione del cibo non aveva ancora aperto, e quasi
met dei tavoli erano ripiegati contro le pareti per lasciare un grande
spazio sgombro al centro della sala e ampie corsie che portavano
da l ai pianerottoli delle scale. Sopra di noi c'era il dormitorio nuovo
di zecca, identico a quello vecchio pi o meno alla lettera, in attesa
che le tremanti matricole nuove di zecca vi fossero sganciate dentro.
Ce la facemmo per un pelo. L'Iniziazione inizi pochi istanti dopo
il nostro arrivo: avvertimmo la leggera sensazione di orecchie tappate
mentre moltissimi corpi spostavano grandi volumi d'aria, uno dopo
l'altro, cosa cui segu quasi subito uno sferragliare e grattare di porte
che venivano aperte, su nel dormitorio degli studenti del primo anno.
Ameno che tu non sia uno dei pochi mostruosamente sfortunati come
Luisa, ti hanno detto e ripetuto all'infinito cosa fare nell'attimo stesso
in cui arrivi, a prescindere da quanto ti senti nauseato o traumatizzato:
esci dalla tua camera e corri dritto al piano di sotto, in mensa. Le
matricole entrarono a frotte da tutte e quattro le porte, alcuni reggendo
sacchetti di carta nei quali vomitavano anche mentre continuavano
barcollanti ad avanzare. L'Iniziazione  divertente all'incirca come
un tirante, e ci mette pi tempo.
Nel giro di una decina di minuti furono tutti accalcati e tremanti al
centro della mensa. Sembravano piccolissimi. Io non ero tra i ragazzini
pi alti quando arrivammo, ma non ricordavo di essere mai stata
tanto bassa. Ci raccogliemmo intorno a loro, tenendo d'occhio il soffitto
e gli scarichi, versandogli con cautela dei bicchieri d'acqua. Persino
le persone peggiori vengono a galla per proteggere i nuovi Iniziati.
Egoisticamente, se non per altri motivi; non appena le matricole si
calmarono ed ebbero bevuto un po' d'acqua, cominciarono a gridare
i nostri nomi, perch avevano lettere provenienti dall'altra parte, soprattutto se facevano parte di una cerchia.
Sapevo che io non ne avrei ricevuta una. Non eravamo legate ad altre
famiglie con figli maghi: quel paio di volte che la mamma aveva tentato
di organizzare le cose in modo da farci giocare insieme, quando ero
piccola, non era andata meravigliosamente bene. E non sarebbe stata in
grado di pagare qualcuno perch rinunciasse a una parte della quota assegnata per portarmi una lettera. L'unica cosa da barattare che aveva, e
che per un altro mago sarebbe stata preziosa quanto la tolleranza di un
grammo sul peso consentito, era la sua capacit di curare, e lei non si fa
pagare per le cure. Mi disse a suo tempo che non era certa di riuscire a
procurarmi qualcosa, e io le risposi che andava bene cos.
Ma pur sapendo che non avrei ricevuto niente sarei stata l comunque,
e stavolta ebbi persino modo di godermela per interposta persona.
A Aadhya fu consegnata una lettera da una ragazzina nera con milioni
di treccine in testa, ognuna con una minuscola perla incantata di
protezione all'estremit, idea davvero astuta. Liu mi port i suoi cugini
per presentarmeli, due ragazzi identici con i capelli tagliati a scodella
che si inchinarono molto educatamente come se fossi un'adulta,
e immagino che loro mi vedessero proprio cos: erano pi bassi di
me di una testa e mezza, con visi delicati dalle guance rotonde. I genitori non dovevano certo averli ingozzati come oche per prepararli.
E poi un ragazzino con una voce che non aveva ancora finito di cambiare
tono, grid, incerto: Ho un biglietto da parte di Gwen Higgins.
La prima volta non lo sentii, ma subito dopo ci fu un momento di quiete,
e il piccolo ripet la frase.
Aadhya si era avvicinata, portando con s sia la lettera sia la ragazzina
nera, che veniva da Newark e si chiamava Pamyla: uno dei motivi
per cui i genitori fanno investire una minuscola quantit del peso
consentito ai loro figli in una lettera  che sanno che in cambio avranno
automaticamente un amico pi grande dall'altra parte. Pensi che
sia proprio quella Gwen Higgins? Ha un figlio qui? chiese Pamyla a
Aadhya, in tono speranzoso.
Aadhya si limit a fare una faccia disinteressata. Liu stava scuotendo
la testa. Se ce l'ha, lo tengono segreto; immagino che gli starebbero
tutti addosso per la magia curativa.
Poi il ragazzino disse Per sua figlia Galadriel? e sia l'una sia l'altra
- insieme a un gruppetto di persone che erano state abbastanza attente
da sentirlo - tornarono a guardarmi. Aadhya, indignata, mi rifil
uno spintone alla spalla. Molti stavano lanciando occhiate furtive tutto
intorno quasi pensassero che potesse esserci un'altra ragazza che si
chiamava Galadriel. Strinsi i denti e mi avvicinai. Anche il ragazzino
mi guard da sotto in su con aria dubbiosa.
Sono io Galadriel dissi bruscamente, e tesi la mano: lui mi pos sul
palmo una cosetta piccola quasi quanto una nocciola sgusciata che con
ogni probabilit non pesava neppure un grammo. Come ti chiami?
Aaron? rispose come se non ne fosse del tutto certo. Vengo da
Manchester?
Bene, seguimi dissi, e gli rivolsi un secco cenno della testa, guidandolo oltre un nutrito capannello di facce che mi fissavano. A loro
due, per, non c'era modo di sfuggire: anche Aadhya e Liu mi stavano
scrutando, infatti, Aadhya con occhi socchiusi che suggerivano un'altra
predica bella lunga non appena mi avesse beccata da sola. Un po'
riluttante, presentai Aaron agli altri, e lui e le altre tre matricole cominciarono a chiacchierare; entrambi i cugini di Liu parlavano inglese senza la minima incertezza, correntemente quanto lui o Pamyla. Aadhya
aveva trovato una piccola lamina d'oro incantata nella sua lettera; ce
la mostr, tutta allegra. Questa la metto intorno ai piroli del liuto fatti con il dente di stegodattilo.
Liu, invece, aveva ricevuto una scatoletta di latta, quasi del tutto
piatta e grande come un francobollo, piena zeppa di un unguento profumato
del quale ci permise di usare una piccolissima quantit, intingendo
la punta del mignolo che poi dovevamo strofinarci sul bordo
del labbro inferiore.  l'acchiappaveleni di mia nonna disse. Dura
all'incirca un mese se fate attenzione nel lavarvi i denti. Se vi sentite
formicolare il labbro quando state per mettervi qualcosa in bocca,
non mangiatelo.
L'Iniziazione significava questo per ognuno di noi. Una minuscola
infusione di speranza, di amore e premure; un promemoria del fatto
che c'era qualcosa dall'altra parte, un intero mondo. Un mondo in
cui gli amici condividono con te qualunque cosa abbiano ricevuto, e tu
fai lo stesso con loro. Solo che per me non c'era mai stata Iniziazione.
Era la prima volta che mi ci trovavo dentro, e mi pizzicavano gli occhi.
Dovetti sforzarmi di non tirare fuori la lingua e leccare l'unguento ancora e ancora.
Orion ci raggiunse con la sua corrispondenza gi in mano, una busta gonfia e un pacchettino, e sottovoce mi canticchi Ti ho beccata mettendomi un braccio intorno al collo e sorridendomi a trentadue denti.
Gli feci una smorfia, ma non riuscii a evitare di sorridere un pochino
anch'io mentre svolgevo con la massima cautela la mia lettera: era
composta da un'unica piccola striscia di buccia di cipolla, cos sottile
da essere trasparente, che era stata arrotolata sino a formare una perlina
non molto pi grande di quelle che Pamyla aveva nei capelli. Tenui
linee di piegatura la solcavano nel senso della lunghezza, una ogni
due centimetri: segni per strappare quella specie di velo in pezzetti da
mangiare. Quando me la portai alla bocca e inspirai, sentii profumo di
miele e fiori di sambuco: l'incantesimo della mamma per ristorare lo
spirito. Anche solo quell'unico respiro mi fece bene; mandai gi a fatica
un nodo di felicit che mi riscald lo stomaco mentre abbassavo di nuovo la striscia per studiarla strizzando gli occhi. La scrittura della mamma era cos piccola e leggera che mi ci volle un momento per decifrare la singola riga.
"Piccola mia, ti voglio bene, sii coraggiosa" scriveva mia madre, "e stai molto lontana da Orion Lake."
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RINGRAZIAMENTI.
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Sono eternamente debitrice a Sally McGrath e Francesca Coppa: alleate nel salone dei diplomi.
Grazie anche ai tanti beta reader che hanno fatto il tifo per me, soprattutto a Monica Barraclough, e grazie a Seah Levy, Merry Lynne e Margie Gillis, che mi hanno ospitata durante le frenetiche battute finali della stesura. Katherine Arden ha scritto accanto a me e mi ha permesso di perdermi nel suo lavoro quando di tanto in tanto sentivo il bisogno di uscire dalla Scholomance.
Grazie alla mia instancabile agente, Cynthia Manson, e grazie alla mia editor, Anne Groell, per avermi detto a quali lettori era destinato questo libro (PS: Anne, ancora non ci credo che siano sulla trentina), al suo co-editor, Alex Lamed, e a tutta la splendida squadra di Del Rey Books, i migliori partner in cui potrebbe sperare uno scrittore, tra cui in particolare David Moench, Mary Moates, Julie Leung e Ashleigh Fleaton, oltre a un ringraziamento speciale per tanti anni di entusiasmo e sostegno da parte di Scott Shannon, Keith Clayton e Tricia Narwani.
Sono anche molto grata allo staff diritti di PRH, soprattutto a Rachel Kind, Donna Duverglas e Denise Cronin, e ringrazio i tanti editor esteri di talento con cui ho avuto la buona ventura di lavorare per il loro impegno, in particolare Ben Brusey e Sam Bradbury di Penguin Random House UK.
La Scholomance ha rappresentato una sfida visiva unica per 'immaginazione, e io sono molto fortunata ad aver avuto, per la realizzazione dei dettagli del mio mondo, l'aiuto di David Stevenson della Del Rey, e ad aver potuto contare sulla collaborazione di tanti artisti geniali, tra cui Elwira Pawlikowska, della mia assistente personale Van Hong, e di Miranda Meeks, cos come sullo splendido lavoro di Sally McGrath sul sito web dedicato alla Scholomance.
E infine e sempre e soprattutto, grazie a Charles ed Evidence: grazie perch mi amate, siete fieri di me, mi tenete stretta e mi tenete su.
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FINE.